La politica locale si è fermata alle elezioni di Cassino

Da mesi domina il quadro nazionale, con Lega, Fratelli d’Italia, Pd e Cinque Stelle protagonisti. In Ciociaria nessuno sembra voler prendere l’iniziativa su nulla. Intanto il taglio dei parlamentari rischia di trasformarsi nell’ennesima mannaia.

Vero è che a livello nazionale è successo e continua a succedere di tutto. Da agosto in poi non c’è stato un attimo di tregua: lo strappo di Matteo Salvini e l’uscita della Lega dal Governo, il ribaltone delle alleanze per Palazzo Chigi (il Pd al posto del Carroccio), il premier Giuseppe Conte che è rimasto al suo posto guidando esecutivi completamente diversi.

Matteo Salvini, Giuseppe Conte e Luigi Di Maio

Ma non solo questo: Matteo Renzi che, dopo aver essere stato decisivo nel mandare Salvini all’opposizione, consuma la scissione con il Partito Democratico e fonda Italia Viva. Il centrodestra che vince in Umbria, il tormentone di Giorgia Meloni, con la leader di Fratelli d’Italia che scala posizioni su posizioni nel centrodestra.

La resa dei conti nel Movimento Cinque Stelle che ha portato Luigi Di Maio alle dimissioni da capo politico. Il taglio dei parlamentari e il ritorno al proporzionale. Oltre a tutto il resto. Davanti a tutto questo la politica locale si è come fermata.

Gli ultimi appuntamenti che a memoria si ricordano sono le elezioni comunali di Cassino, con la vittoria di Enzo Salera e la sconfitta  del centrodestra. Oltre alla telenovela del gruppo di Pasquale Ciacciarelli e Mario Abbruzzese. Prima lo strappo da Forza Italia e l’adesione a Cambiamo di Giovanni Toti, poi il passaggio di Ciacciarelli nella Lega.

A Ceccano è caduta l’amministrazione di Centrodestra guidata da Fratelli d’Italia: doveva essere una catastrofe, rischia di essere una resurrezione che lascerà in macerie invece un centrosinistra incapace di allearsi e presentare un fronte unito.

Nicola Zingaretti © Imagoeconomica, Sara Minelli

Per il resto in Ciociaria nulla si è mosso e nulla si muove. Il Partito Democratico è alle prese con la difficoltà di fissare una data per il congresso. Gli altri non si sentono: Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno inserito il pilota automatico. I Cinque Stelle non si fanno notare.

Dove è finita la politica locale? Il dramma è che il taglio dei parlamentari sarà un’ulteriore mannaia. Inutile. Perché il problema non è avere tanti o pochi parlamentari. Ma è averne di impreparati e del tutto inadatti ad affrontare i problemi del Paese.

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