Lorenzin: «Sono come la sora Camilla, mi ricandiderò al Parlamento»

«Mi ricandiderò al Parlamento»: il ministero della Salute Beatrice Lorenzin esclude di schierarsi per la guida della Regione Lazio come alternativa a Nicola Zingaretti se il governatore uscente dovesse decidere di puntare a Camera o Senato. Lo dice a margine del convegno “La salute tra diritti e doveri – Le Vaccinazioni”, organizzato ad Arce dal Comune e dal locale istituto comprensivo.

Il nome del ministro della Salute circola anche per la a guida di Alternativa Popolare. Assumerà la segreteria al posto di Alfano? Non c’è risposta. Anzi, la risposta di Beatrice Lorenzin è «Mi pare come la storia della sora Camilla che tutti la vonno e nessuno se la piglia: mi ricandiderò al Parlamento e nel frattempo cercherò di fare bene il ministro della Salute».

Nel salone dell’Istituto Comprensivo c’è l’intero stato maggiore di Alternativa Popolare. A metà della sala sono schierati Michele Mele che parla all’orecchio di Ernesto Tersigni alla sua sinistra e con Daniele Colasanti alla sua destra. Seduto con loro, corrucciato e taciturno c’è l’avvocato Michele Nardone che venerdì verrà investito della presidenza provinciale di Alternativa Popolare.

Massimiliano Mignanelli arriva dopo di loro, insieme al ministro con la quale in gioventù ha condiviso la guida del movimento giovanile di Forza Italia. Mignanelli si accomoda nella prima fila. A poca distanza da lui c’è Alfredo Pallone, il coordinatore regionale di Ap. La vera notizia è che sta seduto accanto ad Andrea Amata: fino all’altro giorno c’era chi giurava che i due fossero in rotta di collisione. A vederli insieme, non si direbbe.

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