Rifiuti, le autorizzazioni a Roccasecca erano regolari

Il Tar respinge il ricorso sul quinto invaso della discarica di Roccasecca. Le autorizzazioni rilasciate dalla Regione erano e restano valide. Ma nulla cambierà. Mad non intende riaprire

In pratica? Cambia nulla. Il Tar del Lazio ha giudicato inammissibile il ricorso contro l’ampliamento della discarica di Roccasecca. Le autorizzazioni date dalla Regione Lazio alla società Mad restano legittime. Ma in concreto non ci saranno cambiamenti: non per via della sentenza.

Cambia nulla. Per due motivi. Il primo: la società non ha intenzione di realizzare alcun ampliamento. Il secondo: l’autorizzazione che il Tar ha giudicato legittima è sempre rimasta vigente durante tutto l’anno e mezzo trascorso dall’avvio del ricorso al momento della sentenza; non è mai stata.

La sentenza

Il ricorso ha preso di mira la determinazione del 5 novembre 2020 della Regione Lazio. È quella con la quale viene espresso il giudizio favorevole sulla Valutazione di impatto ambientale. La Via è il documento fondamentale per poter svolgere un’attività industriale, attesta che i suoi livelli di inquinamento sono all’interno dei parametri stabiliti dalla legge. E quindi non impatta sull’ambiente.

La Via rilasciata con la Determinazione del 5/11/2020 è quella sul progetto di ampliamento della discarica provinciale. Il V invaso nel quale interrare i rifiuti prodotti dai cittadini ciociari e lavorati nello stabilimento pubblico Saf di Colelice per recuperare plastica, metallo, carta e tutti i materiali possibili. Ciò che non può essere recuperato viene ulteriormente lavorato e trasformato in combustibile per il termovalorizzatore di San Vittore del Lazio. E quello che non può nemmeno andare a San Vittore finisce interrato a Roccasecca.

O meglio: finiva. Perché da oltre un anno gli spazi sono esauriti. Con largo anticipo sulle previsioni. Colpa di Roma e della assenza di una sua discarica. La provincia di Frosinone l’ha aiutata fin quando ha potuto.

Restano poi legittime, secondo la sentenza, anche le determinazioni della Regione Lazio–Direzione Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti del 2 dicembre 2020 e del 14 dicembre 2020. Sono i documenti con cui è stato concluso favorevolmente il procedimento di autorizzazione al V invaso.

Ma nulla cambia

Ricorso respinto, autorizzazioni valide ma tutto resta com’è. Dalla primavera dello scorso anno Mad ha deciso di dire basta. Lo ha deciso dopo l’inchiesta sulle autorizzazioni rilasciate per la nuova discarica di Roma ed i sospetti su Roccasecca.

La società ha preteso chiarezza sui livelli di inquinamento. Sostiene che il terreno di località Cerreto a Roccasecca sia ricco di metalli in maniera naturale; le analisi del Consiglio Nazionale delle Ricerche lo hanno confermato. Ma quando le autorità sanitarie vanno a fare i test intorno alla discarica trovano i livelli dei metalli nel terreno al disopra dei limiti consentiti. E scattano le denunce.

Mad sostiene che si debba stabilire allora qual è la soglia naturale dei metalli. E poi calcolare la differenza, apportata eventualmente dalla discarica. La Regione Lazio ha sempre risposto che questo non è possibile. Dopo l’ultimo no, Mad ha deciso di non andare avanti nonostante abbia in mano un progetto già approvato per il V invaso. Un No rimasto nonostante la diffida fatta dalla Regione che sollecitava l’avvio del lavori.

Che oltretutto, ora possono contare sulla validità delle autorizzazioni certificata anche dal Tar.

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