Ultima fermata. Scompare anche il cinema all’aperto

CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI

Dopo tanti anni a Frosinone rischia di essere cancellata una delle poche manifestazioni degne di nota. Il “Cinema all’aperto” non si farà. La novità è venuta fuori durante la seduta del consiglio comunale, nel corso del question time. Il consigliere Francesco Raffa (Lista Marini) ha chiesto delucidazioni e il sindaco Nicola Ottaviani ha risposto: «È vero, non ci sono state manifestazioni di interesse». E dunque niente grande schermo sotto le stelle, come ormai ci eravamo abituati nei mesi di luglio e di agosto alla Villa Comunale.

Fra le altre cose l’importo presuntivo della concessione è diminuito drasticamente: dai 45.000 euro dell’anno scorso ai 27.750 di quest’anno.

“Nessuna manifestazione di interesse”: la locuzione dà il senso dell’avvilimento, della deriva, della drammaticità di una situazione da… cinema muto. Cosa dovrebbe restare nel capoluogo di provincia? Tagli su tagli e tasse su tasse. Determinati dalla crisi certamente, ma tutto questo dove potrà condurci? Perché non c’è mai uno scatto? Perché nessuno si rende conto, come scriveva Tolstoj, che “se le avanguardie non avanzano, le salmerie saranno condannate a rimanere indietro”?

Il cinema è arte pura, è vita e fa parte sia della nostra storia che della memoria della città. Una manifestazione importante quella del “Cinema all’aperto”, anche e soprattutto perché dava la possibilità di “offrire il grande schermo” ad una fascia ampia di popolazione. Con prezzi accessibili, in un contesto pubblico, in uno scenario suggestivo, in una stagione che naturalmente richiede condivisione. Perché il cinema è condivisione: guardare un film insieme agli altri equivale a “respirare” le emozioni. Bisogna correre ai ripari. E subito. Ha il dovere di farlo l’Amministrazione, per conservare uno spazio di eccellenza. Allo stesso modo ci auguriamo che gli operatori del settore gettino il cuore oltre l’ostacolo, analizzando i benefici sociali di un’operazione del genere. Pure questa città però deve dire la sua, uscire da un’indifferenza che è talmente contagiosa da disegnare una notte nella quale tutti i gatti sono neri. Invece non è così. Il cinema, le stelle, la Villa Comunale, le emozioni: tutto insieme fa la differenza. Non si può sacrificare ogni cosa sull’altare di un’austerity che è ormai è entrata nel nostro modo di pensare. Ci sono pure le passioni. Perfino le lacrime.

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