La politica è carità

Per le esigenze quotidiane esiste la Caritas. ma per eliminare i bisogni che portano la gente a bussare alla Caritas dovrebbe esistere la politica. Per questo Paolo VI disse che “La politica è la forma più alta di carità”

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio Lc 6,38

È impressionante quante volte la Scrittura ponga la  giustizia come elemento  centrale nella vita dell’uomo. E quante altre volte, al contrario, i credenti abbiano invece fortemente  trascurato questo valore. È come se si fosse creata una sorta di inversione proporzionale, per cui più i profeti, il Vangelo, le lettere del Nuovo Testamento invitano a promuovere la giustizia, più questa dimensione è stata trascurata dalle comunità dei credenti, fino ad arrivare addirittura all’impensabile: la chiesa pensata  come alleata di coloro che vivevano e che lucravano sull’ingiustizia sociale, invece di essere a fianco dei diseredati e dei poveri. 

Basterebbe pensare al versetto di Luca con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi in cambio, per rendersi conto di quanto sia importante, nella prospettiva evangelica, il nostro atteggiamento nei rapporti sociali. Quanto sia importante l’impegno nella comunità civile. Quanto sia decisiva l’attenzione per i poveri e per coloro che si trovano in difficoltà. 

La politica è carità

Papa Palo VI (Foto © Lothar Wolleh)

C’è una frase straordinaria di Paolo VI: la politica è la forma più alta di carità. Ed è assolutamente vero. Infatti, per affrontare i problemi immediati è sufficiente la Caritas:  non si riesce a pagare una bolletta e si viene aiutati, non si riesce a mangiare e c’è la mensa, non si riesce ad avere un posto per dormire e stare al caldo e vengono creati dei luoghi accoglienti per le persone che non hanno altra possibilità. 

Ma c’è  l’opportunità di fare molto meglio. Di risolvere a monte le questioni per cui qualcuno arriva a non poter pagare la bolletta, a non riuscire a mangiare e a trovare da dormire.  Tali questioni vengono risolte dalla politica, dalle scelte concrete che si fanno nel governo dei territori, come si ama dire oggi. Ed i cui  effetti  comportano sostanziali variazioni nella vita di ciascuno di noi. 

Un sindaco che faccia bene il sindaco, che difenda i suoi concittadini dalle vessazioni della burocrazia,  che investa le risorse della città per coloro che hanno maggiormente bisogno, che generi un clima di collaborazione nel paese che amministra, che metta al centro delle attenzioni del comune i bisogni reali della popolazione, compie atti straordinari di carità. Con quella misura sarà misurato. 

I Tangentisti ed i La Pira

Piercamillo Davigo e Antonio Di Pietro (Foto Carlo Carino / Imagoeconomica)

In questi giorni ci viene ricordata la vergogna di tangentopoli e della corruzione come sistema di potere. Non dobbiamo però dimenticare che  ci sono stati tanti esempi di sindaci, di amministratori, di deputati al parlamento. Persone che hanno testimoniato con le loro competenze e con la loro disponibilità quanto la fede cristiana possa impregnare di sé tutte le strutture della società civile. 

I cattolici, infatti, non devono far politica per difendere la chiesa e i suoi interessi. I laici cattolici hanno l’obbligo di interessarsi della politica, perché le strutture della vita sociale siano in grado di risolvere i problemi più importanti della vita delle persone

Saremo misurati sulla base di quanto abbiamo tenuto alla giustizia sociale. 

(Leggi qui qui tutte le meditazioni di Pietro Alviti).

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