La sfida di Peppino: c’è tutto il Pd per la sua candidatura

La svolta di Peppino sta tutta in una panoramica: quella intrappolata dalla telecamera che inquadra la sala del suo comitato. E’ da lì che lancia la sfida. Che dice a fronte alta ‘Io mi candido per il secondo mandato’.

Logo arancione su sfondo bianco, i colori della rivoluzione lanciata dai sindaci scomodi alle segreterie ed ai Partiti: gli stessi che usò Luigi De Magistris a Napoli, Marco Doria a Genova, Giuliano Pisapia a Milano. Il claim è una scelta di campo: Io sto con Petrarcone. E la panoramica ripresa dalla telecamera racconta che a stare con Peppino sono in tanti. Compresi quelli che non ti immagini.

I dettagli si colgono andando al rallentatore. Un fotogramma alla volta. In prima fila c’è il presidente dell’Asi Francesco De Angelis e c’è il presidente della Commissione Bilancio della Regione Mauro Buschini: la componente ‘socialista’ del Pd si è schierata. Una sedia più a destra c’è il presidente della Provincia Antonio Pompeo: quindi, anche metà dell’area Scalia, l’anima cattolica del Partito, è presente; questa volta niente spaccature nel Pd provinciale. Niente regali a Mario Abbruzzese nella sua città dopo che alle provinciali ha flirtato con Scalia contro De Angelis e poi alle elezioni per i consorzi industriali si è unito a De Angelis contro Scalia. Il segnale anzi sembra essere ‘è qui che ti presentiamo il conto‘. Il Partito è compatto: c’è pure Nazzareno Pilozzi che sfoggia il look con barba da rivoluzionario borghese in nome dell’area Migliore.

Le sorprese arrivano quando allarghi l’inquadratura. Qualche fila indietro c’è il professor Troiano con tutta la sua preparazione e che tutti considerano fedelissimo di Abbruzzese. Fresco reduce da un caffè alla vicina Cioccolateria Italiana sale Giuseppe Spiridigliozzi storica figura della Cassino socialista, pensatore mai banale, che insieme al compianto avvocato Franco Assante avevano sempre avanzato riserve sulla struttura del pensiero politico di Peppino. A rappresentare il fronte del cattolicesimo democratico, quello incarnato dall’ex consigliere regionale democristiano Peppino Gentile, altra fornace di pensieri politici non omologati, c’è il nipote Piergiorgio Gentile. Il mondo delle imprese è rappresentato da Guido D’Amico, il presidente nazionale di Confimprese e da Pietro Zola presidente del Cosilam, eletto anche con i voti di peppino Petrarcone. E’ un segnale: gli industriali non appaiono mai sulla scena. Se agiscono lo fanno da dietro le quinte.

La gente mormora quando in sala viene notata una bella signora. Distinta, elegante ma non eccessiva, le invidiose la chiamano Sharon Stone. Soprattutto dicono che porti voti e che era vicinissima a Marino Fardelli.

All’appello manca solo Francesco Scalia. Il senatore è assente giustificato. Impegni istituzionali che gli evitano qualche disagio: fu quella che ritenne una forzatura nella Direzione Provinciale a portare alla spaccatura con De Angelis durata due anni, ora non vuole avvallare a sua volta un’altra forzatura e dice “Deve essere il circolo cittadino del Pd a decidere con chi stare“. Una decisione che nei fatti sembra esserci già: all’inaugurazione del comitato c’erano praticamente tutte le anime del Pd cittadino che fino a poche ore prima si erano affrontate con il coltello tra i denti per decidere con chi stare.

La vera corsa contro Marino Fardelli inizia adesso.

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