I nemici di Marino

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I retroscena della riunione della componente Scalia. Chi sta con chi. E perché attaccano Marino Fardelli. Obiettivi e strategie nascoste.

La riunione della componente Dem di Francesco Scalia ha messo a nudo una serie di veleni interni. (leggi qui Maretta sui candidati nella componente Scalia )

Non sono una sorpresa. Marino Fardelli – che tutto è tranne che sprovveduto – si è ben guardato dal metterci piede, inventandosi la più puerile delle scuse.

Sapeva bene che sarebbe stato lui uno dei motivi di scontro. Non andando, ha tolto alla discussione tutto ciò che avrebbe potuto alimentarla con le sue parole. E – a cose fatte – potrà dire di non avere saputo nulla di ciò che è stato detto, di non avere letto queste righe. Mantenendo così i buoni rapporti, ed i voti, con tutti.

 

IL FALSO PROBLEMA

Chi sta con chi. E chi è contro chi. Esaminando gli interventi sotto il profilo geografico la rappresentazione più facile sarebbe Nord contro Sud. Ma la contrapposizione non è geografica. C’è ben altro sotto.

Perché i dubbi sollevati sulla candidatura di Marino Fardelli hanno anche altre origini. Ed altre motivazioni. Per essere chiari: qualcuno cerca la scusa e Fardelli rappresenta il pretesto perfetto.

Un po’ di indizi. Il primo: quando Francesco Scalia decise di puntare su Domenico Alfieri come segretario provinciale Pd in contrapposizione a Simone Costanzo, rimase in silenzio l’ala che adesso ha chiesto di cambiare la candidatura in quota rosa.

Le candidature Regionali c’entrano fino ad un certo punto. Perché le scelte degli uomini (e delle donne) da mettere in campo hanno conseguenze anche sulle Politiche. Il secondo indizio: Nazzareno Pilozzi dove verrà candidato? E per essere eletto di chi ha bisogno oltre che del gruppo di Scalia?

 

IL NODO SEGRETERIA

C’è poi un ulteriore elemento: la Segreteria Provinciale. Simone Costanzo in queste elezioni si gioca la sopravvivenza. O viene eletto (e lascia libera la segreteria) oppure i vincitori si presenteranno con il vassoio d’argento sul quale averne la testa.

Arriveranno al pettine tutti i nodi politici che si sono accumulati in questi mesi: l’ala De Angelis lo ha azzannato agli stinchi, lui si è allontanato dall’orbita degli orfiniani (quale sia l’ordine corretto delle due cose è tutto da chiarire), ne è stata messa in discussione la leadership e lui all’epoca ha risposto: sfiduciatemi. Una mossa che nessuno ha avuto il coraggio di fare: avrebbe determinato solo il caos interno perché nessuno aveva una nuova maggioranza con cui sostituirlo.

Ma dopo le elezioni sarà diverso. E Domenico Alfieri non vuole correre rischi. Vuole quella carica. I suoi avversari, con suggerimenti al veleno, sostengono sia per supporti economici che garantisce al Segretario. Cattiverie.

La realtà è che il Presidente Provinciale del Partito fino ad oggi è quello che ha pagato tutto di tasca sua: politicamente. Cosa ha pagato? Ha dovuto rinunciare alle velleità di candidatura: alla Camera, al Senato, alla Regione, a qualsiasi altra cosa. Uno spazio di crescita politica lo reclama, come riconoscimento per l’attività svolta.

Rivendicazione legittima o meno è faccenda interna alla componente ed al Partito. Che però deve essere disinnescata ora. Altrimenti Marino Fardelli rischia di non drenare voti nel Nord.

 

LA SOLUZIONE SCALIA

Nel corso della riunione, Francesco Scalia ha messo in campo la strategia che gli ha consentito di rimanere sindaco a Ferentino per due mandati ed altrettanto alla guida della Provincia. Ha ascoltato tutti, senza reagire, li ha lasciati sfogare e poi li ha messi di fronte alla crudeltà dei numeri.

Scalia dice : la coppia di candidati (Fardelli – Caparrelli) noi l’abbiamo. Se volete fare spazio alla vostra donna (Cerquozzi) chiedete a Simone Costanzo che rappresenta circa il 10% in provincia (secondo ultime elezioni congresso provinciale). Chiedete spazio a lui.

Fine della riunione e tutti a casa.

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