Piacere Magliozzi: voglio cambiare il Pd e Formia

Chi c'era e chi mancava all'inaugurazione del point elettorale di Luca Magliozzi. Come si legge in vista dei futuri equilibri del Pd. La nuova geografia dopo Moscardelli

Presenti e assenti. Basta scorrere l’elenco per comprendere la nuova geografia del Partito Democratico in provincia di Latina. Quella che si sta delineando ora che il senatore Claudio Moscardelli è fuori dai giochi, fermo ai box in attesa che venga chiarito il suo ruolo nella storia delle assunzioni alla Asl finite sotto la lente d’ingrandimento della magistratura.

A Formia c’era mezzo Pd. E l’altro mezzo Pd era assente. L’evento è lo stesso, l’inaugurazione del point elettorale del candidato sindaco Luca Magliozzi. È il Segretario al quale Claudio Moscardelli aveva detto no all’uso del simbolo del Pd per irregolarità nella votazione della Direzione Politica (Leggi qui La scomunica di Astorre: niente simbolo al Pd).

Con la sua uscita di scena e l’arrivo di un Commissario, gli avversari di Moscardelli hanno fatto leva. E individuato la via d’uscita: una nuova riunione della Direzione. Che rivotasse e sanasse la situazione. (Leggi qui Il Pd sceglie Magliozzi: candidato e simbolo).

Il candidato della discontinuità

All’inaugurazione non ci sono il Segretario Regionale Bruno Astorre e nemmeno il Commissario provinciale Matteo Mauri. Non sono andati al taglio del nastro lì dove fino a qualche tempo fa operava la storica Cassa di Risparmio di Roma: l’hanno fatto per non esasperare gli animi, evitare di acuire una conflittualità all’interno di una Partito la cui futura gestione politica sarà decisa dalle urne.

C’era invece tutta l’area dell’ex segretario provinciale Salvatore La Penna. E c’era l’assessora regionale all’agricoltura Enrica Onorati di Priverno. Ma anche il due volte sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Sesa Amici. Il presidente nazionale e consigliere regionale di Demos oltre ad inviare una lettera di “buon lavoro” a Magliozzi ha spedito a Formia l’assessore al Comune di Cassino Luigi Maccaro. Da sinistra c’è Massimo Cervellini, segretario regionale Sinistra Italiana.

Mancava l’area che fa riferimento all’altra anima del Pd. Quella che nella sezione è rappresentata dal Presidente Gennaro Ciaramella e che fa riferimento al 4 volte sindaco della città Sandro Bartolomeo. Lui non condivide questo progetto: gli sarebbe piaciuto ma i numeri gli dicono che il Pd a Formia non è autosufficiente. E allora ha scelto di partecipare ad una coalizione civica. È quella che candida a sindaco il responsabile delle vaccinazioni nel Golfo, il dottor Amato La Mura, sostenuto da ex Udc passati nella Lega, Udc rimasti nello scudo crociato, e civici.

Per Luca Magliozzi quella contrapposizione non è una frattura: è la rappresentazione di passato e futuro, di due modi di interpretare la politica. E di vedere il Partito Democratico. Con orgoglio taglia il nastro e rivendica il titolo di ‘candidato della discontinuità‘.

Il convitato di pietra

Amato La Mura, Sandro Bartolomeo e Maurizio Costa

Ma il farmacista di Largo Paone, un po’ per rispetto reverenziale ed un po’ per strategia di comunicazione, il nome dell’ex sindaco Dem non l’ha mai citato. 

Ha soltanto precisato come fosse stato “necessario promuovere una discontinuità rispetto al recente passato”. È chiaro che si riferisca a Sandro Bartolomeo quando dice: “Ha fatto tanto per questa città ma non ha capito che Formia è cambiata, è alle prese con una profonda crisi, acuita con lo scioglimento anticipato delle ultime due amministrazioni comunali. Sono dieci anni che non riesce a dare un governo stabile alla città . Ecco  – ha motivato Magliozzi – c’è bisogno di discontinuità e di costruire una nuova classe dirigente. Io mi impegno con la coalizione di cui sono onorato di essere la guida a dare le dovute risposte per la risoluzione dei tanti problemi, vecchi e nuovi, sul tappeto. Uno su tutti evitare che tanti miei coetanei scappino perché al momento non riescono a dare prospettive al loro domani

Magliozzi nel suo intervento ha preferito a più riprese declinare il verbo alla terza persona plurale. Soprattutto quando ha affermato che “ci sono anche Demos, Articolo Uno, Sinistra Italiana, “Incontri & Confronti” ed altre associazioni dell’area cattolica, ambientalista, ecologista e del volontariato”.

L’assetto delle liste

Giovanni Costa e Kristian Franzini

Tre liste lo sosterranno. Due già si conoscevano: quelle del Pd e di Demos nelle cui fila si candiderà Kristian Franzini, l’ideologo del progetto elettorale dell’ex sindaco caduta a dicembre Paola Villa.

La vera novità è rappresentata da “Formia Futura”: sarà un forum, un inglobatore che ospiterà i candidati al consiglio comunale di Articolo Uno, Sinistra Italia e dei vari gruppi a sinistra del Pd.

Perché questo schieramento va a prendere voti nel cuore di quello che tre anni fa è stato l’elettorato di Paola Villa. Sarà una spina nel fianco per l’ex sindaco che si ricandida con il sostegno di Un’altra città e del Movimento Cinque Stelle.

 “Voglio invece impegnarmi perché il nostro elettorato, che nel 2018 fece, sbagliando, altre scelte, torni nel suo alveo naturale. Personalmente ho lo coscienza a posto – ha aggiunto Magliozzi – All’indomani del scioglimento del comunale di tentativi per realizzare una coalizione unica ne abbiamo esperito a iosa. Avevamo anche proposto di svolgere le elezioni primarie ma attendiamo ancora una risposta che naturalmente non arriverà mai. Ma capisco anche questo silenzio, figlio di un tentativo di rivincita. Ma in questo momento bisogna assecondare le proprie istanze personali perché al centro deve esserci solo e soltanto Formia”.

Il simbolo con orgoglio

Rivendica con orgoglio l’uso del simbolo Pd. Qualcuno suggeriva di ammainarlo in attesa che si faccia luce sui sospetti che hanno decapitato la segreteria provinciale

La risposta di Magliozzi: “Non sono preoccupato semplicemente perché questo percorso che abbiamo iniziato nasce in  contrapposizione a quel tipo di fare politica – il riferimento va all’ex segretario provinciale Claudio Moscardelli  – a fronte del quale abbiamo chiesto di voltare pagina

Per capire la direzione di questo pd non c’è nemmeno bisogno di controllare l’elenco di presenti e assenti.

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