Quel che resta di Fiuggi: ricucire e guardare ai movimenti

CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI

La due giorni di Fiuggi aveva un respiro politico nazionale, ma il consigliere regionale Mario Abbruzzese sa che adesso non mancheranno i riflessi locali.

Forza Italia ha voglia di ripartire anche e soprattutto a livello locale. La sostanziale investitura di Antonio Tajani come possibile prossimo coordinatore del partito non è un fatto di poco conto. E se è evidente che Abbruzzese è ora il punto di riferimento dell’europarlamentare sul territorio, è altrettanto vero che Tajani non vuole “guerre”. Il che comporta che lo stesso Abbruzzese e il coordinatore provinciale Pasquale Ciacciarelli dovranno cercare di ricucire i rapporti con Antonello Iannarilli, con Alessia Savo, con Silvio Ferraguti. Non solo: sarà pure fondamentale lavorare da subito alle prossime elezioni comunali, visto che in primavera saranno venticinque i Comuni che andranno al rinnovo. Tra i quali Cassino, Sora, Alatri, Monte San Giovanni Campano. Peraltro Berlusconi in persona ha dato una precisa indicazione: guardare ai movimenti civici. Musica per le orecchie di Nicola Ottaviani, sindaco di Frosinone, che punterà proprio su una forte coalizione civica per il bis come sindaco di Frosinone.

Intanto però Mario Abbruzzese tira le somme della due giorni di Fiuggi e rileva: «Vogliamo un centrodestra unito, coeso ed in grado di elaborare una piattaforma programmatica che vada incontro alle esigenze dei cittadini. Noi vogliamo rispettare l’indipendenza e l’autonomia della Lega e di Fratelli d’Italia, ma non possiamo permettere al Carroccio di dettare i tempi per la costruzione di questo soggetto politico che stiamo costruendo per rimettere in moto l’Italia e battere il centrosinistra. Questa è la sintesi che viene fuori da un grande momento di confronto, questo è il messaggio che porteremo in tutte le Regioni ed in tutte le province per prepararci alle prossime elezioni amministrative e, perché no anche al grande appuntamento nazionale per mandare Renzi ed il terzo governo non eletto a casa».

Poi Abbruzzese aggiunge: «Con incontri come questo, organizzato dal vice presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, sono convinto che riusciremo a risvegliare gli animi sopiti degli elettori che hanno a cuore il futuro della nazione e il benessere di tutti. Perché, come ha ricordato Silvio Berlusconi, il 50% degli elettori preferisce non votare».

Ma Abbruzzese non dimentica i temi economici. Argomenta: «È necessaria una politica a sostegno delle imprese, una politica che Berlusconi ha sempre portato avanti. Abbiamo delle grosse potenzialità e abbiamo voglia di riemergere. Ci dobbiamo convincere che lo sviluppo economico passa per le capacità degli amministratori locali. Solo attraverso chi guida il territorio si può intervenire in maniera mirata e con il minor spreco delle risorse. È necessario investire nelle infrastrutture, ma bisogna passare per le capacità della classe politica. La nostra provincia operosa rappresenta l’Italia che vuole fare la differenza. Noi rappresentiamo un partito, quello di Forza Italia ed esiste un motivo se qui noi prendiamo il 25% e nelle altre province questo dato non è confermato. C’è un continuo dialogo tra la classe politica e l’imprenditoria. Per offrire un futuro dobbiamo lavorare insieme, non basta abbassare le tasse o eliminare la burocrazia, dobbiamo piuttosto svolgere il nostro compito così come ci è richiesto. Siamo ad un punto di svolta per una ripresa non solo economica ma anche politica del Paese».

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