Noi siamo le mani di Dio e Dio interviene attraverso di noi

La sofferenza dei bambini è una delle cose più incomprensibili. Dostoevskij rivolse parole terribili nei confronti di Dio proprio per questo. Ce lo ricordano le immagini che ci arrivano in questi giorni dal confine polacco. Le nostre mani sono fondamentali

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

rende giustizia agli oppressi,

dà il pane agli affamati.

Il Signore libera i prigionieri. 

Il Signore ridona la vista ai ciechi,

il Signore rialza chi è caduto,

il Signore ama i giusti,

il Signore protegge i forestieri. 

Egli sostiene l’orfano e la vedova,

ma sconvolge le vie dei malvagi – Sal 145 (146)

Il magnifico testo del Libro dei Salmi ci mette sempre un po’ in difficoltà. E’ sufficiente, infatti, guardarsi attorno per comprendere come quelle parole sembrino non rispondere assolutamente alla realtà. Ci pensavo proprio nel momento in cui ho appreso della grave malattia di un bambino di 2 anni, figlio di un carissimo amico. Proprio di fronte alla sofferenza  dei bambini, tutto quello che noi diciamo sul Dio della provvidenza sembra svanire,  anzi è elemento di contestazione fortissima. Cui dà voce anche un grandissimo scrittore russo di cui proprio giovedì abbiamo celebrato il bicentenario della nascita, Fjodor Dostoevskij

Anche lui, come tanti, ebbe l’esperienza devastante della morte del figlio piccolo e rivolse parole terribili nei confronti di Dio, di quel Dio che consente la malattia, il dolore dei bambini.

Ma proprio con Dostoevskij, dobbiamo tornare alla fonte della fede cristiana che dà senso alla nostra esistenza: la morte di Gesù in croce, infatti, è la morte assolutamente innocente, non soltanto di uno che non aveva fatto del male a nessuno ma addirittura aveva beneficato molti, eppure muore in croce. Il significato di quella morte è la trasformazione del male, presente nel mondo, in bene.

Le Sue mani, le nostre mani

Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica

Penso che i verbi che il salmista usa per descrivere l’azione di Dio sono i verbi degli uomini che, spinti dallo spirito di Dio, rialzano chi è caduto, amano i giusti, proteggono i forestieri, sostengono gli orfani e le vedove e anche sconvolgono le vie dei malvagi… Perché sono quegli uomini, quei medici, quei giudici, quei politici, quegli architetti quegli ingegneri che sono le vere mani di Dio nei confronti del male del mondo.

Sono quegli insegnanti, quei genitori, quei tutori di qualcuno che gli è stato affidato che si impegnano a far sì che quelle persone possano vivere nel miglior modo possibile e possano avere riconosciuti i loro diritti, nella pari dignità che deve essere riconosciuta a ciascun uomo. 

Le terribili immagini che ci arrivano in questi giorni dal confine polacco ma anche quelle che vediamo continuamente sui nostri schermi, persone che affidano la loro la loro vita a quei barconi che non riescono nemmeno a stare a galla,  richiamano alla coscienza quanto sia importante che non perdiamo di vista che noi siamo le mani di Dio e che Dio interviene attraverso di noi, per compiere quei miracoli che il salmista vanta di fronte a tutti 

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