Fontana non rompe le righe. E rompe a Zingaretti per l’ospedale

Nel partito Democratico lo hanno sempre considerato uno scomodo. Alle Primarie si è contato, candidandosi nelle file della mozione per Michele Emiliano. E così è entrato a pieno titolo nell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico. Finito il congresso nazionale, Salvatore Fontana non ha intenzione di rompere le righe. Ma ha tutta l’intenzione di continuare a partecipare alle riunioni della Direzione Provinciale. Dove vuole portare «le questioni di Cassino che altrimenti verrebbero dimenticate da tutti».

Alessioporcu.it – Alla prossima riunione dicono che intenda portare un appello per la Sanità di Cassino.
Salvatore Fontana – No, non è esatto. Intendo lanciare subito un appello direttamente a Nicola Zingaretti per la Sanità a Cassino. Penso che la Direzione Provinciale abbia avuto quattro anni per occuparsene. Allora mi rivolgo direttamente a chi governa i processi della Sanità nel Lazio.

 

Un appello per chiedere cosa?
Di avere finalmente una Sanità Pubblica che sappia dare risposte immediate, qualificate e economicamente convenienti.

 

Un po’ generico, detto così. Mario Abbruzzese saprebbe fare di meglio.
O i suoi addetti stampa. Ma non accetto provocazioni

 

Allora andiamo sul concreto.
Negli ultimi anni l’ospedale di Cassino ha registrato il pensionamento graduale di personale infermieristico, tecnico, medico. Il piano di rientro ha bloccato le assunzioni. Sulla carta, ogni dieci andati in pensione ne è stato assunto uno nuovo. Dico ‘sulla carta’ perché al momento di assumere si apre il problema delle graduatorie dalle quali attingere. Ed a Cassino non sono in tanti a volerci venire. E quelli che alla fine accettano di venirci, rischiano di trovarsi spostati ad Alatri o Sora. Non nascondiamoci dietro un dito: in questi anni si sono determinate gravissime carenze in tutti i reparti e servizi, che, per sopravvivere, hanno da anni raddoppiato (a volte triplicato i turni) nelle settimane lavorative. Tutto ciò per consentire di tenere “aperti” quanti più servizi possibili. Infatti, vi sono medici e infermieri con ferie residue da anni!

 

Poi però è intervenuta la normativa europea che ha posto dei vincoli ai turni negli ospedali: non è bastato?
No che non è bastato. Anzi. E’ proprio a quel punto questo punto che il sistema è andato in “tilt” ! In ospedale a Cassino mancano medici ed infermieri soprattutto nei reparti chirurgici (chirurgia generale, otorino, oculistica) “fiori all’occhiello” della sanità cassinate ormai compressi e ridimensionati. Manca personale nel Day Surgery Multidisciplinare (altro fiore all’occhiello dell’Ospedale di Cassino) si tratta di un reparto unico nel suo genere in cui fanno riferimento le sei branche chirurgiche del nostro ospedale: chirurgia; otorino; oculistica; urologia; ostetricia; ortopedia, con la possibilità di “ricoverare” pazienti per interventi minori che non richiedono pernottamento ma permanenza fino alle 18 del pomeriggio, con un risparmio incredibile perché le prestazioni vengono comunque “remunerate” dalla Regione ma il costo per paziente è ridotto per l’assenza del turno notturno.

 

Cosa intende?
Sono due anni che è stato chiesto un infermiere oppure un’infermiera per il proseguimento dell’assistenza fino alle ore 18. Eppure non c’è stata risposta. La carenza di organico c’è in tutte le branche chirurgiche. Le nostre branche chirurgiche sono l’elemento trainante dell’ospedale di Cassino e, tra l’altro, hanno sempre avuto una forte “attrazione” sulla “clientela” delle vicine Regioni con tutto un relativo “fenomeno di mobilità attiva” !

 

Quindi, a Zingaretti chiede l’invio di uomini. Non le bastano quelli che sono già stati promessi ai Consiglieri Regionali?
Io, tutta questa carovana di gente che i nostri Consiglieri Regionali hanno annunciato, non l’ho vista arrivare. E comunque, non bastano gli uomini

 

Cosa altro manca?
I mezzi. Le apparecchiature utilizzate nel nostro ospedale sono, ovviamente, soggette ad usura e, quindi, necessitano di continua manutenzione. Fino ad un mese fa, per il principio della “esternalizzazione” dei servizi, anche questo era stato concesso in affidamento a Società esterna, l’EBM elettromedicali. Gli interventi di manutenzione, sebbene sollecitati più volte dagli operatori, sono stati sempre eseguiti con ritardi clamorosi con conseguente sospensione dei servizi. Si pensi che una delle 3 autoclavi in dotazione alla sala operatoria generale è stata continuamente in blocco e manutentata quasi ogni 48 ore. Ancora più clamorosa la procedura di acquisto di nuova strumentazione che segue un iter (previsto dalla Regione stessa ) lungo di anni.

 

In genere, i politici comincino a parlare di Sanità quando stanno per schierarsi in una campagna elettorale. Non è che tra poco Fontana si candida?
Lo escludo. Ma se ho un ruolo politico, se ho chiesto alla gente una legittimazione, ottenendo la nomina all’Assembleaq Nazionale, allora è il momento di dire le cose che altri non dicono. E chiedere la sioluzione ai problemi che altri non risolvono. Negli ospedali andrebbe fatto un inventario “serio” della strumentazione efficiente e un aggiornamento tecnologico che consenta agli operatori sanitari di essere in linea con tutte le più recenti ed innovative tecniche diagnostiche e chirurgiche e, quindi, essere veramente competitivi con gli ospedali del Nord per dare il giusto servizio ai cittadini che pagano tasse e hanno diritto a una sanità efficiente che è, insieme alla sicurezza, uno dei diritti fondamentali di un popolo!

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