Marino, nudo senza meta

La disputa è accesa. Se lo abbia detto il vate Gabriele D’Annunzio e poi Benito Mussolini lo abbia copiato, oppure sia tutta farina del sacco del duce.

Per i puristi fu D’Annunzio, in una delle sue magnetiche arringhe, a pronunciare la storica frase «Nudi alla meta», aggiungendo che «Chi s’arresta è perduto» e che bisognava «Marciare e non marcire».

A chi spetti la primogenitura poco importa. Certo è che Mussolini la usò nel 1923 allorquando, a seguito dell’adesione del Dodecanneso, rifiutò sdegnosamente il titolo di duca di Rodi, considerandolo inutile e privo di senso.

Da quel giorno, con l’espressione “nudi alla meta” si intende chi raggiunge un obiettivo con grosse rinunce e sacrifici, ma anche chi, fortemente idealista, si ritrova con un pugno di mosche in mano dopo aver combattuto battaglie estenuanti.

Marino Fardelli, consigliere regionale del Lazio, già candidato sindaco di Cassino passato ora a sostenere la rielezione di Giuseppe Golini Petrarcone «per il bene dell’unità del centrosinistra», ha anticipato i tempi. Il risultato elettorale arriverà soltanto il 6 giugno. Seppure. Le forche Caudine dei ballottaggi sono un rischio concreto.

Per questo, adesso, guardando la foto apparsa sul suo profilo di Facebook, non si può non titolare “Nudo senza meta”.

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