Top e Flop, i protagonisti di giovedì 7 settembre 2023

I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende nella giornata di giovedì 7 settembre 2023

Top & Flop. I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende nella giornata di giovedì 7 settembre 2023

TOP

MAURIZIO LEO

Il viceministro Maurizio Leo (Foto: Sara Minelli © Imagoeconomica)

Maurizio Leo è viceministro dell’Economia ed ha voluto sgombrare il capo da un equivoco grosso su cui si erano appuntate le attenzioni pubblicistiche di Matteo Renzi. Una cosa che a ben vedere gli dovrebbe valere una medaglia. Premessa: più di ogni altra cosa, quale è la misura che mette al lato della bocca degli italiani la schiuma dell’idrofobia?

Il prelievo dei loro soldi, prelievo forzoso. E proprio di questo si era parlato per tutta l’estate. Tanto parlato che alla Fine Leo è stato costretto a fare chiarezza: no, non è in arrivo alcun prelievo forzoso sul conto corrente dei contribuenti. Spieghiamola: l’Esecutivo stava lavorando non su un prelievo forzoso in trucida purezza, ma sulla “accelerazione di un procedimento che risulta essere previsto direttamente dalle norme del Codice Civile”.

Sì, ma che significa in un Paese dove il termine “prelievo forzoso” equivale a crimine contro l’umanità? Maurizio Leo ha spiegato che “nel momento in cui un contribuente è un evasore quando non è stata pagata l’imposta e il giudice lo ha accertato, oppure quando il contribuente non ha fatto ricorso, in questo caso l’Agenzia delle Entrate/Riscossione chiede attraverso procedure informatiche alla banca di fare il fare il pignoramento presso terzi. Cosa che già esiste”.

Poi la spiegazione che è anche un distinguo: “Ora il procedimento viene accelerato. Perché attraverso le procedure informatiche si può sapere subito se il contribuente ha i soldi. Lo scopo quindi era “solo” permettere all’Agenzia delle Entrate di conoscere in anticipo il saldo del conto corrente in modo da evitare l’avvio di procedure di pignoramento.

Procedure che si rilevassero successivamente infruttuose. E questo “mantenendo salve, comunque vada, tutte le tutele previste dalla normativa a favore del debitore”.

Medaglia Mauriziana.

RICCARDO MASTRANGELI

Riccardo Mastrangeli

Se anche dovesse passare sotto la lente dell’Inquisizione un peccato non glielo troveranno mai: la banalità. Il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli nelle ore scorse è sceso in piazza ed ha affrontato a viso aperto il malcontento dei cittadini che abitano nel quartiere Scalo. Decisione coraggiosa, non dovuta, per nulla scontata. Nella quale è rimasto ciò che è senza indossare maschere. Un passo alla volta per comprendere.

Quella di Riccardo Mastrangeli è stata un decisione coraggiosa perché affrontare la piazza rappresenta sempre un rischio per qualunque politico. Perché è sufficiente che si infiltrino due persone che comincino a fischiare ed insultare per imprimere una piega ingovernabile, a prescindere dalla faziosità del gesto; ne resterebbero due concetti: sindaco fischiato, finisce ad insulti l’incontro. Primo dato: Mastrangeli ha accettato di affrontare questo rischio.

Una scelta che non era dovuta. Perché il sindaco è stato eletto e da quel momento si confronta con l’Aula. Non ha altri doveri di confronto: proprio per i motivi di cui sopra e per un’altra ragione. E cioè che dal momento dell’elezione deve governare mentre per rendere conto ci sarà tempo dalla successiva campagna elettorale in poi. Il secondo dato: ha accettato il confronto.

La mossa dell’altra sera infine è stata per nulla scontata, come leggeremo poi nel resoconto. Ma una anticipazione non può essere trattenuta. Ed è la risposta data alla gente che si lamentava per l’ondata di furti, gli assalti ai negozi, lo spaccio davanti alla stazione, le prostitute, ronde ed i commercianti costretti a dormire dentro ai negozi per paura di ritrovarli svaligiati al mattino. Il sindaco ha informato della riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in cui è stato deciso un aumento dei controlli. E se ne stanno già vedendo i primi riscontri. Ma…

La vera risposta che restituisce il reale profilo di Riccardo Mastrangeli è questa: «La nuova piazza della stazione verrà aperta in maniera modulare, ma si deve vivere per evitare la presenza di persone indesiderate. Vorrei una piazza rinascimentale, questa è l’unica piazza che si presta ad eventi e potrà accogliere sino a 10mila persone». È la risposta che – dice la tradizione – papa Sisto V diede a San Filippo Neri: apro piazze e ci metto fontane così vi porto l’acqua e smettete di andare all’abbeverata come le bestie; la sera c’è il fresco, la gente si riunisce intorno, c’è vita c’è gente c’è la luce sempre accesa e così finiscono gli ammazzamenti al buio e senza testimoni.

Chissà perché la risposta non ci stupisce.

Direttamente dal Rinascimento.

FLOP

MATTEO BASSETTI

Matteo Bassetti (Foto: Imagoeconomica)

Assieme ad un ricco pattuglione di colleghi, di ambito e settore specifico, ha rappresentato una delle icone mainstream (e non solo) della battaglia contro il Covid. Matteo Bassetti si era sempre distinto per un ruolo basculante, quello di scienziato e medico capacissimo di dire cose sensate.

Poi, spesso in sincrono, quello di personaggio affatto immune dalle lusinghe pubblicistiche e mediatiche che dalla lotta al Covid erano discese. In entrambi i ruoli Bassetti aveva dato ottima priva di sé ma con il secondo qualche volta era andato in iperbole. L’ultima occasione è stata offerta dalla nuova ed imminente campagna vaccinale contro il coronavirus.

La stessa partirà in autunno, sarà annuale e raccomandata agli over 60 e ai fragili. E in ordine al vaccino l’ipotesi più probabile è che lo stesso, per questa categorie, sarà “offerto dal Servizio sanitario nazionale (Ssn)”. E agli altri? Su questo tema non c’è un parere univoco e Bassetti sta dalla parte di coloro che hanno dato un parere discutibile. Il direttore Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova vorrebbe che il vaccino fosse a pagamento.

“Credo che la vaccinazione anti-Covid debba essere offerta ma attenzione sulla gratuità. In questi anni abbiamo visto che la scelta della gratuità ci ha fatto buttare via milioni di dosi perché molti italiani non hanno capito l’importanza di questi vaccini”. Poi Bassetti spiega: “E’ ora che aprano gli occhi sul fatto che lo Stato spende tanto sui vaccini, un investimento importante. Giusto quindi che il Ssn offra gratis il vaccino anti-Covid alle categorie a rischio, ma gli altri lo paghino.

In un Paese dove la vaccinazione sembra essere una cosa ottima che però trova sempre dei moventi per retrocedere a buona o addirittura a sufficiente il ragionamento di Bassetti è pericoloso. Lo Stato paghi perché deve e i cittadini si vaccinino perché devono. E ognuno avrà fatto la cosa giusta.

Profili Bassetti.

GIORGIA MELONI

Giorgia Meloni

Va bene che ha molto da fare e pochi che le diano una mano, in più a giustificare il problema c’è il fatto che molti di quelli che le stanno intorno invece di toglierle i problemi gliene aggiungono: pensate a Matteo Salvini ogni volta che apre la bocca. Ma non basta a giustificare l’enorme corbelleria detta in queste ore da Giorgia Meloni.

Il governo mette nero su bianco la linea dura e prepara la stretta contro i ragazzini terribili. Nel nuovo Daspo urbano per i minori violenti viene previsto il sequestro dei cellulari ed il divieto di accesso ai social network; condanne fino a due anni di carcere per i genitori che non mandano i figli minori alla scuola dell’obbligo.

Ora, premessa tutta l’ammirazione per la buona volontà: a nessuno della corte adulante è venuto in mente di dire alla Premier che questa è una corbelleria paragonabile solo al tentativo di proibire il Whisky negli Usa, per il quale venne vietata nell’ambito del ‘nobile esperimento‘ la fabbricazione, vendita, importazione e trasporto di alcool. Gli anni tra il 1920 ed il 1933 furono di immensa ipocrisia ed inutile battaglia, con spreco infinito di risorse e centinaia di morti ammazzati.

Togliergli il telefono? E chi controlla, come verifica, in quale modo è anche solo lontanamente immaginabile farlo. Si pensa di punire i genitori se i figli impugnano uno smartphone nonostante il divieto? Impossibile tecnicamente: il reato è personale. Il problema è che si tratta di una visione punitiva del mondo, molto conservatrice, ancorata d un mondo ottocentesco che non esiste più.

Un professore italiano, alcuni anni fa, realizzò una ricerca che negli Usa apprezzarono molto (in Italia manco lo tennero in considerazione) ma non applicarono. In Islanda avevano un problema: baby gang, ammazzamenti under diciotto, alcolismo e droga. La ricerca del prof ha cambiato la prospettiva: niente punizione. Parte da un presupposto: ti sei drogato perché non ti abbiamo dato niente su cui sognare, dicci quali sono i tuoi sogni.

Così, finite le ore di scuola, gli istituti si trasformavano ed al loro interno c’erano corsi di pittura, informatica, tiro con l’arco, arpa e solfeggio, deltaplano… tutto quello che ai ragazzi sarebbe piaciuto fare ma non avevano fatto perché era un impegno per loro e per le famiglie. Invece così lo potevano realizzare continuando a stare insieme. Ed evitando di stare in giro a bere.

Uno sguardo sul mondo reale, please.

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