Il mistero delle ditte che gestiscono i profughi a Cassino (I e II puntata)

L’amministrazione comunale di Cassino ha detto no ad un pubblico elenco con i nomi di tutte le aziende che nel territorio ospitano extracomunitari. No anche ad un elenco con il numero degli extracomunitari oggi ospitati sul territorio comunale, specificando quanti siano gli ospiti accolti in forza del progetto SPRAR e quanti siano quelli accolti in forza di altri progetti.

La maggioranza del sindaco Carlo Maria D’Alessandro ha espresso voto contrario. Bocciando così l’Odine del Giorno presentato dal gruppo di consiglieri Pd che fa riferimento all’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone. Lo avevano firmato, oltre all’ex sindaco, anche i consiglieri Enzo Salera, Alessandro D’Ambrosio, Edilio Terranova, Sabrina Grossi.

Bocciando quel documento è stato detto no anche ad una verifica da effettuare presso la prefettura di Frosinone. Doveva comunicare al Consiglio Comunale se sono previsti in un futuro arrivi di altri extracomunitari e se vi sia un numero massimo di ricevimento.

Nel mirino, anche le case che ospitano i profughi. L’Ordine del Giorno chiedeva di verificare la conformità amministrativa e l’agibilità di tutti gli immobili che ospitano extracomunitari nonché lo stato di attuazione dei progetti d’inserimento.

Il No è stato spiegato in mattinata sia dal sindaco Carlo Maria D’Alessandro che dall’assessore Benedetto Leone. «L’elenco è già pubblico, ma è nelle Prefetture. Noi abbiamo votato per la condivisione delle informazioni tra le Istituzioni» spiega l’assessore. E aggiunge il sindaco: «Quello votato da noi invece è un Ordine del Giorno che prevede anche la verifica su quanto accade allorquando le prefetture agiscono senza comunicare nulla ai comuni».

Più gustoso l’aspetto politico. Dai banchi dell’opposizione che fa capo all’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone accusano i vicini di banco: l’opposizione che invece fa capo all’altro candidato sindaco sconfitto, Francesco Mosillo. Rilevano che il suo consigliere Sarah Grieco ha votato insieme alla maggioranza. E che lo stesso Mosillo, non si è presentato in aula.

Con altrettanta malizia, dai banchi della maggioranza, rilevano che il gruppo di Petrarcone – sebbene avesse presentato un ordine del giorno urgente – aveva chiesto il rinvio della discussione. «Delle due l’una. O era urgente o non lo era».

La vera perfidia arriva quando una fonte – non verificata – rivela che l’urgenza era tale Peppino Petrarcone assente, al pari di Mosillo, perchè impegnato in una cena alla Campagnola.

Scommettiamo che ci esce una terza puntata?

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