Gualtieri-Zingaretti, l’asse capitolino che peserà nel Pd

Il Sindaco e il Governatore siglano il patto per Roma, che è destinato ad avere un ruolo fondamentale anche sul piano nazionale. Soprattutto dopo l’elezione del presidente della Repubblica. Ecco perché.

Il primo incontro in Campidoglio tra il neo sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il Governatore Nicola Zingaretti è avvenuto ieri. Al termine del faccia a faccia, nell’aula Giulio Cesare, Roberto Gualtieri ha annunciato: “Abbiamo parlato subito della ripartenza di Roma in piena collaborazione. Realizzeremo un grande patto per Roma, che porteremo avanti insieme su tanti temi, dalla gestione comune del Tevere alla mobilità, dal sostegno alle imprese agli investimenti del Pnrr, fino allo spostamento di alcune funzioni amministrative a Roma Capitale”.

Nicola Zingaretti e Roberto Gualtieri (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Dal canto suo il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha affermato: “Ci siamo voluti vedere il giorno dopo l’insediamento per dare un segnale positivo. Di comune volontà per costruire insieme il futuro di Roma. Su tanti temi c’è convergenza. Abbiamo davanti una fase dove le opportunità non mancheranno: il Pnrr, il Giubileo”.

E il Corriere della Sera ha aggiunto: “Tra i temi di cui i due torneranno a discutere spiccano i rifiuti. Nei mesi scorsi la Regione aveva avviato la procedura per il commissariamento del Comune, vista la mancata scelta di un sito per una discarica di servizio. Se nei prossimi mesi il Comune avvierà una serie di percorsi – tra invasi, differenziata e impianti – potrebbero venire meno i presupposti dell’iter e l’opzione commissariamento di conseguenza essere archiviata. I rifiuti sono la prima emergenza a cui Gualtieri è chiamato a mettere mano”.

Asse nazionale

L’asse c’era già prima, ma adesso è chiaro che Nicola Zingaretti  e Roberto Gualtieri possono determinare non soltanto la politica romana e laziale, ma anche quella nazionale. Il sindaco di Roma ha detto che a Natale la Capitale sarà pulita dai rifiuti che per anni l’hanno seppellita. Un progetto ambizioso, per il quale Zingaretti lo aiuterà.

Va pure detto che tra gennaio e febbraio ci sarà l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Il Pd si gioca tutto. Enrico Letta preferirebbe che Mario Draghi restasse a Palazzo Chigi e che elezioni politiche si tenessero nel 2023. Nicola Zingaretti deve porsi il problema di cosa fare da grande. Sicuramente il suo futuro sarà in Parlamento, ma è evidente che uno scatto a Roma rappresenterebbe un biglietto da visita impareggiabile.

L’asse in Campidoglio è destinato a pesare tantissimo.

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