Il Pd che abbaia alla luna sotto al balcone di Forlì mentre Fca è in cassa

Foto: © Imagoeconomica, Benvegnu' e Guaitoli

Le risposte che Zingaretti cerca per il suo Pd stanno dentro il gigantesco cilindro vuoto di Salvini nel quale gli italiani hanno infilato le loro illusioni e le amarezze. Fino a quando il Pd non lo capisce e non si adegua rimarrà distante

Si chiamava ‘elettorato di faglia‘. Era costituito da quello zoccolo di elettori molto ideologizzati e che per questo erano destinati a non essere rappresentati. Silvio Berlusconi iniziava da lì le sue campagne elettorali. Se li accaparrava con una frase che finiva su tutti i giornali per un paio di giorni e poi dopo qualche settimana era già dimenticata. Ma era sufficiente per dare un punto di riferimento a quello zoccolo di voti. Che così si spostava, come una faglia, verso chi era disposto a rappresentarla e toglierla dalla marginalità. Il segnale che le ostilità elettorali erano aperte è stato per anni un intervento del Cavaliere a proposito delle ‘buone’ cose fatte da Mussolini: in modo da aggiudicarsi subito la faglia della destra.

Oggi la società è cambiata. L’antifascismo non è più nel Dna di questo Paese, non è il dogma sul quale sono state costruite le nostre libertà. È drammatico il dato rilevato da Teleuniverso nelle scorse settimane quando ha tenuto per una settimana un’iniziativa aperta alle scuole Medie e Superiori presso l’Historiale di Cassino. Un’iniziativa in apparenza sciocca ed inutile: in realtà tutto il contrario. Perché oltre il 60% dei bambini e dei ragazzi delle scuole che hanno partecipato a quella settimana di rievocazioni non sapeva che in provincia di Frosinone fosse passata la guerra. Non avevano la minima cognizione del Secondo conflitto mondiale. Nessuna traccia nei racconti che un tempo venivano tramandati dai nonni.

Il fascismo non è più quel mostro di prevaricazione, sopraffazione, torture, prepotenze che hanno caratterizzato i racconti di due generazioni. Gli americani non sono più quelli che regalavano chewingum e cioccolata ed avevano portato la musica jazz. I tedeschi non sono più quelli che erano severi ma bravi, guai se toccavano una signorina, qui le essesse non ci sono mai state…

In questo presente senza storia, andranno a votare quest’anno i ragazzini concepiti mentre noi ci preoccupavamo del Millenium Bug: loro nemmeno sanno cosa sia e quanto ci fece penare. Gente che se vedesse una schermata di MsDos 5, indispensabile per far girare Win3, penserebbe di assistere alla rievocazione dei tempi della pietra. Mentre per noi era il futuro.

È questo lo scenario da tenere in considerazione: l’assenza di radici.

È quello che consente a Matteo Salvini di salire sul balcone di piazza Aurelio Saffi a Forlì e tenere un comizio lì dove l’ultimo a farlo fu Benito Mussolini e da allora mai più nessun altro. Perché in quella piazza, gli avversari di Mussolini, i Partigiani, furono appesi per i piedi.

Il dramma non è Salvini che comizia dal balcone del duce. È che nessuno se ne sia accorto. Perché nessuno più conosce la Storia. E allora povero Matteo è stato costretto a ricordarlo lui stesso: ripostando la foto e aggiungendo un commento “Se se ne accorge la Boldrini…“. Accendendo così la miccia alle reazioni che fino a quel momento non c’erano state.

Il risultato è stato quello di un Pd caduto nella trappola: invece di rispondere che la benzina costa due euro al litro, che la Fca di Cassino Plant è ferma, che il +120% di auto elettriche vendute ha portato soldi solo alle case straniere togliendoli all’Automotivre italiano, si è messo ad abbaiare sotto al balcone.

È finito bollato come antiquato, aggrappato a valori ormai dimenticati, incapace di rendersi conto che la società di oggi è composta da un numero incredibile di analfabeti funzionali, analfabeti di ritorno, webeti che si informano sulla timeline di Facebook e nemmeno lì sono capaci di capire, che arrivano a smettere di vaccinare i loro figli e poi corrono alla Asl quando l’epidemia di morbillo rischia di metterglieli a letto, pensano che il vaccino sia la pozione magica dei druidi e si lamentano perché c’è la fila composta da tanti webeti come loro arrivati tutti insieme a vaccinare.

Il fascismo fu un gigantesco cilindro vuoto nel quale ognuno ci infilò quello che sognava. Finì solo quando gli americani non si fermarono sul bagnasciuga e vennero a svegliarci dall’illusione a suon di cannonate. In quello stesso cilindro Matteo Salvini lascia che gli italiani senza radici infilino le loro illusioni moderne. E cresce nei sondaggi come all’epoca è cresciuto il fascismo (che non si impose affatto solo con olio di ricino e manganello).

La soluzione che Nicola Zingaretti non trova è nell’ombra ed a portata di mano. Dice che non riesce a capire perché gli italiani abbiano votato Lega e Movimento 5 Stelle. È sufficiente che vada a vedere cosa hanno messo gli italiani dentro a quel cilindro. Non ci hanno infilato né marce su Roma né orbace, soprattutto ci hanno infilato solo in parte il Reddito di Cittadinanza (è un’altra balla pensare che il M5S abbia vinto solo per quello).

Gli italiani hanno infilato nel cilindro di Salvini e Di Maio la rabbia contro l’inefficienza di cui si sono stancati, l’incapacità di rendere moderno e funzionale un Paese che è ancora mezzo borbonico e mezzo bizantino, governato da riti papalini sotto l’occhio di un Nord che invece rivendica l’efficienza asburgica.

In quel cilindro diventa tutto uguale. L’immigrazione? Diventa un nemico perché non c’è stata efficienza nell’accoglienza, perché i piani messi a punto da Renzi e Alfano hanno fallito, riempiendo di soldi le tasche di alcuni e di disperati le nostre strade. Ci sono città, governate dal Pd, nelle quali l’accoglienza ha funzionato: c’è stata selezione, c’è stata scuola, c’è stata integrazione. Il Pil di quelle località è cresciuto. Perché il Pd lascia quel risultato ammassato dentro al cilindro?

La mancanza di lavoro? È un dramma perché il Pd ed il PdL hanno fallito le loro politiche di formazione e lavoro: ai cassaintegrati Vdc venivano proposti corsi di formazione per diventare estetisti e cake designer. Vogliamo che non si siano sentiti presi per il culo? E la loro rabbia è finita nel cilindro. Insieme ai casi di best pratics che ci sono stati, a decine: ex Marazzi ed ex Ideal Standard sono diventate Saxa Gres e Saxa Grestone grazie a provvedimenti chiamati Industria 4.0 e Jobs Act. E che il Pd non tira fuori quasi si vergognasse di avere salvato centinaia di posti ad altrettanti padri di famiglia.

E l’elenco potrebbe andare avanti all’infinito. Perché in quel cilindro c’è tutto ed il suo contrario. Gli italiani non lo sanno perché ormai hanno dimenticato la storia. Ma sono loro stessi ad avere creato molta di quell’inefficienza, alimentando una società basata sull’amico e sul parente. Molte volte – va ammesso – giustificati dalla necessità.

Il Partito Democratico non sarà mai davvero competitivo se non aggiorna il suo vocabolario e le sue prospettive, tarandole sulla generazione Greta, reinserendo tra le sue stelle polari la questione morale ed affiancandole la questione dell’efficienza, con la forza delle radici della storia.

Perché è possibile mettere il governo di fronte ai suoi limiti anche abbaiando sotto al balcone di Forlì: gli argomenti stanno tutti dentro al cilindro.