La politica è fatta di cose… Semplici

Da predestinato a riserva di lusso. Alessandro Semplici ha lasciato la linea del fronte. A 35 anni era Segretario di Partito, consigliere comunale e provinciale. Oggi sta in un'associazione. "Della politica mi mancano le notti ad attaccare i manifesti e gli incontri dai quali si imparava sempre". Il no al ritorno di Fiorletta. Il si alla linea del ricambio

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

Dicevano che fosse un predestinato. E che la politica sarebbe stata il suo futuro. In parte è vero: Alessandro Semplici è stato l’ultimo Segretario organizzativo provinciale del Partito Popolare e poi della Margherita. In quegli anni era già Consigliere comunale a Ferentino e consigliere provinciale a Frosinone.

Poi la decisione di staccare la spina. E lasciare la politica. Fine dell’amministrazione, fine del Partito. Ha cambiato vita. Oggi ha 51 anni. E non rimpiange l’epoca in cui governava.

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Alessandro Semplici
Alessandro Semplici che politica era quella in cui ha fatto il Segretario di Partito?

Ho fatto politica quando ancora c’erano i “Partiti”. Sono stati una vera e propria scuola di vita dove c’era solo da imparare. La classe dirigente non veniva nominata ma selezionata attraverso la competizione elettorale. C’era la militanza, c’era senso di appartenenza: era questo a trattenere le persone in un Partito e non la convenienza. I Partito erano vivi, c’erano numerose attività. Ricordo le manifestazioni fatte a Ferentino con Leopoldo Elia (Presidente Emerito della Corte Costituzione), con il professor Giovanni Galloni, vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Oggi è tutto profondamente cambiato.

Eletto consigliere comunale giovanissimo a 26 anni. Confermato dopo 5 anni. Poi l’elezione in provincia e l’addio a soli 39 anni come mai?

La politica è una mia grande passione, ma deve essere vissuta in modo sano. Non deve diventare un’ossessione. La passione resta sempre: ancora oggi continuo a leggere, documentarmi, restare informato. La prima elezione al Consiglio comunale di Ferentino è stata indimenticabile. Eravamo un gruppo composto da giovani, coraggiosi e determinati. Sono stati 14 anni intensi e pieni di soddisfazioni, con incarichi importanti.

Questo però risponde solo in parte alla domanda. cosa intende per ‘la politica deve essere vissuta in modo sano‘. Che é successo?

Quando ho cominciato ad intuire che le cose stavano cambiando ed in un modo che a me non piaceva ho maturato la scelta di lasciare, senza rimpianti. Credo di avere dato molto di più di quanto ricevuto e questo a me basta. Nessuno deve avere la presunzione di essere indispensabile. Spero di aver lasciato una buona impressione di me.

Il Consiglio comunale di Ferentino
Come è cambiata la politica in questi anni?

La politica è cambiata profondamente. Sono cambiati i valori di riferimento, i modi di rapportarsi con i cittadini. Ai miei tempi i social non c’erano. Se volevi parlare con qualcuno lo dovevi incontrare. Niente dirette streaming. La politica di faceva nelle sedi opportune e li venivano prese le decisioni. Oggi è tutto molto diverso.

I cambiamenti, se sono miglioramenti ed evoluzioni del modo di fare politica, devono essere incoraggiati ed accolti. Ma se alle ultime elezioni amministrative (dove si sceglie il Sindaco della propria città) la metà dei cittadini non è andata a votare c’è un problema. Da valutare con attenzione. Una classe politica responsabile non deve essere troppo distante dai cittadini ed essere autoreferenziale.

Dalla politica ad un’Associazione: cosa cambia?

L’Associazione Fare Futuro è nata a Ferentino per creare un’opportunità di incontro, soprattutto per i giovani. Da loro arriva un richiamo forte ad una politica di impegno, nel segno del rinnovamento e del coinvolgimento delle varie categorie. Il nostro obiettivo è avere un confronto aperto e schietto con tutte le realtà politiche e non solo che vogliano portare un contributo per la crescita della nostra città. Senza pregiudizi e preclusioni, all’insegna dell’inclusione e della condivisione di progetti ed obiettivi. Questo lo facciamo quotidianamente grazie soprattutto all’opera infaticabile della nostra assessora Angelica Schietroma e del Consigliere Comunale Alessandro Cellitti.

È partita già la corsa al dopo Pompeo. Quale è l’identikit del candidato ideale?
Antonio Pompeo

Lo scenario che ci attende richiede un grande progetto programmatico rinnovato. Il futuro sindaco dovrà dare adeguate e credibili risposte e creare le condizioni per la nascita di un gruppo dirigente all’altezza della sfida. Dovrà essere il terminale di un quadro di governo capace di trasmettere alla nostra comunità il senso di un’azione di governo affidabile, concretamente realizzativa, forte e coesa. La coalizione ha scelto da tempo la direzione giusta da seguire che è quello del rinnovamento nella continuità, senza ritorni al passato. Non vedo motivi per deviare da questo percorso. Noi siamo Fare Futuro non Fare Passato. Ben venga l’esperienza ma serve avviare una decisa stagione di rinnovamento.

Cosa le manca della politica?

Alcune amicizie belle nate soprattutto nel movimento giovanile. Mi mancano le nottate ad attaccare i manifesti, i convegni dove c’era sempre molto da imparare.Tutto sommato credo di essere stato fortunato. A parte la parentesi del centrodestra del 2001, prima e dopo la nostra coalizione ha sempre vinto. Come si dice: la fortuna aiuta

Tornerà in campo?

Un mio impegno diretto è escluso. Quando ho iniziato quelli che allora avevano 51 anni li vedevo come dei dinosauri. Non vorrei suscitare gli stessi sentimenti nei giovani di oggi. A chi chiede un consiglio non mancherà mai un mio contributo espresso in modo discreto. Ai giovani dico di impegnarsi, senza avere timore di sbagliare. Come diceva Winston Churchill “Il successo non è definitivo. Il fallimento non è fatale. È il coraggio di andare avanti che conta”.

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