«Presidente Zola si dimetta, Cosilam è un oscuro luogo di potere fuori controllo democratico»

Il sindacato Cisl lancia l’attacco al presidente del Cosilam Pietro Zola. Non sarà un assedio alla poltrona del presidente. ma nemmeno una scaramuccia di retrovia. Il sindacato scende in campo con il segretario generale della Funzione Pubblica Francesca Coscarella: è a contatto diretto e costante con il segretario genarle provinciale Enrico Coppotelli ed è impensabile che si sia mossa senza che fossero d’accordo. E’ il sindacato nella sua interezza che si muove e chiede la testa di Pietro Zola: «Caro presidente, mantenga la sua promessa e adesso si dimetta».

La Cisl punta il dito contro il chiacchieratissimo concorso per l’assunzione del direttore generale con cui sostituire lo scomparso Nino Gargano: una direzione che Zola aveva giudicato assolutamente inutile fino a che Gargano era vivo, diventata indispensabile ora che è fuori dai piedi, purtroppo in un camposanto. Ma nel mirino della Cisl non c’è la coerenza del presidente e della cordata che l’ha sostenuto nell’elezione: il sindacato attacca i criteri inseriti nel bando di selezione, cioè quei criteri che – sarà un caso – sembrano fatti per selezionare un politico trombato da sistemare nella stanza dei bottoni del Consorzio Industriale per lo Sviluppo del Lazio Meridionale.

«Tutti i dubbi manifestati da più parti, al momento della pubblicazione del bando di selezione per il nuovo direttore generale, e che la Cisl Funzione Pubblica di Frosinone condivise, sono stati confermati dai fatti. Basta leggere la graduatoria, pubblicata sul sito del consorzio, dei selezionati per capire che le tanto agogniate professionalità e indipendenza manageriale sono andate a farsi friggere. Sorge il dubbio, spontaneo, che forse la stessa selezione, operata dalla società incaricata, in alcuni casi abbia tenuto in maggior conto di alcuni elementi, richiesti nel bando, che nulla hanno a che fare con le tanto sbandierate competenze, ma il tutto era già molto chiaro dalla pubblicazione del bando».

A cosa si riferisce il segretario generale della Funzione Pubblica? «La precisa e restrittiva richiesta del titolo di studio, l’iscrizione agli albi professionali e, per concludere, l’ “esperienza in cariche elettive” buttata lì, con nonchalance, quasi per caso fra un requisito professionale ed un altro, il tutto senza che essa sia previsto dal vigente statuto del Cosilam».

L’attacco della Cisl è frontale, diretto e mira al cuore del sistema: «Avevamo già espresso questi dubbi. Purtroppo oggi sono diventati certezze: nel segno della continuità ciò potrà contribuire a mantenere l’ente quale oscuro luogo di potere clientelare, che nel tempo ha alimentato un ceto parapolitico, al di fuori di qualsiasi controllo democratico».

Il segretario generale torna indispensabile e nello stesso momento si torna a parlare del taglio del 50% dei dipendenti. Un rischio sul quale la Cisl ha chiesto un confronto che però il Cosilam rifiuta «in un clima di totale assenza di relazioni industriali».

La Cisl ritira la sua fiducia a Pietro Zola: «Caro presidente Zola, al momento del suo insediamento, circa un anno fa, avevamo creduto che lei potesse fare la differenza, ci sbagliavamo. In quell’occasione lei ci disse che, se non fosse riuscito a mettere mano ad una serie di storture gestionali, funzionali ed economiche, si sarebbe dimesso. Beh, caro presidente è il momento di mantenere la sua parola».

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