Record, amnesie e paratone. Ravaglia è il “re” dei clean sheet

Il numero uno del Frosinone ha mantenuto la porta inviolata 4 volte su 7 partite. Un primato che condivide con Chichizola del Perugia. La Lega di B gli ha dedicato un post su instagram

Alessandro Salines

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Record e critiche. Errori e paratone. Federico Ravaglia, il giovanissimo portiere del Frosinone, non si è fatto mancare niente in questo primo scorcio di campionato. La Lega B in un post su instagram lo ha eletto a “re” dei clean sheet insieme Leandro Chichizola, esperto numero uno argentino del Perugia. Insomma i due numeri uno hanno mantenuto la porta inviolata più volte di tutti: 4 su 7 gare disputate, ovvero il 57,1 per cento.

Una percentuale importante per Ravaglia che lo riscatta da qualche amnesia e dalle conseguenti critiche. Un dato ancor più rilevante se si considera che Federico è all’esordio in Serie B.     

IL RECORD DI RAVAGLIA

Ravaglia nella gara contro il Venezia

Federico Ravaglia, 21 anni, arrivato quest’estate in prestito dal Bologna nello scambio che ha portato Bardi in Emilia, ha giocato tutte 7 le partite. Il tecnico Fabio Grosso sin da subito ha puntato sul portiere di Castelmaggiore malgrado abbia a disposizione altri 2 numeri uno di valore come De Lucia Minelli.

Ravaglia ha incassato 5 reti con il Frosinone che vanta così la seconda migliore difesa del campionato (solo il Pisa ha fatto meglio con 4 gol). Federico è rimasto imbattuto in 4 occasioni. Dopo il pari (2-2) col Parma, ha tenuto la porta chiusa per 3 volte di fila: Vicenza-Frosinone 0-2, Frosinone-Perugia 0-0 e Como-Frosinone 0-2. Poi il 2-2 col Brescia ha interrotto la mini-serie utile. Il quarto clean sheet è arrivato a Reggio Calabria (0-0).

Un record che condivide con Chichizola del Perugia che ha conservato la rete inviolata in Pordenone-Perugia 0-1, Frosinone-Perugia 0-0, Cremonese-Perugia 0-3 e Benevento-Perugia 0-0. A differenza di Ravaglia comunque l’argentino non ha infilato un filotto senza reti.

Dietro la coppia d’oro c’è l’ex frusinate Mauro Vigorito del Cosenza (prossima avversaria dei canarini) con 3 clean sheet in 5 partite, Marco Carnesecchi della Cremonese (3 su 6), Elhan Kastrati del Cittadella (3 su 6), Nicolas del Pisa (3 su 7), Gabriel del Lecce (3 su 7) e Alberto Paleari del Benevento (3 su 7).

ERRORI E PARATONE

Federico Ravaglia

Al di là del record, il rendimento di Ravaglia è stato altalenante. Interventi decisivi e svarioni.

A Vicenza, alla seconda giornata, si è opposto a Diaw tenendo lo 0-0 e in un certo senso spianando la strada alla vittoria. Idem contro il Perugia su Murano e Lisi. Malgrado il successo, a Como ha commesso un paio di errori in uscita che potevano costare caro. Contro il Brescia allo scadere l’amnesia più grave: sul 2-1 per il Frosinone ha sbagliato completamente un’uscita consentendo a Moreo di pareggiare i conti. Si è riscattato però subito. Sempre nel finale a Reggio Calabria ha salvato il risultato con una grande parata sulla conclusione di Cortinovis. Contro il Cittadella allo “Stirpe” un’altra prova poco convincente. Un’incertezza nel primo tempo poteva regalare il vantaggio ai veneti mentre sul gol di Okwonkwo non è stato impeccabile.

Un portiere che si è rivelato acerbo con limiti soprattutto nelle uscite. Ma le qualità non gli mancano come i margini di miglioramento. Fabio Grosso come la società lo hanno sempre difeso, dimostrandogli grande fiducia. Anche a Cosenza si ripartirà da Ravaglia. E il like di Minelli sotto il post della Lega dimostra come la competizione tra portieri sia sana ed il gruppo creda nel giovane portiere.

ALLIEVO DI PAGLIUCA, BUFFON L’IDOLO

Federico Ravaglia

Federico Ravaglia ha iniziato a giocare nella Polisportiva Progresso insieme a Giacomo Raspadori, attaccante del Sassuolo e della Nazionale. Venivano chiamati le “stelline” di Castelmaggiore. “Sono cresciuto guardando e ammirando Buffon che è stato il mio idolo”, ha detto Federico il giorno della sua presentazione.

E’ cresciuto nel settore giovanile del Bologna fino al debutto in Serie A (13 dicembre del 2020 in Bologna-Roma) ed ha avuto come maestro Gianluca Pagliuca. Ora il Frosinone che spera sia il punto di svolta della carriera dopo gli anni a Casteldebole e in Serie C (Sud Tirol e Gubbio). “Sono venuto con tante motivazioni, ambizioni e voglia di fare bene. Spero che il Frosinone possa rappresentare uno snodo importante”, ha confessato l’estremo difensore. Quasi 2 metri di altezza, 4 presenze in Serie A con i felsinei.

A Frosinone sarà la prima volta in B ed ho tanta voglia di mettermi in gioco – ha sottolineato Federico – Sento la responsabilità di dover far bene per questa piazza e la società che mi ha voluto. E poi voglio ben figurare per me stesso e la mia carriera. Spero quindi di poter disputare un’annata importante con la squadra e centrare quegli obiettivi che ci siamo fissati”. (Leggi qui)

E chissà che la corona di “re” dei clean sheet non gli resti sulla testa fino alla fine.  

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