La lezione di Nadia Toffa contro il cancro: una delle 100 donne più influenti

L'ultima vittoria di Nadia Toffa. Una vittoria postuma. La sua battaglia contro il cancro è stata talmente forte da renderla una delle 100 donne più influenti nel 2019 secondo Forbes

Monia Lauroni
Monia Lauroni

Scrivere per descrivere

La la lotta contro il cancro è una vicissitudine complessa. 
A volte fa bene ricevere esempi positivi. Altre volte la spettacolarizzazione di vicende intime è sgradevole e inadeguata. 

Nadia Toffa

Io, che sono una cinica per natura e l’età non mi ha migliorata nè guarita, ho sempre pensato che l’umanità sarebbe stata degna di esistere solo quando avesse smesso di definire “leone” o “guerriero” una semplice persona che si sta curando dal cancro. Ho sempre pensato che ci si cura per paura, per istinto di sopravvivenza, sperando che tutto vada bene. O perchè qualcuno ce lo impone. Nessun leone, nessun guerriero. Non mi piace seguire le tendenze, ma so di una persona, e ce ne saranno state più di una, con una malattia terminale che ha preso molta forza da Nadia Toffa

Tra le 100 donne più influenti in Italia del 2019, Forbes ha inserito anche lei, NadiaToffa. Nell’elenco compaiono anche i nomi di Diletta Leotta, Astro Samanta, Lilli Gruber e della capitana della Nazionale italiana di calcio Sara Gama.

La sofferenza che porta questa malattia è indescrivibile sia per chi ce l’ha, sia per chi assiste. La persona che ha preso tanto coraggio da Nadia ricorda ogni respiro del giorno in cui ebbe la sentenza.

Nadia Toffa durante le terapie

Lei ha il cancro”, la dottoressa che sedeva di fronte, in uno studio allagato di luce, era giovane e parecchio imbarazzata. Non riusciva a guardarla negli occhi. Girava e rigirava tra le mani analisi, cartelle radiografie. 
Quattro parole di cemento armato dritte in gola. 
Il bastardo che la farà fuori aveva pure un nome. Che fortuna, non è un privilegio da tutti sapere come si chiama il proprio assassino. 

Dopo anni di pellegrinaggi in strutture imbarazzanti, tra millemila acronimi fantasiosi, era arrivata la fine della pista. Il numero era uscito e aspettava solo che la ruota si fermasse.

Terapia del dolore”, “Faremo di tutto”, “Le consiglio un incontro con uno psicologo”…Oltre il vetro, oltre la città, oltre le cime degli alberi, il blu del cielo toglieva il fiato. 

Non ora, non voleva ascoltare, aveva troppe cose da fare. La necessità di camminare fino a non poterne più, lontano dal falsamente rassicurante cielo di città. 

Asfalto, ferro. fili elettrici, muri, plastiche, vestiti, vetri, auto: dureranno tutti di più del suo oblio. Non è vero che non si ha paura di morire, tutti ce l’hanno. Paura della fragilità, di sentirsi una mosca contro una finestra chiusa, un pesce ancora vivo nella rete, una preda nel mirino del cacciatore.

Nadia Toffa

Camminava lei, invisibile tra gli invisibili. Non sarebbe stato male invecchiare ancora un po’. Qualcuno ha detto che siamo tanti falò ardenti, che il fumo s’innalza a velocità diverse e ogni singola vita è un fiamme. Poco ma sicuro.

Questa è stata una giornata no. Effetti della chemio. È a letto a riposare.

Dovrò dirle che Nadia la guerriera, la sua eroina è morta, tanto prima o poi lo scopre lo stesso. Io, che so sempre cosa dire, adesso non ho parole. 
Stamattina ho trovato uno scorpioncino di pochi centimetri nella stanza della caldaia. L’ho messo in un barattolo e liberato sotto un albero. La vita è luce per chiunque. 

Grazie Nadia per il tuo esempio. E per il coraggio che hai saputo regalare a tanti malati alle prese con la malattia e la paura, aiutandoli a diventare leoni e guerrieri. Fino a quando fumo del loro falò s’è potuto alzare.