Inventateci un App per il futuro (Il caffè di Monia)

Un caffè senza tempo. In un istante in cui tutto accade e non si può fermarlo. In fondo siamo tutti come gocce d’acqua. Ogni goccia vive per il tempo brevissimo che va dalla sua formazione affidata al bussolotto del caso, la rovinosa caduta verso la terra, l’impatto mortale e la dissoluzione.

Monia Lauroni

Scrivere per descrivere

Attività emotiva pensante che si traduce nella dimenticanza di ogni consapevolezza. Integrità e chiarezza, pulizia e fermezza, forma senza responsabilità. Sarà quest’aria che mi fa sentire una paralitica ad una gara di salto in alto.

Il tempo non ha nessuna importanza perché certe cose non iniziano, non finiscono e non cambiano. Le percepiamo solo diversamente.

La curvatura dello spazio, sulla quale nessuno ha il potere di intervenire, farà il suo sporco lavoro gravitazionale, nessuno può sfuggire alle grandi leggi che che governano, dall’alto e da dentro, le nostre vite.

Tutto accade contemporaneamente. Anche se, per orientarci decliniamo le cose in prima e dopo, destra e sinistra o alto e basso, ma tutto succede senza bisogno di altri tempi verbali. Questo spiegherebbe molte cose, anche se non può essere provato.

E’ una specie di questione di fede, chiamiamola così, giusto per evitare discussioni. Molte cose sono secondarie, forse inutili. Non incidono, non cambiano, fra un po’ di tempo saranno posate su qualche scaffale e passandoci davanti, le guarderemo e le rigireremo fra le mani come testimonianze di deja vu pieni di polvere. Se ne staranno lì silenti o furibonde, seducenti a vedersi ma concluse e cristallizzate. Saranno come quei graffiti leggeri che il tempo, alla lunga, cancella ma che durano quello che basta perché chi li incide ne possa a lungo esultare o soffrire. Le cose accadono e basta.

La gestione del tempo e del perchè è un problema serio. E non si sta parlando di appuntamenti, impegni e agendine elettroniche che fanno bip. Ma delle occasioni perdute, degli incroci dove si è svoltato per la strada sbagliata, delle parole che non dovevano uscire di bocca o non dovevano restare al loro posto, seppellite nel petto, delle giornate in cui sarebbe stato meglio rimanere al letto.

E’ che tutto accade e non si può fermarlo. In fondo siamo tutti come gocce d’acqua. Ogni goccia vive per il tempo brevissimo che va dalla sua formazione affidata al bussolotto del caso, la rovinosa caduta verso la terra, l’impatto mortale e la dissoluzione.

Del formarsi di una goccia, della sua tormentosa inarrestabile caduta e del suo impatto silenzioso non rimane nulla. Neppure la memoria che si fa sempre più debole fino a scomparire del tutto. Tutto accade, anche la pioggia non ha un senso trascendentale. Accade e basta.

Riavvolgere il nastro non si può e forse non servirebbe a nulla. Ma se sul passato il discorso è chiuso forse per il futuro si potrebbe ancora fare qualcosa. Magari un giorno, uno di questi geni, di quelli che sanno genialmente utilizzare tecnologie di intelligenza artificiale per cercare di simulare rughe e capelli bianchi delle persone che si prestano, potrebbe progettare un app per schiacciare il futuro comprimendo le lunghe giornate passate ad aspettare, a guardare stupidi programmi in TV o a compatirsi nella solitudine di una stanza.

Così, magari un bottoncino sul telefono, accanto a quello di Face App. Un pulsantino che ti stacca dalla realtà e ti riconnette solo quando serve, quando la tempesta è passata e quando è tutto a posto. Qualcosa che crea scenari, prospettive, piani, obiettivi. Assegna un senso e controlla avanzamenti.

Una mente che al posto tuo continua a lavorare anche se il cuore è spento.

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