E Papà annunciò: «Vi porto tutti in gita» (Mamma Ciociara)

Mamma vorrebbe andare al mare. Magari all'ombrellone accanto a quello dell'amica Erminia. Coin la quale fare un po' di taglia e cuci. Ma papà annuncia trionfante: «Vi porto in gita». Cronaca di una tragedia annunciata.

Il diario di Mamma Ciociara

Diario settimanale, molto poco ordinario, di una mamma ciociara in una famiglia ciociara molto poco ordinaria

Il caldo infernale non da tregua alla Mamma Ciociara che spera invano di poter andare al mare a farsi due ore di sole.

Inizia con i messaggi subliminali già dal lunedì “ehi caro..che caldo..Erminia ha portato i bambini al mare..ha trovato un lido carino e poco frequentato che ha dei prezzi onesti. Potremmo farci un pensiero“.

E Papà: “Si certo“.

 

Ovviamente non ha ascoltato nulla di quello che la mamma ha detto. Sta fisso sullo schermo del canale sportivo che ormai manda in loop servizi su Cristiano Ronaldo.

La mamma potrebbe chiedere di avere un rapporto a tre con una brasiliana e lui risponderebbe “Si certo“.

Le battutine proseguono per tutta la settimana. Ma il top si ha il venerdi sera quando la mamma sbrocca “Allora… avviso Erminia di prenotarci l’ombrellone?“. E lui capisce che il pericolo è altissimo e spara la versione aggressiva “Ma che sei pazza? Al mare il fine settimana di luglio con i bambini e con questo caldo?“.

La mamma sembra Maga Magò dopo la battaglia con Mago Merlino. “Non ci porti mai da nessuna parte. Tutti si muovono ed escono e noi qua. Ci trascuri!“.

 

Boom la mamma si è giocata la carta del senso di colpa… così almeno crede. In realtà i due neuroni che vivono spalmati sul divano che è nel cervello di Papà (uno in mutande e maglia di Dionisi e uno con quella di Cr7 già in bianco nero e mutande) hanno un moto d’orgoglio perché nell’uomo non esiste senso di colpa ma solo orgoglio ferito.

Quando mai. Domenica andiamo in gita. Ma non al mare a buttare i soldi e a morire di caldo spiaggiati sul lettino (lui parla di spiaggiarsi, lui il pescedivano) e poi c’ è la sabbia che si sa, si attacca dappertutto!“.

La mamma non molla e incalza come un consigliere d’opposizione sferza uno di maggioranza “E dove vorresti andare?“.

E lui spavaldo “Fidati…organizzo io!“.

Sul fidati la mamma inizia a sentirsi male.

 

La domenica mattina la mamma si sveglia all’alba. Quella che per papà è la dimostrazione per eccellenza dell’homo paterfamilias per Mamma è una grande inculatura. Sarà lei a dover preparare zainetti con cambi, pannolini, scorte di viveri e bibite, asciugamani e lenzuolini da posizionare sui sedili posteriori, seggiolino e all’occorrenza ai finestrini per fare ombra… perché in fin dei conti gli anni 90 non sono mai passati.

Mamma lo sa… Papà ha scelto la cazzo di montagna e questo assicura due tappe vomito e un viaggio all’ insegna del “Siamo.arrivati?“. E tutto questo perché con la scusa che in montagna l’aria è fresca, papà ha in mente di sfondarsi tra salumi, formaggi e carne alla brace.

Per l’occasione i due neuroni hanno indossato i bermuda.

 

Si parte… direzione montagna. Papà sembra Yoghi… Mamma Loredana Bertè!

Le due ore di viaggio si trasformano nel remake dell’Esorcista – come previsto – l’odore in auto è mortale. I bambini sono riusciti a colpire anche il bracciolo tra i sedili anteriori e il vomito, si sa, non lascia prigionieri.

Quando finalmente arrivano a destinazione è ora di pranzo. Papà sceglie il ristorante e si accomoda, mangia come se non ci fosse un domani come se dovesse nutrire un esercito di Spartani.

I bambini non vogliono niente, vorrebbero giocare, ma non ci sono luoghi adatti, vorrebbero i cartoni sullo smartphone, ma non c’ è linea.

Mamma ricorda le sue letture e le sue domande sulla scelta della Plath di infilare la testa in un forno trovano una risposta. Anche se in lei passa anche un po’ dello spirito della Cianciulli.

Dopo il pranzo, il dolce, il caffe e l’ammazzacaffe è l’ora del gelato per i bambini.

Alle cinque e mezza finalmente si risale in macchina per rientrare a casa. Mamma ha il
fuoco nello sguardo, prega che il gelato mangiato dalla prole segua il
percorso giusto è non torni fuori per spalmarsi su quello che resta dei sedili…

Mamma ha finito i cambi, gli asciugamani e la pazienza.

 

Entrati in casa papà avvisa: “Io non ceno“.

Abbandona scarpe e bermuda al lato del divano e si stende “Sono stanco..mi riposo un po’. Ho guidato un sacco!“.

La mamma disinfesta i bambini, offre loro una cena leggera e carica la lavatrice con i quintali di panni sporcati nella trasferta.

Papà va a farsi la doccia e allaga tutto il pavimento “Lascio così! Tanto la doccia te la devi fare ancora tu“.

Il bagno è come il ponte del Titanic dopo l ‘impatto con l’iceberg.

 

La mamma soffre in silenzio e mette i cuccioli a nanna e sente dei rumori provenire dalla cucina. L’uomo che a pranzo ha mangiato la montagna e i montanari e che alle 19 aveva annunciato digiuno è piegato in due, ad uscire dallo sportello del frigorifero quell’inconfondibile profilo di mutanda. “Ho un pò di bruciore di stomaco, mi mangio un panino che forse mi passa!“.

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