Si alza il sipario sul D’Annunzio: con il Pnrr si rifarà tutto il resto

La riapertura del teatro di Latina. L'assurda storia delle certificazioni mai rilasciate. L'evento per l'inaugurazione: da decidere. Ma c'è una scellta già presa: con il Pnrr si rimetterà in servizio tutto il Palacultura

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

«Ora è uno dei pochi teatri in Italia che ha l’agibilità e non è più necessaria l’assunzione di responsabilità del sindaco per aprirlo»: sette anni di lavori, 1,5 milioni di euro spesi e ora il D’Annunzio, principale sala teatrale del Comune di Latina ha l’agibilità. È pronto, e riapre.

Lo fa con le parole del sindaco Damiano Coletta. In conferenza stampa ha ricostruito le vicende che hanno portato prima alla chiusura (nel 2015) poi ai lavori di ristrutturazione e adeguamento normativo. Coletta era affiancato dalla dirigente ai Lavori pubblici Micol Ayuso e dal direttore dei lavori Silvano Varsalona, che hanno illustrato in dettaglio gli interventi.

La ri certificazione del D’Annunzio

Foto © Andrea Apruzzese

Perché meritano di essere raccontati, quegli interventi. Necessari per la certificazione antincendio che non c’era mai stata. E per ottenerla è stato necessario il totale rifacimento degli impianti, la sostituzione di quasi tutti i materiali, per installarne di resistenti al fuoco; la costruzione di pareti con porte tagliafuoco intorno al palcoscenico; la separazione dei percorsi tra aree destinate al pubblico e quelle destinate agli addetti ai lavori; l’illuminazione di emergenza.

Storie di passaggio tra la Prima e la Seconda Repubblica. Che raccontano un mondo nel quale le opere si facevano non tanto per rispondere alle esigenze della città. Ma per appaltare. Impiegando tempo. Lasciando lievitare i costi. E nel frattempo le norme cambiavano. Così si ripartiva e si procedeva con l’adeguamento. In un’eterno, infinito, cantiere. (Leggi qui: Top e Flop, i protagonisti del giorno: mercoledì 21 settembre 2022).

La costruzione del teatro, ultima grande opera pubblica realizzata nel capoluogo, era iniziata nel 1985 e terminata nel 1990. Ma il teatro di Latina «è nato con una mancata certificazione di collaudo degli impianti: non aveva mai avuto la certificazione di agibilità» ha ricordato li sindaco. «È stato un lavoro complesso, anche se parliamo di molte ere amministrative fa: sono cambiate normative, ci sono stati eventi che hanno determinato un diverso profilo legislativo, come i roghi della Fenice e del Petruzzelli».

Ai confini dell’assurdo

il Sindaco Coletta con il direttore dei lavori Silvano Varsalona

Appaltati per poco meno di 4 milardi delle vecchie lire i lavori sono arrivati a sfiorare i 10 miliardi. Ed una volta conclusi, nel verbale di consegna del cantiere si specifica che «I lavori di impiantistica termica, di condizionamento, di riscaldamento ed elettrica così come richiamato nelle illustrate relazioni, non sono tecnicamente collaudabili». Perché? «Non rispondono alla normativa vigente (…) tale difetto non è imputabile all’impresa in quanto l’attuale normativa è posteriore all’esecuzione delle opere».

Si è andati avanti mettendo le pezze. Non agli impianti. Ma di volta in volta c’è stato chi si doveva assumere la responsabilità di ogni rischio per ogni singola manifestazione. «Qui non c’era alcuna certificazione; anzi, c’era la certificazione di non poter essere certificato» ha ricordato Damiano Coletta. «I sindaci che si sono avvicendati alla guida della città hanno consentito di anno in anno lo svolgimento degli spettacoli assumendosi la responsabilità di aprirlo. E li ringraziamo per aver fatto questo perché hanno consentito alla cittadinanza di fruire di un luogo così importante.

«Ho dovuto chiuderlo, e avviare i lavori, e a prendermi anche l’impopolarità. Ma non potevo fare altrimenti e rifarei le cose alla stessa maniera. Si era arrivati a un punto di non ritorno. Così, di concerto con le altre istituzioni, in primis il Prefetto e il Comandante dei Vigili del Fuoco, ho fatto questa scelta. Impopolare forse, ma giusta, di chiudere e di far mettere tutto a norma una volta per tutte. Pensate che c’erano infiltrazioni nell’impianto elettrico: immaginate un incendio a teatro pieno…. Ho dovuto mettere sul piatto per prima cosa la sicurezza delle persone. È andata bene così, è stato un sacrificio enorme privare la città del teatro, ma non ci sono stati incidenti».

Guardando al futuro

Oggi il teatro comunale ‘D’Annunzio‘ è uno dei pochi teatri italiani che ha la piena agibilità, così come lo stadio comunale. Strutture che hanno tutto a norma e certificato e che non hanno più bisogno della firma del sindaco per ospitare eventi.

«Adesso godiamoci questo momento emozionante, anche se stiamo già lavorando per garantire a questa struttura un futuro che la consacri non solo come contenitore di spettacoli ma anche come luogo di formazione e produzione». Infine: «A breve vi daremo notizie sull’evento di inaugurazione, così come stiamo lavorando per garantire una stagione teatrale. Vogliamo cambiare marcia e visione, il teatro di Latina sarà il cuore pulsante della nostra città».

E si guarda anche oltre. Per ristrutturare l’intero Palacultura, dato che sono ancora chiusi il teatro ridotto “Cafaro”, i musei, la pinacoteca, la sala conferenze, i teatri di prova interrati. «Abbiamo partecipato a bandi Pnrr per 4 milioni di euro, per rifare tutto», ha concluso il primo cittadino.

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