E l’aborto irrompe nella campagna per le Comunali

Foto: © Rocco Maltesi

Tra i temi della campagna elettorale spuntano Famiglia ed Aborto. Anche se si tratta di elezioni Comunali. Nello stesso giorno in cui, in Alabama, si vota la più severa legge antiabortista

Monia Lauroni

Scrivere per descrivere

Veroli come l’Alabama. Almeno nella forma, non nella sostanza che rimanda invece ad un tentativo che in politica è vecchio come la vecchiaia: tirare per la giacchetta il Padreterno sostanziandone il pensiero sul ring del consenso fra uomini. Salvini che sbaciucchia il rosario in Piazza Duomo a Milano è un po’ il totem definitivo, di questa faccenda che ovviamente gli sopravviverà.

Nella campagna elettorale verolana irrompe addirittura il tema aborto. Prende sostanza nell’appello di una candidata consigliera dello schieramento dell’aspirante sindaco Marco Bussagli: no all’aborto, famiglia in salsa cristiana ortodossa e datemi un amen.

Dal suo punto di vista non fa una grinza, ma fa caciara, tanta.

Tanta di quella cagnara pre elettorale che un tema di ampio respiro come l’aborto ha scardinato ogni cerimoniale localista.

Scalciar via Simone Cretaro e, a traino, il califfato Dem in terra ernica, passi. Annichilire le velleità pentatstellate del secondo Cretaro, al secolo Fabrizio, pure. Ma l’aborto resta cosa intima ed elettoralmente delicata, roba più da coscienza in sordina che da megafono di piazza, anche se virtuale.

Veroli è città cattolica, ortodossa, romana e praticante; insomma, da quelle parti il consiglio di una tonaca vale ancora come quando, secondo una vulgata, Andreotti ciurlava De Gasperi perché parlava con l’Altissimo mentre lui parlava con il prete: “Dio non vota, il prete si“. Del consiglio del Divo ha fatto tesoro la candidata di Prima Veroli Maria Luisa Greci, che ha rispolverato quell’armamentario evergreen in salsa sovranista e in un post ha sentenziato che “la Famiglia è sacra, noi vogliamo che si parli di mamma e papà (…) No all’aborto” e giù di spottone con preghiera a corredo che Urbano II e il suo “Deus vult” scansati.

Uno spottone sacrosanto per un voto pro domo sua. E di Bussagli che un po’ incassa, un po’ approva.

E’ in buona compagnia, di Silvano Pironi, per esempio, che con “Noi per Veroli”, sempre pro Bussagli sindaco, sta sul pezzo con toni simili e pistolotto anti gender.

Giusto giusto nei giorni in cui – a dare respiro sovralocale alla faccenda e buttando l’occhio al di là dell’Atlantico che non è il Sacco – nella Dixieland più profonda, in Alabama, il Senato dello stato vara una legge che dichiara l’aborto illegale anche nei casi di stupro su donna minore e promette secoli di galera ai medici che lo praticassero.

In attesa di capire se e in che misura a 8000 chilometri ad est, a Veroli, i grandi temi etici abbiano deciso di irrompere in campagna elettorale e spiazzare le strategie terragne di partiti e contendenti, non resta che attendere l’esito del voto ed ascoltare la canzone dei vincitori.

E si, in lizza c’è anche lei: Sweet Home Alabama.

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