Palude centrodestra

Dopo la vicenda di Roma, con Giorgia Meloni che ha apertamente sfidato Silvio Berlusconi sulla candidatura a sindaco, quale futuro per il centrodestra? Anche a livello locale chiaramente?

In provincia di Frosinone il patto di Santo Stefano si è rivelato fallimentare perché non c’è alcuna vera intesa tra Forza Italia, Noi con Salvini e Fratelli d’Italia.

A Cassino, sulla candidatura a sindaco di Carlo Maria D’Alessandro, sono d’accordo Forza Italia e Noi con Salvini. Da Fratelli d’Italia nessuna indicazione chiara.

A Sora tutto in alto mare. Come ad Alatri e in tantissimi altri Comuni.

Certamente dovrebbe essere Forza Italia ad assumere un’iniziativa chiara e definitiva, cercando di far capire (perlomeno agli elettori) chi sostiene chi. Nulla di tutto questo succede però. Con quale forza e legittimazione politica, con quali squadre, con quali alleati, i candidati a sindaco si presenteranno?

Mentre in altre parti del Paese (pensiamo a Milano), si riesce a raggiungere delle intese tra Forza Italia e Nuovo Centrodestra, qui le due formazioni si guardano in cagnesco. La frattura avvenuta anni fa tra Alfredo Pallone e Mario Abbruzzese è stata irrimediabile, ma c’è dell’altro evidentemente. Non esiste una classe dirigente locale che prende l’iniziativa, che cerca di “inventarsi” qualcosa, che si preoccupa della coalizione. Sempre e solo discussioni sui candidati e sulle nomine. Di questo o di quello.

In passato Silvio Berlusconi metteva a posto tutto. Adesso non succede più e il centrodestra è destinato a naufragare. Con molti elettori che cominciano a non vedere di cattivo occhio né il Pd né i Cinque Stelle.

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