I sindaci dicono sì alla convenzione per gli Ato del gas (ma non registrano nulla)

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Il piano procede spedito. I sindaci continuano le operazioni per creare gli Ato del gas: lo stesso schema che a suo tempo ha portato alla nascita dell’Ato per l’acqua spianando la strada ad Acea (leggi qui il precedente).

L’assemblea dei 56 sindaci dell’area Frosinone Est, riunita nel palazzo della Provincia, ha approvato la convenzione con cui si disciplineranno i rapporti con la società che vincerà la gara per distribuire il gas in tutta la provincia di Frosinone.

Il sospetto è che qualcuno (anche di più) abbia fatto l’accordo sotto banco.

Da dove nasce il sospetto. Un gruppo di sindaci ha detto – in sostanza – all’assemblea: “Fondamentalmente, nessuno di noi sa niente dell’argomento che è oggi all’ordine del giorno. Cosa ne capiamo noi di gas? Ognuno di noi è venuto qui con l’appunto che gli ha fatto il tecnico comunale. Il tecnico, a sua volta, ci ha detto molto di quello a sua volta gli ha riferito il tecnico della Provincia. Facciamo una cosa: rinviamo di 15 giorni e nel frattempo individuiamo un pool di consulenti, li paghiamo un po’ per ciascuno, così ci informiamo per bene e poi torniamo ben preparati per affrontare la questione. Non vorremmo ritrovarci come con Acea”.

A questo punto esce la sorpresa. È’ un documento firmato da una trentina di sindaci (è sempre più concreto l’asse Sora – Cassino – Scalia, o meglio Tersigni, Petrarcone, Scalia). In sostanza quel documento dice: “La convenzione per regolare i rapporti con la futura società del gas è questa e non si tocca”.

Il sindaco di Ceccano Roberto Caligiore prova a prendere la parola ma gli dicono che ha già parlato. Impossibile replicare. Si passa al voto. E a quel punto l’esperienza dell’ex coordinatore provinciale di Forza Italia ed ex vice coordinatore del PdL Sdriano Roma scende in campo. Quando viene chiamato per votare a nome del Comune di Arnara di cui è vicesindaco dice: “Faccio una dichiarazione di voto”. Provano a dirgli che non può parlare “Allora – replica Roma – scrivete nel verbale che non mi fate votare ed in base a quale norma, ma sappiate che impugno la seduta”.

Lo fanno parlare, indica una serie serie di motivi per i quali non bisognerebbe votare la convenzione ed elenca lo spettro di una nuova Acea. Poi si ferma e domanda: “Ma state registrando la seduta?” No, nessuno ha avviato l’impianto che registra tutte le sedute. “È come mai non state registrando?” Boh! “Allora detto una dichiarazione e la mettete a verbale: “Tutte le osservazioni che abbiamo inviato nelle settimane scorse non sono state portate la voto di questa assemblea, se ne deduce che siano state respinte. Chi si è assunto questa responsabilità? E perchè non è stata registrata questa seduta? Tra 5 anni, quando si cercheranno i colpevoli del disastro che nel frattempo si sarà determinato, non si troveranno le tracce”.

Si va ai voti. Tutti a favore. Tranne Arnara, Ceccano, Ripi e Pofi che hanno votato contro; Pontecorvo e Castelliri che si sono astenuti.

Ma quali erano i quesiti che volevano sollevare Roberto Caligiore ed Adriano Roma? Chi li ha esaminati ed ha deciso di non portarli all’assemblea? Un foglietto con degli appunti scritti a penna, abbandonato su una delle poltroncine azzurre, rivela una serie di domande.

Sono queste:
a) Non vengono ben definite le funzioni locali e quelle centralizzate: chi fa cosa?
b) L’ufficio che verrà costituito in Provincia non potrà essere gratuito come è scritto nella convenzione: sarà oneroso perchè lo prevede una norma è allora chi lo paga e in base a quale principio si divide la somma?
c) La nomina del Comitato di Monitoraggio è macchinosa e pare più la nomina di un ufficio politico che la nomina di un organismo tecnico
d) Il Comitato di Monitoraggio ha funzioni di vigilanza e controllo e la normativa prevede che abbia un costo, non viene messo in evidenza nella Convenzione.
e) Non è chiaro come vengano gestiti i rapporti tra i Comuni e la stazione appaltante
f) Il contenzioso come viene diviso tra i vari Comuni?

Il secondo foglio mancava.

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