Il ministro scappa dai fischi a Cassino

Il ministro scappa dai fischi. Piuttosto che prenderseli di fronte alle telecamere ha preferito disertare l’appuntamento organizzato per domani pomeriggio a Cassino. E’ questo il vero motivo per cui il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha cancellato all’ultimo momento il confronto nella Sala Restagno del Comune di Cassino dove la aspettavano il magnifico rettore Ciro Attaianese, il suo successore designato dalle urne Giovanni Betta, il presidente di Confimprese Italia Guido D’Amico.

A fischiare il ministro stavano arrivando alcune corriere di allegri insegnanti precari che intendevano così manifestare tutta la loro gioia ed il loro apprezzamento per la recente riforma che li ha interessati; ma anche una nutrita delegazione di quegli stabilizzati che sono stati costretti a mollare mariti/mogli e figli per attraversare l’Italia e sistemarsi dietro una cattedra, incontrando – durante il tragitto – un collega che faceva la loro stessa strada ma in direzione opposta. Quelle corriere e quelle manifestazioni sono state segnalate alle forze dell’ordine da chi effettua con discrezione il monitoraggio della sicurezza dei ministri.

Il rischio di “Paventate azioni di disturbo” era talmente concreto che il prefetto Emilia Zarrilli ne ha parlato nel corso della riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocato a Cassino: ufficialmente per parlare del racket e dell’abusivismo al mercato settimanale, ma anche per valutare cosa fare per garantire il corretto svolgimento dell’iniziativa organizzata da Confimprese. Infatti, assieme ai comandanti di carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza, polizia provinciale e tutti coloro i quali avessero voce in capitolo (tredici in tutto i convocati) è stato precettato anche il presidente Guido D’Amico.

Con il piglio di sempre, il prefetto ha iniziato a verificare la situazione. Ha evitato incidenti durante la partitissima che ha proiettato il Frosinone in Serie A, compiuto il bis durante il derby contro la Roma ricevendo i complimenti del Ministero, assicurato l’ordine durante la visita del Presidente della Repubblica Napolitano: poteva Emilia Zarrilli preoccuparsi di quattro corriere con i fischiatori auto – organizzati contro il ministro? Infatti, il piano per la sicurezza è stato predisposto in cinque minuti.

A mandare all’aria tutto quel lavoro e quello organizzativo svolto da Confimprese Italia è stato il ministro. Ha comunicato che non può più venire a Cassino. Per ora. Lo staff ha detto a Confimprese che “Bisogna evitare i fischi, in questo momento il Governo non può permettersi cali di immagine”. E quasi a giustificarsi hanno detto “Non ne può più: alla Festa dell’Unità a Milano è stata sepolta sotto i fischi degli insegnanti“, cinque giorni fa la stessa cosa era accaduta a Ferrara costringendola ad abbandonare il palco, prima ancora era stata sommersa nello stesso modo a Torino. Alla collezione mancavano i fischi di Cassino e se li è voluti evitare.

Nella comunicazione ufficiale inoltrata alla prefettura di Frosinone il ministro ha spiegato di non poter venire per “Sopraggiunti impegni istituzionali“.

Se il signor ministro spera che davvero ci crediamo, allora si comprendono quelli che la fischiano.

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