Lo strano caso di Zingaretti e Renzi: liberi di detestarsi ma costretti a sopportarsi

Il segretario del Pd replica duramente all’ex rottamatore, che aveva attaccato il partito. Ma con un sistema elettorale proporzionale i due non potranno separarsi fino in fondo. Eppure non si sopportano.

Un vantaggio perlomeno adesso ce l’hanno. Sono liberi di detestarsi. Nicola Zingaretti e Matteo Renzi non si sono mai sopportati politicamente e ora che l’ex Rottamatore non fa più parte del Pd, perlomeno l’ipocrisia è venuta meno.

Foto: © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Nicola Zingaretti, da Forlì, ha risposto così a una domanda sulle parole di Matteo Renzi sui Democrat a rimorchio del Movimento Cinque Stelle: “Secondo me si devono criticare e combattere gli avversari, non gli alleati, dentro una democrazia. Il Pd combatte contro Salvini e le destre per difendere gli italiani. Basta distruggere. È il tempo di ricostruire speranza per questo Paese. Questo Pd è lontano dalle polemiche, con la testa e con il cuore“.

Il fondatore di Italia Viva Matteo Renzi era intervenuto durante “Circo Massimo” su Radio Capital. Con un duro attacco agli ex compagni di Partito. Per Renzi, segretario dei dem dal 2013 al 2018, “il Pd va a rimorchio dei grillini, io pensavo che fossero la casa dei riformisti“. E sul caso della prescrizione e sul voto di Italia Viva alla proposta di Forza Italia, Renzi ha detto:  “La riforma Bonafede della prescrizione apre all’incertezza e al populismo giudiziario“.

Nicola Zingaretti e Matteo Renzi

La verità è che Matteo Renzi ha sì portato il Partito Democratico al 40%, ma non ha mai conquistato la base e i militanti di quel partito. E sotto la sua guida ha registrato il tonfo più clamoroso nella sua storia.

Zingaretti non lo dice, ma pensa che le difficoltà dei Democrat in questi anni sono dovute al fatto che il Partito ha perso i legami sociali e politici storici: con il mondo della scuola e con quello della sanità per esempio. Con i sindacati, con le forze sociali. Con un sistema elettorale proporzionale, però, Zingaretti e Renzi saranno costretti a sopportarsi.

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