E ora il green è diventato un valore per le aziende

L'intervento di Giovanni Turriziani al 'First Symposium for YouNg Chemists' promosso da La Sapienza. Le industrie sono cambiate. Non inquinare è diventato un valore. Anche economico

A colpi di piccone. Per buttare giù convinzioni ormai vecchie, sgretolare concetti già da tempo superati. Un lungo lavoro di demolizione e ricostruzione fatto sulla mentalità di molte imprese del Lazio: per aiutarle ad aggiornare una coscienza ambientale ormai sbiadita e sostituirla con un modello di sviluppo green e diverso. Un lavoro che è stato svelato da Giovanni Turriziani, vice presidente degli industriali del Lazio di Unindustria e responsabile dell’area Green Economy.

Lo ha fatto a Roma, intervenendo presso il Dipartimento di Chimica dell’Università La Sapienza. È lì che l’industriale frusinate ha illustrato i risultati dell’indagine avviata da Unindustria sulla sostenibilità ambientale nelle imprese del Lazio. Un lavoro portato avanti all’interno di un progetto più ampio e di prospettiva: gli industriali vogliono capire quale sia la produzione sostenibile e come debbano cambiare i loro metodi di lavoro in vista di un futuro green.

Picconate sui postulati

Giovanni Turriziani

Dritto al punto. Nel suo intervento, il presidente Giovanni Turriziani ha preso di mira quelli che ritiene siano stati i veri nemici da eliminare. Gli industriali hanno lavorato per «contrastare i due postulati largamente diffusi come opinione comune. E cioè la falsa convinzione che tutte le industrie inquinino, l’altrettanto falsa opinione che l’inquinamento dipenda dalle industrie.

Con soddisfazione Giovanni Turriziani ha annunciato «Abbiamo  accompagnato le industrie oggi da noi rappresentate a maturare una coscienza ambientale e un modello di sviluppo diverso».

In che modo Unindustria c’è riuscita? «Abbiamo detto che un sistema senza regole era sbagliato. Ma con troppe regole poco chiare, si creano lo stesso delle zone grigie e vengono penalizzate più le aziende legali».

Cosa è stato fatto? Nel suo intervento, Turriziani ha spiegato che «Abbiamo lavorato per sensibilizzare sull’uso circolare delle risorse, evitando la discarica. E promuovendone il riuso». C’è poi il problema dei tempi con cui vengono rilasciate le autorizzazioni. «Il blocco o il rallentamento autorizzativo non è la soluzione del problema, lascia le cose come stanno ed impedisce a nuove tecnologie di insediarsi». 

Risultato transizione

Il risultato è che la sostenibilità ambientale e la transizione ecologica sono entrate nelle agende di tutte le imprese ed istituzioni. Oggi sono temi imprescindibili da affrontare. La dimostrazione: «Le imprese di Unindustria hanno voluto aprire un confronto sul futuro del nostro Paese anche alla luce degli indirizzi della Programmazione Regionale 2021-2027. E del PNRR sulla sostenibilità ambientale».

L’indagine avviata da Unindustria ha portato ad acquisire una fotografia del sistema produttivo del Lazio. Ne ha evidenziato esigenze ed opportunità. «Si tratta del primo rapporto sul tema della produzione sostenibile». A cosa serve? «Ha il duplice obiettivo di fornire alle Istituzioni uno strumento per calibrare al meglio le politiche industriali regionali in questo campo. E di dare visibilità al percorso virtuoso avviato dal nostro sistema produttivo, anche contribuendo a superare i pregiudizi verso l’industria».

In pratica: buona parte dei fondi del Pnrr stanno nella transizione ecologica ed energetica: dobbiamo consumare meno risorse ed inquinare molto meno; l’ecologia e l’ambiente sono oggi un fattore dell’economia. Quella ricerca consente a chi deve calibrare gli interventi del Pnrr di capire dove possono essere più efficaci le risorse.

Strategie di miglioramento

L’intervento del presidente Turriziani e la presentazione dei dati sono avvenuti in un contesto internazionale: il Congresso “First Symposium for YouNg Chemists: Innovation and Sustainability (SYNC2022)“. Nei fatti? Quattro giornate dedicate alla sostenibilità e ai giovani, organizzato dal Dipartimento di Chimica della Sapienza.

 “Le imprese del Lazio che hanno partecipato al sondaggio sono sempre più rivolte verso strategie di miglioramento delle prestazioni di sostenibilità dei prodotti. È cambiato l’approccio dell’ecodesign ed oggi le nuove strategie sono basate sulla metodologia del Life Cycle Assessment” ha detto il vice presidente di Unindustria.

Il quadro di riferimento è cambiato. Oggi risulta che 65% delle aziende intervistate dispone di un Sistema di Gestione Ambientale; un ulteriore 25% di aziende è interessato a dotarsene. «L’industria è orientata con convinzione verso lo sviluppo di prodotti che garantiscano impatti ambientali il più possibile ridotti».

In che modo sono migliorate

Dallo studio è emerso che il 62% delle aziende ha adottato programmi di monitoraggio e di miglioramento delle proprie performance ambientali. Delle altre, ben il 20% ha in progetto di seguire questa linea. La sostenibilità è ormai diventata un valore intrinseco all’azienda.

Serve però che adesso a fare la loro parte siano le istituzioni. Giovanni Turriziani lo ha detto con chiarezza: «Riteniamo fondamentali alcune semplificazioni normative e amministrative specie per le imprese virtuose. Servono contributi per interventi formativi per migliorare le competenze interne, per l’innovazione sostenibile e certificazioni ambientali. È il momento degli incentivi pubblici per collaborazioni con università e enti di ricerca e a sostegno degli investimenti delle imprese».

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