Top e Flop, i protagonisti del giorno: mercoledì 4 maggio 2022

I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo mercoledì 4 maggio 2022

I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo mercoledì 4 maggio 2022

MARIO DRAGHI

Mario Draghi (Foto via Imagoeconomica)

Una misura sbagliata: pensata male ed applicata peggio. A Strasburgo, nel corso della Plenaria del parlamento Europeo, Mario Draghi intona il de profundis per il bonus 110% sulle ristrutturazioni.

È vero che si tratta della misura con cui è stata rimessa in moto l’edilizia. Ma è altrettanto vero che nel giro di poco tempo s’è trasformata in un cancro capace di intossicare l’intero sistema. Perché? Con un bonus capace di rifare gratis la casa si sono precipitati tutti a ristrutturare: in questo modo non ci sono stati abbastanza ponteggi, ferro, cemento. E così i prezzi dei materiali sono esplosi. Inoltre, siccome paga lo Stato, nessuno contratta sul prezzo. Per non dire di chi ne ha approfittato, imbrogliando. Al punto da spingere il ministro dell’Economia a dire che intorno ai bonus edilizi è stata organizzata “una tra le più grandi truffe che la Repubblica abbia mai visto“. 

Dicendo “Non siamo d’accordo”, Mario Draghi ha stroncato il Superbonus ed allo stesso tempo ha mandato un chiaro segnale politico al Movimento 5 Stelle che è stato tra i papà del provvedimento. Il premier ha definito una diversa rotta per il Paese: non più basata sull’assistenzialismo ma sugli investimenti, non più basata di annunci fatti dal balcone assicurando che la provertà è stata sconfitta ma di percorsi concreti. Non era facile, non era scontato. Impensabile fino a poco tempo fa.

Supermario

PAPA FRANCESCO

Papa Francesco

Forse l’abbaiare della Nato alle porte della Russia ha indotto il capo del Cremlino a reagire male e a scatenare il conflitto. Un’ira che non so dire se sia stata provocata, ma facilitata si“: ecco, se a fare un’analisi del genere fosse stato un politico qualunque l’accusa di putinismo sarebbe calata come mannaia. Tuttavia il fatto che a pronunciare queste parole sia stato Papa Bergoglio sul Corsera rende le cose un po’ più complesse.

Le rende più complesse per due fattori evidenti ma che non devono vedere la loro ovvietà ridotta a movente pleonastico: la statura etica di chi le ha pronunciate e la assoluta impossibilità di attribuire al Pontefice minuetti geopolitici.

È un fatto che l’occidente Atlantico abbia tallonato la Russia per anni e ne abbia scatenato le peggiori skill difensive sulla scorta della necessità di avere intorno ai suoi confini o stati cuscinetto o stati ‘neutri’, ma non nazioni sotto egida della Stella Atlantica. E se perfino un Papa riesce a ricondurre le ragioni di un orrore non solo ai suoi aberranti effetti ma anche alle sue inconfessate concause allora vuol dire che la Nato non è affatto immune da colpe oblique ma marcatissime nella macelleria ucraina.

Attenzione, come ha detto Francesco forse lo è non perché abbia determinato quell’orrore, ma perché di certo ha galvanizzato la sua metamorfosi da potenziale a immanente. E ad esser sinceri dare del tutto torto al Papa pare molto difficile, a contare che oggi la parte più nevrile della Nato pare più propensa allo sfoggio di muscoli che all’esercizio della diplomazia.

Pescatore di verità.

ELEONORA MATTIA

Eleonora Mattia e la pubblicità delle cravatte Van Heusen degli Anni 50

Da oggi nella Regione Lazio parte la legge sulla Parità Salariale: uomini e donne dovranno essere retribuiti alla stessa maniera se fanno lo stesso lavoro. Dovrebbe essere la normalità. Fino ad oggi non lo era. Nei mesi scorsi l’Aula della Regione aveva messo a punto una Legge su iniziativa del consigliere Eleonora Mattia ed ora la Giunta ha varato il regolamento che la rende concreta ed applicabile.

Nel Lazio viene promossa  la parità retributiva tra i sessi, il sostegno all’occupazione ed all’imprenditoria femminile di qualità, la valorizzazione delle competenze delle donne. Nel testo ci sono le disposizioni relative al registro regionale per le aziende virtuose che attuano la parità salariale e le relative premialità.

È un altro traguardo di civiltà raggiunto da una Regione Lazio che in questa consiliatura ha avuto la sensibilità per approvare la norma sulla Tampon Tax, sul Revenge Porn e su altre forme di discriminazione trascinatesi fino ad oggi anche per colpa di una politica limitata alla visione maschile. E che le donne in Consiglio regionale del Lazio, in maggioranza ed opposizione, molte volte hanno saputo ampliare.

Quote rosa? Cervelli rosa!

FLOP

SGARBI E MUGHINI

Vittorio Sgarbi © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Urla, insulti, spintoni: durante la registrazione della puntata del maurizio Costanzo Show che andrà in onda il 4 maggio Giampiero Mughini e Vittorio Sgarbi si sono presi prima a parolacce e poi a spintoni. Il tutto davanti al pubblico presente in sala ed alle telecamere che rilanceranno quelle scene in migliaia di case in tutta l’Italia. Eccellente per lo spettacolo e l’audience, indecente per l’esempio che trasmette.

Quando si ha un ruolo pubblico, per dirla in altre parole se si diventa famosi, non è più possibile fare tutto ciò che ci passa per la testa. Perché la gente ci guarda. E prende esempio. Se lo fa lui, allora posso farlo pure io: dicono niente a lui nessuno deve permettersi di dirlo a me. Peggio ancora: scatta l’emulazione.

E così quello che ora è spettacolo da domani diventa la regola. Non si cerca più di ascoltare e comprendere le ragioni dell’altro, ribattere in maniera intelligente; la regola diventa la rissa e l’insulto. Uno spettacolo triste, un pessimo modello: indegno di due persone della cultura e della levatura di Sgarbi e Mughini.

Pessimi testimoni.

MATTEO SALVINI

Matteo Salvini (Foto: Alessia Mastropietro © Imagoeconomica)

No all’invio di altre armi a Kiev” e poi “Con Trump alla Casa Bianca, Putin non avrebbe invaso l’Ucraina”: verbo di Matteo Salvini che in tv apre un nuovo caso e crea nuovi imbarazzi nell’ala di Governo del suo Partito. Schiavo dei sondaggi e della pancia degli elettori, non si ricorda che lui ed il suo Partito fanno parte di un Governo che è in prima linea nel confronto tra l’Occidente e la Russia.

Salvini rimane intrappolato in una logica a metà tra la lotta ed il governo. Proprio per questo – stando alle indiscrezioni – prosegue nel tentativo di una propria azione diplomatica: non mancano i contatti con l’ambiasciata russa, cui il segretario leghista avrebbe “offerto la disponibilità” a un viaggio in Russia per facilitare la via del cessate il fuoco.

Un’iniziativa dalla quale ha preso le distanze il capodelegazione della Lega Giancarlo Giorgetti. Assicura che non gli risulta alcuna missione in Russia segnata nell’agenda si Salvini. E se anche fosse “Andrebbe coordinata con il governo che la Lega sostiene“. 

Prigioniero nel limbo tra lotta e governo.

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