Se noi siamo tutti i giorni dei piccoli Erode

Erode e Giovanni sono i due paradigmi del comportamento umano: il primo vuole mantenere il suo potere e per mantenerlo perde tutti i riferimenti della sua vita. Giovanni invece persevera, non cede, dice ad Erode che il suo comportamento è sbagliato . A noi capita tutti i giorni di dover scegliere tra i due

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

C’è bisogno di parola, 261

Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio (Luca 9,62)

La perseveranza non è una virtù facile: troppe volte abbiamo sperimentato il contrario. Ci siamo cioè prefissi un obiettivo: seguire una dieta, studiare per un esame, risolvere una questione con un amico e poi abbiamo mollato di fronte alle difficoltà.

Gesù invece indica la perseveranza come dote di costruzione dell’umano: dobbiamo perseverare nel bene, senza lasciarci scoraggiare da tutte le difficoltà che la vita ci pone davanti.

La perseveranza di Giovanni

Frame da Il battesimo di Gesù (Franco Zeffirelli)

Scrivo nel giorno in cui si festeggia San Giovanni Battista: eccolo il campione della perseveranza, che non scende a compromessi con la propria coscienza, con la propria morale, fino ad arrivare ad essere arrestato e poi ucciso per il tragico capriccio di un vecchio infatuato di una fanciulla.

Erode e Giovanni sono i due paradigmi del comportamento umano: il primo vuole mantenere il suo potere, le sue comodità, i suoi piaceri ed è disposto a pagarli  molto cari pur di averli (fosse anche la metà del mio regno dice alla figlia della sua compagna, la moglie del fratello…) La donna lo irretisce con le sue arti seduttive ed Erode perde completamente i punti di riferimento della sua vita: come è possibile uccidere un uomo innocente pur di non venire meno alla parola data?

Eppure egli preferisce far decapitare Giovanni pur di non fare brutta figura di fronte alla giovane Salomè e agli altri ospiti del banchetto in cui la ragazzina aveva ballato con i suoi veli sensuali. Deve rinunciare a tutti i suoi principi di giustizia per paura di perdere la faccia, deve uccidere un uomo pur di non farsi parlar dietro…

Se noi siamo dei Piccoli Erode

(Sinué con la testa del Battista – Caravaggio)

Pensate a quante volte accade nella nostra vita, quante volte siamo disposti a rinunciare ai nostri principi pur di ottenere un piccolo vantaggio, un privilegio e qualche volta soltanto per non perdere la faccia…

Dall’altra parte c’è Giovanni: famoso, con tanti discepoli, tanta gente ad ascoltarlo. Si leva delle soddisfazioni lì, lungo il Giordano: insulta apertamente l’ipocrisia del farisei, assegna regole di vita buona ad ogni categoria sociale. E’ ammirato da tutti ma si è fatto anche parecchi nemici a cui non va bene uno che dice la verità.

Chissà che tentazione nella sua testa: trasformare l’apprezzamento generale in potere, approfittare del momento favorevole per eliminare una volta per tutte i nemici di Israele.  E invece Giovanni non ci sta, anzi lui sa che la sua vita, come quella di ciascuno di noi, ha un obiettivo, uno scopo

A volte è difficile capirlo, vederlo, ma non perché non sia chiaro, quanto invece perché siamo travolti da una vita troppo spesso basata sull’apparire, una vita che ci distrae e che ci spinge a perdere di vista la giusta scala dei valori.

La scelta tra Erode e Giovanni

Giovanni invece persevera, non cede, dice ad Erode che il suo comportamento è sbagliato e la compagna del re lo fa arrestare ma il sovrano sa che Giovanni ha ragione… eppure lo uccide.

Ecco noi dobbiamo scegliere se comportarci come Erode, difendendo ogni nostro privilegio, ogni nostra comodità senza pensare ad altri che magari vorrebbero avere anch’essi un po’ del nostro benessere, oppure, come Giovanni, mantenere la coscienza limpida, nonostante minacce e sofferenze, nonostante la morte… 

(Leggi qui tutte le meditazioni di Pietro Alviti).

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