Silenzio, entra la Corte: ecco i dati giudiziari di Frosinone e Cassino

«Sono state confermate le presenze delle organizzazioni mafiose storiche, accanto a nuove forme di criminalità organizzata che costituiscono l’aspetto di novità delle recenti investigazioni». A lanciare l’allarme è stato il procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, Giovanni Salvi. Lo ha fatto durante il suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno Giudiziario, nel distretto di cui fanno parte anche Frosinone, Cassino, Latina, Terracina.

L’allarme non è solo per le mafie nuove e vecchie. Ma anche per il numero dei femminicidi (sono quasi raddoppiati) e delle violenze sui minori (15 vittime hanno meno di sei anni, le bambine vittime di abusi sono ben 170). Si rasenta la vergogna quando il magistrato rivela i dati sulle prescrizioni: i casi nei quali lo Stato rinuncia a fare Giustizia perché è trascorso troppo tempo dai fatti. Dice: «Interi settori della legalità quotidiana sono sommersi dalla prescrizione».

 

Il quadro
Quasi tutti i Tribunali del Lazio incrementano il numero dei casi che vengono definiti. Le uniche eccezioni sono Frosinone e Tivoli. Nel capoluogo il calo è del 10% (da 13.924 casi definiti si è scesi a 12.537). Ma per il presidente della Corte d’Appello Luciano Panzani il tribunale di Frosinone presenta comunque «indici di ricambio superiori a 100», ha cioè in ogni caso definito un numero di procedimenti superiore a quelli introitati. L’indice di Frosinone è 103,6: se il numero di casi definiti è uguale a quelli entrati l’indice è cento, se ne vengono definiti più di quanti ne arrivano l’indice sale come in questo caso.

Nella sezione Indagini e Udienze Preliminari – cioè quella che fa da filtro alle inchieste concluse dalla procura, prima che vadano a processo, il numero di casi iscritti aumenta in maniera sensibile. A Cassino +33%, Frosinone +22%. In questa sezione però cresce in modo sensibile anche il numero dei casi definiti. Ad esempio a Cassino (+60%) e Frosinone (+23%), mentre in altri Tribunali il numero diminuisce in modo sensibile. E’ il caso di Velletri (-38%).

In termini di Pendenze, i tre uffici Gip/Gup di Latina, Roma e Velletri concentrano il 68% delle pendenze del Distretto di Corte d’Appello.

Il Tribunale di Roma da solo rappresenta il 27% dell’intero Distretto. Il grosso del carico di lavoro è concentrato su 3 Palazzi di Giustizia: Roma, Latina e Velletri concentrano il 59% delle pendenze del Distretto. Frosinone ha un carico significativo: è superiore ai 6.000 processi.

 

La situazione nel Tribunale di Frosinone
Le cifre illustrate dal presidente della Corte d’Appello dicono che nel Tribunale di Frosinone la situazione è migliorata. Rispetto all’anno giudiziario precedente va meglio sia nel dibattimento collegiale (i casi esaminati da un collegio di tre giudici), nel dibattimento monocratico (i casi sui quali decide un solo giudice), nella sezione Gip Gup.

C’è stato un calo delle pendenze: da un minimo del 4,3% (dibattimento monocratico), per passare al 7,7% (dibattimento collegiale), fino ad un massimo del 14% (Gip Gup). Il risultato è stato ottenuto nonostante che il numero di nuovi casi sia complessivamente aumentato del 9,6%.

L’obiettivo della riduzione delle pendenze è stato possibile soprattutto grazie ad un enorme lavoro del settore Monocratico. I giudici si questa sezione hanno prodotto ben 2.955 sentenze.

I tempi di definizione dei processi sono rimasti stabili. A Frosinone nel Collegiale il 25% dei processi viene definito entro l’anno, un numero simile viene definito entro il secondo anno; il restante 50% dei casi richiede più tempo. Nel settore Monocratico c’è una maggior sofferenza: entro l’anno viene definito il 31% dei casi (ma l’anno precedente era il 35%). Entro il secondo anno si definisce il 26,6% (erano il 25,1%).

C’è una scarsa tendenza a definire i casi chiedendo i processi con patteggiamento o rito abbreviato.

Un netto calo è stato determinato dalla Prescrizioni: in molti casi ha contribuito la recente depenalizzazione di molti reati, la conseguente riduzione dei tempi di prescrizione.

Anche i dati relativi all’Ufficio del Giudice di pace sono sostanzialmente positivi. C’è stata la riduzione del 36,8% delle pendenze del settore dibattimento. Invece per la sezione GIP risulta un aumento: +892,9%. Cosa è accaduto? Che le pendenze sono passate 14 a 139. Sono arrivati molti casi nuovi (le nuove iscrizioni sono passate da 333 a 715). E non si è riusciti a fronteggiare tutta quella mole di lavoro, nonostante il consistente aumento dei fascicoli definiti (aumentati a 590 rispetto ai 363 del periodo precedente).

 

La situazione nel Tribunale di Cassino
Dal giudice Monocratico le cose vanno bene: il rapporto tra i procedimenti definiti e quelli arrivati nel frattempo registra un incremento del +15% nelle definizioni.

La sezione Indagini e Udienze Preliminari ha fatto in maniera egregia da filtro: c’è stato un sensibile aumento, pari al 33%, delle nuove iscrizioni. Ma la sezione ha aumentato del 59% i casi definiti. E questo ha abbattuto il numero dei fascicoli finiti a processo. Significa che il filtro ha funzionato bene. Sono state ben 166 le sentenze di rito alternativo emesse dal giudice in sede di udienza preliminare. E solo 499 i decreti che hanno disposto l’apertura del processo ordinario, rispetto ai 631 del periodo precedente. Al dibattimento Collegiale si è registrata una notevole diminuzione delle iscrizioni (da 84 a 52), proprio grazie alla funzione di filtro verso il dibattimento svolta dall’Ufficio GUP.

Ci sono stati due casi di Corte d’Assise: i fatti più gravi, nei quali i 3 giudici vengono affiancati da una giuria popolare. Anche nell’anno giudiziario precedente, il numero dei casi da Assise era stato lo stesso.

Quest’anno la Corte d’Assise di Cassino ha definito due procedimenti arrivati sui giornali nazionali: l’omicidio di Gilberta Palleschi (la professoressa sequestrata, uccisa e brutalizzata a Sora) e quello l’omicidio dell’avvocato Mario Piccolino (assassinato a sangue freddo con alcuni colpi di pistola nel suo ufficio).

 

La situazione nel Tribunale di Latina
Nel Palazzo di Giustizia di Latina risultano pendenti poco meno di 12mila cause. In attesa di giudizio ci sono mcomplessivamente 11.845 cause. Ma 11.200 sono di competenza Monocratica. In questa sezione le nuove cause sono state 2.864 (+12,3% rispetto al periodo precedente). E risulta accresciuto il numero delle definizioni (da 2.137 a 2.873) pari a + 34,4%.

Ma c’è un dato drammatico: è quello delle prescrizioni. In 867 casi (su 2886 cause esaurite) lo Stato ha rinunciato a fare Giustizia perché è trascorso troppo tempo da quando i fatti sono avvenuti. Il fenomeno colpisce in particolare i processi con citazione diretta, cioè quelli che si prescrivono in tempi più brevi. Il Presidente evidenzia che il numero dei processi introdotti con questa modalità è notevole: 714 nel 2015. E poi 304 nel primo semestre del 2016. A questi si aggiungono le opposizioni a Decreto Penale (cioè: il giudice esamina le carte, ritiene che il caso sia lampante ed emette direttamente il decreto di condanna. Al quale però il cittadino può opporsi per chiedere di essere giudicato in modo ordinario). Sono stati 280 nel 2015; 180 nel primo semestre del 2016. E’ qui che c’è stato il maggior numero di prescrizioni.

Più di un caso su dieci tra quelli gravi (di competenza Collegiale) finisce prescritto: 13,3%. C’è un motivo. La sezione Dibattimentale è spesso impegnata nella in processi di molto delicati, con un grande numero di imputati. Sono casi di forte l’allarme sociale. Come le inchieste Caronte o Dont’Touch che hanno assorbito interamente il collegio, rallentando inevitabilmente la definizione di altri casi che gli erano stati assegnati.

Nella sezione Indagini ed Udienze preliminari di Latina, alla data del 30 giugno 2016 risultano pendenti quasi 19mila procedimenti. Alla stessa data del periodo precedente gli affari pendenti erano quasi 24mila La diminuzione delle pendenze è stata dunque del 19,9%.

La buona notizia è che arriverà un magistrato per il palazzo di Giustizia di Cassino. Il Ministro Andrea Orlando ha recepito sia la relazione della Procura della Repubblica  e sia quella dell’Ordine degli Avvocati. Ha assegnato un sostituto in più alla Procura di Cassino. Che adesso potrà contare su un procuratore capo e 8 sostituti procuratori della Repubblica.

Prima dell’accorpamento con Gaeta, il Tribunale di Cassino aveva in organico 19 magistrati giudicanti, un procuratore e 7 sostituti per le indagini. Adesso l’organico passa a 23 giudici e 9 magistrati della procura. Al momento sono in attività però solo in sedici.

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