Tutti contro Armando. E Sara potrebbe guidarli

A Sperlonga si va verso la quarta candidatura di Armando Cusani. Tutti gli avversari puntano ad allearsi per batterlo. Sara Kelany potrebbe essere l'avversario.

È difficile disimpegnarsi in una comunità in cui vivi e ti viene chiesto di rifare il sindaco. Si diventa vigliacchi, fuggiaschi e vili a dire non mi ricandido. Francamente se dovessi decidere dal punto di vista personale ho già pronta la mia risposta: ho già dato tanto ma, se me lo chiedono, non fuggo dalle responsabilità”. Stanno facendo discutere le dichiarazioni del sindaco di Sperlonga Armando Cusani: vuole tentare di succedere a se stesso alle prossime elezioni Comunali.

In città si è insediato un tavolo: ne fanno parte un po’ tutti. Puntano a porre fine alla sua esperienza amministrativa. Ci sono il centrodestra ufficiale (Lega – Fratelli d’Italia e Forza Italia), alcuni movimenti civici e la minoranza di centrosinistra di Sperlonga Cambia. A fatica, stanno cercando una sintesi per arrivare ad una lista unica da schierare contro il sindaco Cusani.

Il difficile mandato di Armando

Armando Cusani

L’ultimo non è stato un mandato facile per Cusani, uno degli ultimi “uomini forti” della politica pontina. Sindaco due volte “nella mia prima vita”, è stato anche Presidente della Provincia per due mandati: in parallelo a Francesco Scalia nella vicina provincia di Frosinone. Poi è arrivata la riforma Delrio che Cusani definisce “scellerata oltre che uno scempio consumato ai danni della Costituzione Repubblicana”.

Nel 2016 Cusani ha deciso di tornare al suo primo amore, il comune di Sperlonga. Ma il polemico divorzio politico con la sua Forza Italia e con il coordinatore regionale e senatore Claudio Fazzone è stato devastante. E quasi simultaneo a due pesantissime inchieste penali della Procura di Latina. Cusani ha deciso di restare al suo posto, nonostante nove mesi trascorsi lontano da Sperlonga su disposizione della magistratura.

Ora deve gestire una solitudine partitica per nulla facile.  È solo un ricordo Forza Italia: l’avrebbe rappresentata nella penultima legislatura al Parlamento Europeo solo se Alessandra Mussolini avesse rassegnato le dimissioni. Cusani ha abbracciato la causa elettorale di “Energie per l’Italia” il movimento fondato da Stefano Parisi alle Regionali del 2018. L’anno successivo ha sostenuto a macchia di leopardo nei vari Comuni la candidatura provinciale del sindaco di Cisterna Mauro Carturan quale indipendente nella lista di Fratelli d’Italia.

Ora è un battitore libero e per definere o meno le sue scelte ha trovato altri strumenti.

La dottrina di Armando Cusani

Li ha individuati affermando di “non credere nelle autocandidature dopo un mandato svolto. Questo può valere quando ti proponi la prima volta e riesci a trovare un gruppo di persone che credono nelle tue idee, nei tuoi programmi e ti sostengono”. L’ex presidente della Provincia è uno degli amministratori più longevi in circolazione. Ricorda che “da quando è in vigore la legge per l’elezione diretta dei sindaci dal 1993 in poi i sindaci al termine del primo mandato di ricandidano o vanno ricandidati”. E Cusani davanti a questa scelta ha maturato una considerazione, “capire cosa sente la mia comunità”.

Ha iniziato da tempo a sintonizzarsi. “Dal mese di novembre ho attivato le mie antenne – spiega – Francamente se dovessi decidere sul piano personale rispondo che ho già dato tantissimo ma davanti a precise istanze non fuggo.

Il colpo d’acceleratore

Le dichiarazioni del sindaco hanno avuto il merito di accelerare il processo di scelta dell’anti Cusani. Di questo onere si sono accollati tre dirigenti politici Antonio D’Arcangelo (Lega), il consigliere comunale Joseph Maric (di Forza Italia) e la responsabile Enti locali del coordinamento regionale di Fratelli d’Italia Sara Kelany.

Stretta collaboratrice del portavoce provinciale FdI e senatore Nicola Calandrini, l’avvocato Kelany, da poco tempo è consulente giuridico di Fdi a Palazzo Madama. Conosce come le sue tasche Armando Cusani avendovi collaborato come delegata nel secondo mandato elettorale. “Un sindaco che si autocandida perché glielo chiede la sua comunità? – esordisce Sara Kelany facendo ricorso all’ironia – Bah, di solito questo orientamento viene espresso con un voto democratico nelle urne quando si apriranno. A Sperlonga le prossime, tuttavia, non saranno le solite elezioni amministrative per decidere se confermare o meno un sindaco”. 

Cosa saranno allora? “Bisogna decidere se superare definitivamente un sistema di potere. Si tratta di un obiettivo di non facile portata ma non impossibile. Io mi sento addosso la responsabilità di dar vita ad un’alternativa che ha bisogno di due elementi: la più ampia disponibilità di tutti e soprattutto il buon senso”.

Uniti si può competere

Joseph Maric

Per battere Cusani c’è bisogno di un candidato sindaco unico. Per questo Sperlonga rischia di diventare il primo Comune della provincia di Latina nel quale il centrodestra si presenterà unito alle urne. E non solo. il trio D’Arcangelo – Maric – Kelany ha ritenuto necessario allargare il perimetro del centrodestra ufficiale ai movimenti civici (tra questi “Partecipazione attiva” dell’ex capogruppo delle minoranze Nicola Reale). E soprattutto all’attuale opposizione di centro sinistra, quella di “Sperlonga cambia”.

Del suo leader Marco Toscano però non sono piaciute alcune sue fughe in avanti, come il voler riproporre la sua candidatura a sindaco già bocciata alle amministrative del 2016.

Il tono della voce dell’avvocato Kelany si fa serio quando ripropone il carattere del prossimo voto amministrativo: “Questo progetto è epocale e deve diventare il catalizzatore del maggior numero di persone  che rappresentino con le proprie sensibilità politiche e culturali un’altra Sperlonga  che so esserci fuori il palazzo municipale. Il processo è impegnativo e complicato ma dobbiamo riuscirci tutti. Anche nella scelta del candidato sindaco migliore che dovrà avvenire con un atto di estrema serenità”. 

La sfidante al Cusani quater potrebbe essere proprio la consulente giuridica di Fdi al Senato? “Non è una questione di nomi – conclude molto francescanamente Sara KelanyBisogna farsi trovare pronti anche a fare un passo di lato se proprio necessario. Io non avrei problemi a compierlo se l’interesse sarà….Sperlonga”.

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