Quei messaggi partiti da Froneri che tutti hanno finto di non sentire

Foto: copyright Giornalisti Indipendenti

I messaggi che tutti hanno sottovalutato nel corso dell'inaugurazione del nuovo progetto nazionale avviato da Froneri e Pacaro a Ferentino. L'ingegner Pietro Monaco, Ad Froneri, ha inviato segnali precisi per il governo, per la politica del territorio, agli imprenditori. Ma tutti hanno finto di non capire

I numeri del colosso sono impressionanti. Ma non contano. Sono tra i numeri più grandi in Europa quelli del nuovo colosso del gelo inaugurato venerdì nello stabilimento Froneri a Ferentino. Ma il vero dato da leggere è quello sulla politica industriale. Perché c’è una rotta tracciata e c’è una destinazione che vanno compresi, nella scelta che ha portato in provincia di Frosinone una delle opere industriali più importanti negli ultimi anni.

 

 

I numeri

I numeri danno la dimensione pratica. Froneri ha avviato la realizzazione del nuovo polo logistico del freddo per l’Italia centro Meridionale: il più moderno centro di smistamento per tutti gli alimenti che debbano stare sotto zero. 

È il risultato della collaborazione che ha visto insieme Froneri e Pacaro. Cioè tra il più grande produttore europeo di gelati ed il top player nella logistica intelligente. Insieme hanno progettato un tuffo nel 4.0: industria e tecnologia avanzata, al punto da anticipare le attuali dinamiche del mercato nazionale.

In pratica. Una struttura completamente robotizzata, capace di custodire a temperatura altri 50.000 pallet oltre ai 50mila che già possono essere immagazzinati a Ferentino. È tutta la necessità, di tutti gli operatori del freddo, nel Centro e Sud Italia.

La cella frigorifera sarà funzionante dal 2020. Tutto automatizzato: gli uomini dispongono, i robot eseguono a temperature di 30 gradi sotto lo zero.

 

Il vero messaggio

Quei numeri, per quanto abbiano tutta la pretesa di impressionare, sono nulla in confronto al messaggio politico lanciato da Pietro Monaco, amministratore delegato  presidente di Froneri Italia.

Formazione Luiss e Sda Bocconi, grande capo di Eskigel nel Regno Unito per quasi tre anni, prima di prendere l’aereo per Londra è stato 14 anni in Unilever dove ha salito tutti i gradini della carriera: è entrato come assistente ed è uscito da capo europeo del settore gelati.

Pietro Monaco non è di ghiaccio ma deve ragionare con la fredda logica dei numeri. Con i quali venerdì ha lanciato una serie di messaggi che quasi nessuno ha colto.

Il primo e meno importante: «Avere potenziato il sito di Ferentino, avere quelle capacità tecnologiche, consente a Ferentino e Terni di produrre anche per l’estero. E questi non fa altro che dare l’opportunità di stabilizzare sempre di più i lavoratori».

Traduzione: da quei ai prossimi anni, se non ci saranno rivoluzioni, non ci saranno rischi per i posti di lavoro italiani di Froneri. La loro stabilità sarà sempre maggiore. Perché il colosso del ghiaccio consente di avere una proiezione sul medio e lungo termine: durerà anni.

 

Niente elemosine ma lavoro

C’è un messaggio che parte da Ferentino e va dritto al Governo. Il Decreto Dignità ha rischiato di mettere a rischio l’intero progetto: farlo spostare fuori dall’Italia. Perché il testo non ha tenuto conto delle aziende ‘fortemente stagionali’. Come Froneri: che in Italia ha qualche centinaio di dipendenti.

Lo si deduce da una delle frasi dette dall’ingegner Pietro Monaco. «Il decreto dignità ha bloccato le aziende fortemente stagionali come la nostra. Abbiamo trovato delle soluzioni che effettivamente danno molta dignità al lavoratore ed al suo contratto, non togliendo quella flessibilità che serve alle aziende come la nostra che basano la loro vendita sull’effetto meteorologico».

Traduzione: il Decreto ci è piovuto sulla testa e siamo stati costretti a rifare i conti, la soluzione è stata farci ‘in casa’ un contratto che sia in grado di soddisfare i lavoratori, tenendo conto allo stesso tempo del fatto che la produzione di gelati è concentrata solo in alcuni mesi all’anno.

Il segnale per il Governo Conte – Di Maio – Salvini non è tanto per il Decreto. È per il principio che le industrie hanno bisogno di stabilità e chiarezza per poter pianificare i propri investimenti.

Soprattutto quando si tratta di gruppi stranieri. Come Froneri che è quotata alla borsa di Londra.

 

Servono imprenditori con gli attributi

C’è un altro messaggio che è partito da Ferentino. È rivolto al mondo degli imprenditori. L’Ad di Froneri ha criticato il modo in cui hanno utilizzato la Cassa per il Mezzogiorno. Grazie alla quale negli anni Settanta tutto l’asse che costeggia l’autostrada si è riempito di fabbriche. Che però hanno spento le ciminiere appena finiti gli effetti dei contributi. Una sorta di ‘prendi i soldi, fai il capannone e scappa‘.

«La Cassa per il Mezzogiorno non è stata utilizzata bene. Fortunatamente oggi non c’è più. Il territorio ha bisogno di imprenditori e non di gestori: questa è la differenza che può fare un’azienda su un territorio. Indipendentemente da dove sia questo territorio. Questo è lo spirito imprenditoriale. È ciò che dà la possibilità di esprimerci come imprenditori e dà le opportunità a questo territorio, indipendentemente dai benefici della Cassa per il Mezzogiorno o altri supporti simili».

 

È il messaggio più dirompente tra quelli lanciati dall’ingegner Pietro Monaco. Significa che non sono i soldi dei fondi o degli sgravi a fare la differenza. Ma è l’innovazione sui sistemi a rendere competitiva un’impresa.

In provincia di Frosinone ci sono esempi di innovazione. Che però stanno subendo rallentamenti, legati spesso ai bizantinismi di una burocrazia borbonico-papalina: che hanno solo l’effetto di rendere più attraente un altro territorio.

Sono finiti i tempi nei quali o la fabbrica la metti qui o non ti conviene metterla da un’altra parte, allora devi sottostare a questi ritmi. Un territorio lento nelle risposte non è interessante per un investitore straniero.

Viceversa, la capacità di dare risposte in tempi rapidi e con precisione lo rendono più attrattivo di investimenti. Molto più di fondi e sgravi che servono solo quando hai una situazione di difficoltà, per incoraggiare. Ma non per mantenere le aziende.

Esattamente come ha fatto la Cassa per il Mezzogiorno. Esattamente il contrario di quello che ha fatto Froneri con il colosso del gelo a Ferentino.

 

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright