Ppe, Tajani confermato vice presidente. E tira von der Leyen

Antonio Tajani confermato vice presidente del Partito Popolare Europeo. Lo ha deciso il congresso riunito in Olanda. La strategia per un bis di Ursula von der Leyen

Un successo personale. Che lui invece presenta come un riconoscimento per tutto il Partito, Forza Italia. Antonio Tajani è stato confermato tra i dieci vice presidenti del Partito Popolare Europeo: lo ha eletto il congresso del Ppe riunito a Rotterdam. L’europarlamentare originario di Ferentino ha ottenuto 309 voti.

Gli altri nove vicepresidenti sono la bulgara Mariya Gabriel (è stata la più votata in assoluto), l’olandese Esther De Lange, l’austriaco Johannes Hahn, il rumeno Siegfried Muresan, la croata Dubravka Suica, il finlandese Petteri Orpo, il tedesco David Mc Allister, il polacco Andrzej Halick e lo spagnolo Esteban Gonzalez Pons.  Tesoriere è stato eletto il portoghese Paulo Rangel

Obiettivo Ursula

Antonio Tajani (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

Antonio Tajani ha ringraziato “la famiglia del Ppe che oggi ha scelto di rieleggermi vice-presidente del Partito più grande d’Europa”. Un traguardo legato alla grande abilità diplomatica dimostrata in questi anni di Europarlamento. Ma Tajani lo divide con il suo Partito. “Un riconoscimento per me e per tutta Forza Italia – scrive su Twitter – che con impegno sta contribuendo alla costruzione di un’Europa più forte e unita”.

E subito Tajani è sceso in campo. Per tracciare il solo nel quale far viaggiare la rielezione della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen: “Se andiamo verso gli Spitzenkandidaten, potrebbe essere la candidata del Partito Popolare Europeo” alle prossime elezioni europee, nel 2024. In pratica: un bis alla guida dell’esecutivo comunitario.

Ma cosa sono gli Spitzenkandidaten? E perché Tajani punta su un bis per la presidente von der Leyen? Lo Spitzenkandidat è il candidato presidente della Commissione indicato dal Partito che corre alle Europee; il Partito che prende più voti, in teoria, esprime la presidenza. Jean-Claude Juncker era lo Spitzenkandidat del Ppe e venne eletto presidente della Commissione dal Consiglio Europeo, cui spetta la nomina.

Ursula von der Leyen (Foto: Daina Le Lardic / © EU 2021 – Source : EP)

Manfred Weber, Spitzenkandidat del Ppe nel 2019, non riuscì a diventare presidente della Commissione perché i leader non lo nominarono, preferendogli von der Leyen alla conclusione di un Consiglio Europeo interminabile, secondo solo a chello che negli ultimi anni approvò Next Generation Eu nel 2020. Cioè il Fondo per la ripresa (in inglese Recovery Fund) dal valore di 750 miliardi di euro per sostenere gli Stati membri colpiti dalla pandemia di COVID-19.

Prima donna Spitzenkandidatin

Von der Leyen sarebbe la prima ‘Spitzenkandidatin‘, una candidata donna, del Ppe, Partito che esprime due donne alla guida della Commissione e del Parlamento.

Antonio Tajani oggi si è detto convinto che Ursula von der Leyen “avrebbe anche buone chances di trascinare la coalizione“. Perché? Con il sistema degli Spitzenkandidaten “servono candidati conosciuti ovunque” che possano attirare voti. E la presiudente lo è.

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