Peppino vs Enzo: ciao nemico, tante chiacchiere e niente liste

La prima riunione del tavolo di Centrosinistra per verificare la convergenza su Petrarcone. Non c'è unità. Ma nemmeno c'è il documento su Salera. Il timore che sia in atto un gioco allo sfascio. Che continua a favorire Mignanelli.

Una stretta di spalle: sta tutta lì la sintesi politica del tavolo di centrosinistra riunito mercoledì sera per decidere il candidato sindaco a Cassino. Una specie d’assemblea di condominio, nella quale tutti parlano a prescindere dalle quote che hanno nel palazzo, discutono di terrazzo e giardino anche se hanno solo un pezzo di cantina. E come se non bastasse, all’ordine del giorno in questo stranissimo palazzo, c’è pure la discussione sui fantasmi: come il fantomatico documento a sostegno della candidatura a sindaco di Enzo Salera, già fedelissimo ministro delle Finanze di Peppino Petrarcone. E ora designato a scontrarsi con lui. O forse no, dal momento che il documento di cui si è parlato per un giorno interno, al tavolo di ieri non c’è arrivato. Al momento l’unico nome resta quello dell’ex sindaco Petrarcone portato al tavolo dal Pd. (leggi qui Petrarcone sindaco, Grieco vice, Maccaro assessore: ecco il Patto x Cassino)

La stretta di spalle

Iniziamo dalla fine. Dalla sintesi politica che il Segretario cittadino del Partito Democratico Marino Fardelli ha tentato di tracciare dopo una serata di discussioni. Può essere riassunta così.

Va bene, mi parlate di un laboratorio politico da fare a Cassino: ma voi una lista la presentate?” Imbarazzo. “Staremo a vedere” è la risposta di tutti. Servono i nomi, servono i candidati, servono le firme e le autenticazioni, la disponibilità a metterci la faccia. Non è semplice come nel passato.

Al netto delle chiacchiere: Giuseppe Golini Petrarcone ad oggi è l’unico candidato ufficiale al tavolo del centrosinistra, indicato dal Partito Democratico di Cassino. “Cinque liste sono pronte a sostenerlo” fa sapere il Segretario.

Sicuramente saranno meno, forse Petrarcone non sarà il candidato unitario. E non è detto che alla fine della centrifuga sarà ancora in campo. Ma il segnale è chiaro. Questa volta il Pd prenderà una posizione, schiererà il simbolo, non sarà il fantasma di se stesso come tre anni fa. (leggi qui La Lega rivendica il sindaco. Il Pd difende il soldato Petrarcone)

La lettera fantasma

I suoi ex colonnelli gli hanno voltato le spalle. Ora vogliono puntare su Enzo Salera. Per tutta la giornata di mercoledì è circolato sui cellulari dei suoi sostenitori un documento politico che doveva essere presentato al tavolo del centrosinistra con le firme di chi è pronto a sostenerlo. Primo tra tutti – si sostiene – Francesco Mosillo, leader dell’area Dem che è in grado di condizionare il risultato elettorale.

“Alla luce degli avvenimenti di questi giorni e per evitare ogni frammentazione dopo la fallimentare amministrazione targata D’Alessandro – Abbruzzese, al fine di evitare pericolose e inutili divisioni, le forze politiche e civiche, gli ex assessori ed ex consiglieri comunali di centrosinistra chiedono ad Enzo Salera la disponibilità per una candidatura che sia di sintesi e rappresentativa di tutte le forze in campo”

Ma quel documento resta sugli smartphone, alla stregua delle foto di Serena Grandi con le tette fuori negli anni Novanta. Se lo passano l’uno con l’altro. Ma al tavolo il documento non arriva. Non ora. Forse quando ci sarà la seconda tappa.

Operazione sfascio

Quella in atto al momento è la resa dei conti con Giuseppe Golini Petrarcone, l’avvocato che per due mandati non è stato toccato da un sospetto o da uno schizzo di fango, che non verrà ricordato né per una piazza né per un ponte realizzati in città, che preferisce giocare a golf nella tranquillità di Fiuggi e non fingere sorrisi con strette di mano in mezzo alla strada.

La resa dei conti con i Socialisti. Il clan Ranaldi non gli perdonerà mai lo sgarbo politico delle scorse elezioni: un anno fa, il professor Gianrico Ranaldi candidato a Montecitorio e – sostengono i numeri – Peppino né ha fatto campagna elettorale per lui né lo ha votato.

Resa dei conti con Francesco Mosillo, il vero silenzioso stratega in questa fase elettorale: capace di uscire dall’angolo politico nel quale poco alla volta lo stavano confinando; abile nel ribaltare il fronte, mettere lui sotto scacco l’avversario. Resa dei conti per cosa? Per il mancato accordo di tre anni fa, la sua esclusione come un appestato dalla tavola rotonda che avrebbe vinto le elezioni se ci fosse stata meno presunzione e meno egoismo. (leggi qui La Lega rivendica il sindaco. Il Pd difende il soldato Petrarcone)

Sosterrà davvero la candidatura di Salera? Il cinismo della politica dice che è possibile. Pur di affossare il rivale Petrarcone, chiudere il conto con lui e con il Segretario Fardelli. Anche a costo di allearsi con Salera ed il gruppo che per primo, tre anni fa, disse no ad un accordo unitario.

E Sel? Peppino Moretti pensa molte cose su Petrarcone. E questa potrebbe essere l’occasione per definirle.

Ma allora perché mancano le firme sotto al documento di sostegno? Perché tutti sono pronti ad andare contro Peppino ma per candidarsi loro in prima persona. Non per appoggiare un altro candidato. Il che, al momento, si traduce in un’Operazione Sfascio.

Mignanelli ringrazia

A vantaggio di chi? Tutti, in modo inconsapevole, stanno lavorando per Massimiliano Mignanelli: vice presidente uscente della Provincia di Frosinone, eletto nella lista Pd ma come Indipendente; già vice coordinatore dei Giovani di Forza Italia nel Lazio con Beatrice Lorenzin ma assolutamente distante dagli azzurri di Mario Abbruzzese.

I socialisti di Gino Ranaldi hanno chiesto ad Enzo Salera di provare a trovare una sintesi con Petrarcone e con Mignanelli.

Il quale, in silenzio ha già preparato le liste. I suoi sherpa parlano con quelli di Mosillo e con gli scontenti di centrodestra: tengono aperti tutti i possibili canali di comunicazione.

Fiducioso, Massimiliano Mignanelli attende la prossima riunione del Centrosinistra, quando Peppino Petrarcone sarà presente al tavolo del centrosinistra e porterà i suoi punti programmatici. Un modo per gettare la palla in avanti e dargli il tempo di trattare e ricucire. Per dare alle truppe di Salera il tempo di convincere tutti a mettere la firma sotto al suo nome.

Quel giorno ci sarà la conta.

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