Lo strano caso di un Governo dove gli alleati si… sputano in faccia

Conte, Di Maio, Renzi e Zingaretti non si sopportano l’uno con l’altro, tranne piccole eccezioni. La situazione ora sta precipitando, anche nei sondaggi. Mentre Matteo Salvini può “sfondare” in Umbria. Ecco perché le elezioni anticipate potrebbero far comodo a molti.

Quando si parla male degli altri si hanno poche idee”: il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti ha risposto così a Maria Elena Boschi, che, da capogruppo di Italia Viva alla Camera, ha scoperto che il Pd (partito con il quale ha fatto il ministro e il sottosegretario a Palazzo Chigi) è il Partito delle tasse.

Una ulteriore dimostrazione della impossibilità che questo Governo possa avere vita lunga.

Il presidente Giuseppe Conte con i governatori delle Regioni del Centro Italia

Lo stesso Zingaretti in cuor suo preferiva le elezioni anticipate e contina a preferirle adesso, con l’attuale sistema elettorale. In modo da mettere Matteo Renzi all’angolo.

Il leader di Italia Viva, dal canto suo, sta accelerando per anticipare l’esodo dal Pd di alcuni dei suoi fedelissimi. Contemporaneamente si sta muovendo molto anche sui territori.

Il Movimento Cinque Stelle di Luigi Di Maio non sembra avere alternativa in uno scenario del genere: provare a contenere l’emorragia di voti rispetto al 4 marzo 2018.

Siamo in presenza di un’alleanza formata da partiti che non si sopportano e da leader che si odiano politicamente. Matteo Renzi non sopporta, nell’ordine, Luigi Di Maio, Nicola Zingaretti e Giuseppe Conte.
Giuseppe Conte ha l’orticaria tutte le volte che vede, perfino da lontano, Matteo Renzi e Luigi Di Maio.

Luigi Di Maio non riesce a frenare reazioni allergiche alla vista di Matteo Renzi e di Giuseppe Conte. Sintomi meno forti ma comunque presenti anche con Zingaretti.

Il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte

Nicola Zingaretti va d’accordo con Conte (potrebbe candidarlo premier nel caso di elezioni anticipate), ma non nomina mai né Matteo RenziLuigi Di Maio.

Nella storia della Repubblica ci sono stati tanti governi formati da Partiti alternativi e da leader che non si amavano, ma mai una situazione del genere. L’unico collante è “contro”. Per evitare cioè che vinca Matteo Salvini. Ma se domenica il centrodestra vince in Umbria, non sarà facile per i protagonisti di questa alleanza di governo fare finta di nulla. Possono resistere nel Palazzo, ma dovranno mettere in conto un logoramento micidiale. Vale la pena?

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