Top & Flop * Giovedì 6 giugno 2019

Top & Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP

Alessio D’Amato

Ha scoperto che il re è nudo. E lo ha pure detto. Alessio D’Amato, assessore alla Sanità del Lazio, a margine della commissione Salute della conferenza delle Regioni, ha chiesto al Governo di specificare i contenuti della bozza del nuovo Patto della Salute inviato dal Ministero. Dicendo chiaramente  che a suo giudizio nel testo “non c’è certezza del livello di finanziamento, anzi contrariamente a quanto richiesto dalle Regioni, si subordina il finanziamento del prossimo anno alla variazione del quadro macroeconomico”.

ALESSIO D’AMATO © Imagoeconomica, Carofei

In altre parole, dal momento che la crescita è ferma, non c’è tanto da fare finta di nulla. Ha detto D’Amato: “Si sta preparando il taglio di 2 miliardi al fondo sanitario nazionale. Le Regioni nel documento di avvio del Patto hanno sempre sostenuto l’esigenza di avere un quadro certo di finanziamenti senza condizionamenti. Il testo proposto dal Ministero apre la strada al taglio del Fondo sanitario nazionale. Perciò è necessario che il Governo chiarisca”.

Il silenzio e la mancanza di rassicurazioni da parte del Governo ha fatto capire a tutti che Alessio D’Amato ha fatto… tana. Soprattutto perché il Governo non ha idea di come fare la prossima manovra economica, nella quale i tagli potrebbero essere terrificanti.

Massiccio e incazzato.

Francesco Zicchieri

Il coordinatore regionale della Lega ha fatto segnare un punto pesantissimo nel varo del direttivo laziale del Carroccio. In un colpo solo è riuscito a tenere insieme l’asse di ferro con Claudio Durigon, a far capire a Fratelli d’Italia ed a Giorgia Meloni che le carte le dà il Carroccio anche nel Lazio.

Francesco Zicchieri

Allo stesso tempo è riuscito a lanciare di fatto la lunga volata per conquistare il Comune di Roma e la Regione Lazio, ad esaltare ulteriormente il ruolo di Umberto Fusco (vicecoordinatore, trionfatore nella Tuscia e referente delle province), ma anche a valorizzare contemporaneamente i ruoli del sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, del consigliere comunale del capoluogo Carlo Gagliardi e di Maria Veronica Rossi, autentica sorpresa alle europee con oltre 23.000 voti.

Facendo capire urbi et orbi, anche nella Lega, che nel Lazio non sarà affatto facile sbarazzarsi di lui. Nonostante ogni tanto si paventino commissariamenti o altre giochi di Palazzo. Ha voluto usare il pugno di ferro con il guanto di velluto.

La voce del padrone.

FLOP

Claudio Fazzone – Bruno Astorre

Uniti in un insolito destino in uno strano ballottaggio al Comune di Cassino. Il primo è senatore e coordinatore regionale di Forza Italia. Il secondo senatore e segretario regionale del Partito Democratico.

Foto: M. Sperduti

Cassino non è esattamente l’ultimo dei Comuni. Equivale ad un capoluogo di Provincia, ha un peso economico e strategico non indifferente considerando lo stabilimento Fca di Piedimonte San Germano. Mentre sul piano storico e simbolico l’Abbazia di Montecassino parla da sola. Eppure né Fazzone né Astorre si sono visti nel ballottaggio. Probabilmente per il timore di intestarsi una sconfitta. Ma è proprio quando il gioco si fa duro che i duri cominciano a giocare.

Capitani poco coraggiosi.

Ilaria Fontana

È la deputata eletta nel collegio della Camera Sud della provincia di Frosinone, quello che comprende Cassino e il cassinate. E siccome il ruolo fa l’abito, nell’intera vicenda riguardante Fca non è possibile tenerla fuori dalle considerazioni politiche.

Fca ha ritirato la proposta di fusione con Renault, dicendo che la proposta era diventata irragionevole e che non c’erano le condizioni politiche. Nessuno può dire che si tratta di una vicenda che riguarda soltanto l’ambito industriale privato di due colossi. Basta vedere quello che ha fatto Macron in questi giorni.

Ilaria Fontana

In Italia il Movimento Cinque Stelle è sotto choc dopo i disastrosi risultati elettorali delle europee. Il vicepremier e ministro del lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio, ridotto ai minimi termini sul piano dell’interlocuzione con il leader della Lega Matteo Salvini, è impegnato 25 ore su 24 a cercare di giustificare il fatto che i Cinque Stelle non possono che rimanere al Governo. In realtà il punto è semplice: elezioni anticipate in autunno decreterebbero la scomparsa dei grillini.

In questo quadro si inserisce il ruolo dei parlamentari locali, che faticano a intervenire su tutto. Era già successo in occasione dell’approvazione dell’ecotassa. Ma il punto è il futuro dello stabilimento Fca di Cassino coincide con il futuro dell’economia di quel territorio. Non intervenire è assurdo sul piano politico.

Il silenzio (in questo caso) non è d’oro.

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