La mentalità perdente del Pd

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Interviste come se piovesse e prese di posizione a iosa da parte dei leader del Partito Democratico.

Il senatore Francesco Scalia parla di “errori madornali”, per il presidente del Consorzio Asi Francesco De Angelis Giuseppe Golini Petrarcone deve recitare il mea culpa per non aver saputo unire il centrosinistra nei cinque anni di mandato, il consigliere regionale Marino Fardelli dice alla Federazione provinciale di restare a Frosinone, la senatrice Maria Spilabotte si accorge che ora il Pd può perdere anche a Frosinone. Domenico Alfieri è stato il primo a chiedere l’azzeramento della segreteria provinciale, mentre il segretario Simone Costanzo dice di non sentirsi in discussione e che tutte le decisioni sono state prese dal circolo di Cassino. Mauro Buschini si concentra su Alatri e resta lontano da Cassino, come se la delega ad assessore regionale all’ambiente fosse stata ritagliata su mezza provincia. Il deputato Nazzareno Pilozzi fa finta di mantenere la calma.


Come volevasi dimostrare: il Pd provinciale assomiglia ad un pollaio con troppi galli, che si beccano fra loro senza mai arrivare ad una analisi vera. Il presidente della Provincia Antonio Pompeo è rimasto scosso dalla contestazione ricevuta a Cassino qualche sera fa.

Nel Pd a qualcuno viene in mente di convocare una riunione urgente della direzione provinciale per parlare seriamente di sconfitte brucianti e senza alcuna possibilità di appello?

Frosinone e Cassino sono governate dal centrodestra, Sora da una coalizione civica che però ha il sostegno di Forza Italia e del Partito Socialista Italiano.
 Si rendono conto nel Pd che in provincia di Frosinone Forza Italia ha raggiunto risultati impensabili nel resto del Paese, proprio per le divisioni e gli errori del Partito Democratico?


Continuano a litigare. Non cambierà mai niente. Fino alla prossima sconfitta, quando dopo… non succederà nulla.


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