L’ultimo match di Belfiore: mai Ko nel ring della vita (di A. Salines)

Vincenzo Belfiore è stato il massimo esperto di pugilato in provincia di Frosinone. Aveva pubblicato 7 libri. E scritto centinaia di articoli su riviste nazionali. Già vice comandante della polizia locale di Frosinone. Si è spento l'altra notte. Mai Ko nel ring della vita

Alessandro Salines
Alessandro Salines

Lo sport come passione

Soltanto a gennaio scorso aveva dato alle stampe la sua settima fatica letteraria. S’intitola “La boxe nella storia e sui banchi di scuola”, uno scrigno ricco di perle rare, una sorta di museo in formato cartaceo, adottato addirittura dagli studenti italiani per il progetto della Federboxe che ha portato la noble art sui banchi di scuola. Un libro singolare dove sono state anche riprodotte le introvabili copertine dei quaderni dedicati alla boxe, molto in voga fino alla metà degli anni ‘70. Un volume che poteva scrivere soltanto Vincenzo Belfiore che l’altra notte è morto a 71 anni. 

Frusinate, giornalista e autore, è stato tra i principali storici della boxe italiana tanto da collaborare con la federazione all’allestimento del Museo Nazionale del Pugilato di Assisi. Amava la noble art in maniera viscerale e scientifica. Conosceva pugili, allenatori, dirigenti e organizzatori. Era il depositario di segreti, storie e aneddoti. Insomma un’enciclopedia in carne ed ossa. Ma non solo nozioni. Vincenzo conosceva il pugilato come pochi e sapeva capire la stoffa del campione. Quando raccontava l’epopea di uno degli sport più belli e duri, Belfiore si emozionava e riusciva a trasmetterti quella passione che lui ogni giorno coltivava studiando e ricercando nuove perle da custodire e magari mettere in vetrina. Tra i suoi vanti la vasta collezione di pubblicazioni, foto, giornali e scritti sulla boxe mondiale. Un patrimonio inestimabile costruito con meticolosità e amore. Una raccolta di documenti unica e ineguagliabile.

Vincenzo Belfiore è stato anche dirigente di società e del Comitato regionale della federazione nonché organizzatore di importanti riunioni pugilistiche. Un impegno a 360 gradi nel nome della boxe. Per anni è stato una delle prime firme della gloriosa rivista “Boxe Ring”. Ha pubblicato articoli anche su altri giornali specializzati come “Match87” e “Banzai Pugilato”. Sette i suoi libri a partire da “Luci ed ombre” scritto con Roberto Fazi nel 2001. Nel 2009 il secondo volume: “La grande Boxe in Copertina”. Poi “Cent’anni di boxe a Roma e nel Lazio” (2011), “La boxe in Ciociaria” (2013), “Almanacco FPI” (2014), “La boxe a Terracina” (2015) e “La boxe nella storia e sui banchi di scuola” (2019).

Lascia un vuoto incolmabile nel mondo della boxe e dello sport. Le parole di Vittorio Lai, presidente della Federboxe, nella prefazione dell’ultimo libro sono emblematiche: “… ringrazio Vincenzo che ancora una volta ci ha insegnato a non dimenticare per continuare a valorizzare lo sport più bello del mondo”.

Non solo boxe

Vincenzo Belfiore era molto conosciuto a Frosinone anche per la sua attività professionale. Per anni è stato vice comandante della polizia locale, guidata all’epoca da Umberto Segneri. La divisa era nel suo destino visto che era stato anche ufficiale di complemento dell’esercito. Quando Segneri è andato in congedo aveva assunto per un breve periodo il comando dei vigili.

Prima della meritata pensione era stato direttore della società “Multiservizi”. Lascia la moglie Emiliana e le figlie Veronica (sua preziosa collaboratrice nella stesura dei libri) e Giada, stilista di fama internazionale con la griffe “Giada Curti”.

I funerali saranno celebrati domani alle 11 nella cattedrale di Santa Maria a Frosinone.