E Buschini disse a Raggi: «Il Lazio ha 378 Comuni. Solo Roma ha  problemi con i rifiuti»

La lunga polemica sul caos rifiuti a Roma. Iniziata al mattino con la lettera del ministro: "Roma è inadempiente". Il Campidoglio: "Fatto il nostro dovere". Ma in Regione non risulta.

A sera, Mauro Buschini, assessore regionale all’Ambiente del Lazio, sbotta.  Si attacca al telefono e detta una dichiarazione al suo responsabile della Comunicazione, Riccardo Strambi. In pochi minuti le agenzie la rilanciano:

Il Lazio ha 378 Comuni. Solo Roma ha  problemi con i rifiuti.

LA LETTERA DEL MINISTRO

È l’ennesima puntata di un botta e risposta infinito cominciato in mattinata. Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha spedito una lettera alla sindaca di Roma Virginia Raggi. In quelle pagine le ricorda che  il Comune di Roma non ha ancora individuato le zone nelle quali realizzare gli impianti per lo smaltimento dei rifiuti della Capitale. Non solo: non ha  avviato l’iter per autorizzare gli impianti di trattamento dei  rifiuti a Cesano e Casal Selce.

 

IL PD ALL’ATTACCO

La capogruppo del PD capitolino Michela Di Biase parte subito all’attacco della sindaca. Dice che quella lettera mette a nudo «tutte le falsità dette in  queste settimane dalla sindaca di Roma Raggi e dall’assessore  Montanari sull’emergenza rifiuti». Fino ad oggi la sindaca aveva sostenuto che non ci fosse alcuna emergenza. E che la responsabilità dei rifiuti accumulati nelle strade era da attribuire alla Regione.

 

GRILLO DA’ RAGIONE A ZINGARETTI

La lettera inviata dal ministero conferma invece la versione di Nicola Zingaretti e del suo assessore all’Ambiente Mauro Buschini.

Il direttore generale del ministero dell’Ambiente Mariano Grillo in quella nota spiega che la Regione Lazio non ha potuto adottare «scelte strategiche sulla realizzazione delle infrastrutture necessarie alla chiusura del ciclo dei rifiuti, perché ricorrerebbe anche la mancata  trasmissione da parte di codesta Città Metropolitana della  documentazione inerente l’individuazione delle zone idonee alla  localizzazione degli impianti di smaltimento, nonché delle zone non  idonee».

Insomma: è il Comune di Roma a non indicare alla Regione dove vanno fatti gli impianti e in questo modo blocca tutto il Lazio.

Grillo (Mariano, non Beppe) richiama la sindaca Raggi al rispetto delle le norme  che assegnano proprio ai Comuni le competenze per l’individuazione delle aree dove collocare qualsiasi tipo di  impianto. E gli ricorda la norma: articoli 196/197/198 del D.L. 152/06

 

CAMPIDOGLIO: COMUNICAZIONI? FATTE

Tra il Comune di Roma, la Regione Lazio ed il Ministero dell’Ambiente c’è uno che sta mentendo.

Pinuccia Montanari, assessore alla Sostenibilità  Ambientale di Roma Capitale infatti interviene nella polemica. E dice che già  dallo scorso luglio il Comune di Roma ha fatto il suo dovere. Lo ha fatto «nel tavolo tecnico di coordinamento tra Regione  Lazio e Roma Capitale, istituito presso il Ministero dell’Ambiente. In quella sede, il Dipartimento Tutela Ambientale ha presentato i documenti necessari, con le indicazioni delle tipologie d’impianto che Roma Capitale intende realizzare».

L’assessora specifica che sono stati acquisiti agli atti sia la tipologia di  impianti (due di compostaggio aerobico e uno di selezione  multimateriale) che «le aree dove prevediamo di realizzarli, Casal  Selce e Cesano-Osteria Nuova». E poi assicura che insieme all’impiantistica  sono stati presentati anche il piano strategico di Roma Capitale  (delibera n.47 del 30 marzo 2017) e il piano industriale di Ama  (approvato nell’Assemblea Ama di maggio 2017).

 

BUSCHINI: NON A NOI

Ma a questo punto è Mauro Buschini ad intervenire. Perché ai suoi uffici non risulta nemmeno una delle comunicazioni che Pinuccia Montanari sostiene di avere fatto.

«Ribadisco che in Regione  non è giunta nessuna richiesta di autorizzazione. L’assessore Montanari fa  riferimento ad una riunione dove ha solamente annunciato la volontà di lavorare sui tre progetti. Che, per quanto ci è dato sapere, non sono  stati ancora ultimati».

Poi la sciabolata: «Probabilmente la Montanari pensa che ripetendo  di continuo questa storia gli impianti si costruiscano da soli».

Alla quale segue il guanto di sfida, lanciato da Mauro Buschini. Dice: «Roma porti in Regione quanto prima le richieste per le autorizzazioni. Gli impianti di compostaggio e selezione multimateriale sono molto  importanti, ma ricordiamo che l’emergenza di Roma al momento è  incentrata sui rifiuti indifferenziati».

 

IL MINISTRO: ROMA INADEMPIENTE

In mezzo ad un polverone così alto, mette i classici puntini sulle ‘i’ il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti .

Rivela che il ministero dell’Ambiente da tempo chiede un piano serio per dotare Roma degli impianti necessari a risolvere  la gestione dei rifiuti.

E gli impianti citati dall’assessore Pinuccia? «I tre impianti di cui oggi il Comune parla – spiega il ministro Galletti – sono assolutamente insufficienti ad affrontare credibilmente il problema e  peraltro l’iter della loro realizzazione appare ancora in fase  embrionale e la localizzazione ancora in corso di concertazione con i  Municipi interessati. Ciò che il ministero dell’Ambiente da mesi in  ogni sede istituzionale chiede al sindaco, a tutela del decoro e  dell’immagine della Capitale, è di far fronte ai doveri che in questo  campo stanno in capo al primo cittadino. Solo questo. E questo finora  è mancato».

 

RAGGI: IL MINISTRO SI CONTRADDICE

A quel punto è la sindaca Virginia raggi a non starci. E dice che il ministro Galletti contraddice quanto  affermato dal suo stesso Ministero: «dapprima il Ministero  dell’Ambiente accusa Roma di non aver indicato i siti per la  realizzazione di impianti; poi nel pomeriggio il Ministro ammette  l’esistenza degli impianti ma li giudica insufficienti. Delle due  l’una: o gli impianti non sono stati indicati o, se sono giudicati  insufficienti, sono stati evidentemente indicati e comunicati al  Ministero».

 

LA CHIUSURA DI BUSCHINI

A concludere la girandola di reazioni innescata al mattino è Mauro Buschini. Lo fa quando ormai più di qualcuno ha iniziato ad indossare il pigiama: «Il Lazio ha 378 Comuni. Solo Roma ha  problemi con i rifiuti». Fine della storia. Per questa sera. Domani è un altro giorno. Con nuovi rifiuti.

 

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