L’avanguardia di Unindustria e il deserto della politica

FOTO: COPYRIGHT STEFANO STRANI

Con la costituzione della Fondazione del primo Istituto tecnico superiore meccatronico del Lazio Maurizio Stirpe e Giovanni Turriziani dimostrano che “si può fare”, tenendo insieme le esigenze del lavoro, del sapere, delle aziende e dei giovani. Valorizzando il territorio. La Provincia risponde. E tutti gli altri?

L’annuncio è imponente: a Frosinone il primo Istituto Tecnico Superiore Meccatronico del Lazio. Attraverso la costituzione della Fondazione. Ma è quello che c’è dietro, dal progetto agli obiettivi, che è ancora più importante.

Perché il progetto, coordinato da Unindustria, nasce “dal forte interesse espresso da alcune aziende associate del territorio laziale nel costituire un percorso di specializzazione tecnica, post diploma, in grado di formare capitale umano dotato di professionalità specifiche ed adeguate ad affrontare le sfide del futuro, in primis quelle legate ai nuovi paradigmi produttivi connessi con Industria 4.0 e con la trasformazione digitale delle imprese”.

Significa che non ci sono le figure professionali di cui le aziende stanno iniziando ad avere bisogno. Il mondo è cambiato e molti si ostinano a non vederlo: c’è bisogno di persone che ‘dialoghino’ con le macchine e ‘collaborino’ con loro lungo la linea di produzione. C’è bisogno di chi usi o ripari le stampanti 3D in modo da costruirsi al volo i pezzi che servono. C’è bisogno di specialisti su temi che ancora non sono emersi nel dettaglio. C’è per ora una sola certezza: quelle professionalità non ci sono. Vanno create in tempo.

Il dramma, all’orizzonte, è quello di un mondo industriale della provincia di Frosinone nel quale ci sono poche fabbriche e senza manodopera qualificata.

Stavolta Maurizio Stirpe (vicepresidente nazionale di Confindustria) e Giovanni Turriziani(numero uno di Unindustria Frosinone) hanno rotto gli indugi e messo insieme, letteralmente, il mondo dell’imprenditoria, l’Università, i giovani e la prospettiva del lavoro. L’ITS si rivolge, in linea prioritaria, ai giovani neodiplomati degli Istituti tecnici e professionali, promuove un legame stabile tra sistema formativo, territorio e imprese e favorisce lo sviluppo ed il consolidamento di una cultura positiva della manifattura.

La Fondazione neo costituita vuole rappresentare la soluzione alla mancata corrispondenza tra domanda e offerta di competenze. Basta dare uno sguardo alla composizione della Fondazione per rendersi conto della serietà e della qualità del progetto. Oltre ad Unindustria hanno aderito alla Fondazione le aziende Prima Sole Components S.p.A. (Fr); Bitron S.p.A. (Fr); Europlastics S.r.l. (Fr); Star S.r.l. (Lt), l’Istituto Tecnico Industriale Statale “G. Galilei” di Pontecorvo (Fr), l’ Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, la Provincia di Frosinone ed Unindustria Perform S.r.l. l’ente di formazione dell’associazione degli industriali.

“Unindustria ha promosso la costituzione dell’ITS  – ha detto Giovanni Turriziani, presidente di Unindustria Frosinone –  con la finalità di far incontrare  domanda e offerta di competenze. Secondo dati forniti da Orientagiovani Confindustria nel gennaio 2019, infatti, nel triennio 2019-21 si prevede di inserire nel settore manifatturiero oltre 193.000 tecnici, ma uno su tre è di difficile reperimento. Per tentare di porre rimedio a questo gap abbiamo promosso la Fondazione ITS che vuole valorizzare i giovani, in particolare quelli delle province di Frosinone e Latina. La Fondazione è un gioco di squadra tra imprese, scuola e mondo universitario per dare risposte concrete alle aspettative occupazionali dei nostri giovani diplomati e creare uno sbocco lavorativo sicuro”.

“Sono molto orgoglioso di questa iniziativa –ha spiegato Maurizio Stirpe, vice presidente di Confindustria e presidente della Fondazione ITS – perché è un modo molto concreto di rispondere ad una esigenza reale del territorio, e cioè creare occupazione. Un’impresa prospera se il territorio su cui essa agisce, cresce. Questa è la principale finalità della nostra Fondazione, che nasce proprio per far incontrare domanda ed offerta di lavoro . Le imprese, e la mia per prima, richiedono manodopera preparata e professionalizzata. Infatti tutte le imprese che hanno già aderito si sono impegnate alla fine dei due anni formativi dell’ITS ad assumere gli studenti, perché formati dietro nostre precise indicazioni. Questa è la strada migliore per creare occupazione sicura. D’altronde, basti vedere la Germania, dove  gli ITS formano ottocentomila lavoratori, mentre da noi soltanto ottomila. Anche in Italia bisogna valorizzare corsi così virtuosi.  Per il futuro la Fondazione è aperta a tutte le aziende che vorranno entrarvi a far parte, purché disposte a finanziare la formazione dei giovani e poi a rispondere alla domanda di occupazione degli stessi”.

Ma il messaggio più forte che emerge dall’iniziativa è che… si può fare. Senza aspettare gli indugi della politica e i tempi della burocrazia. Si può fare senza attendere “miracoli” da fuori. E si può fare facendo diventare il territorio protagonista, con il suo bagagli imprenditoriale (le aziende), con il suo patrimonio di conoscenze (l’Università), con la sua voglia di emergere (Unindustria). Coinvolgendo davvero i territori e dando una prospettiva concreta ai giovani che si formano in loco. Un “mix” straordinario di concretezza, professionalità e intelligenze.

Importante anche la risposta data dalla Provincia guidata da Antonio Pompeo. Perché ancora una volta Unindustria mette in campo un progetto concreto su questo territorio. Senza chiacchiere. E, con la sola eccezione della Provincia, politici e amministratori locali dove sono? In realtà fanno ancora in tempo a provare a rientrare, implementando il progetto. Senza che Maurizio Stirpe e Giovanni Turriziani siano d’accordo però.