Un carcere per Silvia Costa

L'ex consigliere regionale del Lazio nominata commissario per l'investimento dei 70 milioni Ue sul carcere di Ventotene. Diventerà un'università internazionale.

Una corsa contro il tempo per non perdere uno dei più importanti finanziamenti dello Stato a favore della provincia di Latina. È quella che attende una delle esponenti più autorevoli del Partito Democratico, da tempo in lista di collocazione. Silvia Costa, fiorentina con fortissime ramificazioni nel Lazio, è stata nominata commissario straordinario del Governo per il recupero dell’ex carcere borbonico sull’isolotto di Santo Stefano a Ventotene.

Silvia Costa © Imagoeconomica / Paola Onofri

Consigliere comunale di Roma per dieci anni, Silvia Costa è stata deputata per undici anni nei quali è stata eletta a Montecitorio per tre volte; Carlo Azeglio Ciampi la volle nel suo Governo come sottosegretario all’Istruzione. Nel Lazio è stata molto attiva come Consigliere Regionale, eletta nel 2005 con la squadra che sostenne Piero Marrazzo. Poi il passaggio in Europa come parlamentare Ue.

La nomina a Commissario di Governo è arrivata giovedì sera al termine del consiglio dei Ministri. Giuseppe Conte ha recepito la proposta del Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini: Silvia la Costa ha militato nella sua componente all’interno della Dc prima, nel Partito Popolare poi e ora nel Pd.

Silvia Costa dovrà sovrintendere agli investimenti sull’isolotto di Santo Stefano. Si tratta di 70 milioni di euro che serviranno per la riqualificazione del carcere borbonico: dopo la sua chiusura nel secondo dopoguerra, versa in una situazione degrado, abbandono ed sempre a rischio crollo.

Il primo a parlarne era stato Matteo renzi in occasione di un vertice internazionale. La procedura europea era stata avviata. Dario Franceschini a settembre ha illustrato l’iter per non perdere le somme arrivate dall’Europa.

Il tempo tiranno

L’Ergastolo di Ventotene, veduta aerea

Ora Silvia Costa non ha un fedele alleato: il tempo. Nel prossimo autunno scadranno i termini per non perdere questi 70 milioni finanziati dal Fondo per lo “Sviluppo e coesione 2014-2020”. Se non sarà elaborato un progetto per capire come e perché dovranno essere spesi, il governo sarà costretto a rinunciare.

Nella veste di commissario Silvia Costa avrà l’onere di far sedere attorno ad un tavolo la miriade di soggetti e di enti coinvolti nell’elaborazione del piano. Che per la seconda isola pontina potrebbe rappresentare un’autentica rivoluzione Copernicana.

Matteo Renzi quando nell’agosto 2016 ospitò a Ventotene la cancelliera tedesca Angela Merkel e l’allora presidente francese Francois Hollande propose il recupero e riconversione del carcere progettato nella seconda metà del Settecento dai Borbone per internare gli oppositori politici. Renmzi ipotizzò una sorta di università mondiale per formare le future generazioni interessate ad occuparsi di europeismo e di cooperazione internazionale.

Le reazioni

Raffaele Sanzo è il capogruppo consiliare di opposizione, è stato a lungo responsabile dell’ufficio scolastico regionale e capo della segreteria di Beppe Fioroni Ministro dell’Istruzione. Il suo tempo da pensionato lo trascorre tra la natia Agrigento, Guidonia e Ventotene. Soprattutto frequenta le stanze del Pd romano: “Silvia ha nel suo Dna un carattere l’inclusività. Possiede le giuste competenze per superare e andare oltre le fazioni che su una piccola isola esistono purtroppo. Il governo non poteva effettuare migliore scelta per centrare un duplice obiettivo: fermare e contrastare l’incuria ed il degrado e conservare la memoria che in questi tempi difficili è l’unica terapia per immaginare un domani migliore”.

L’Ergastolo di Ventotene

L’amministrazione comunale di Ventotene attende di avere tra le mani il decreto di nomina del premier Conte per effettuare le sue valutazioni operative.

La scelta dell’ex assessore regionale del Lazio, ex parlamentare europeo ed ex presidente della Commissione Cultura di Strasburgo era stata annunciata sul sito dell’associazione culturale “Santo Stefano”. Da mesi si sta occupando dell’iter per il recupero dell’ex penitenziario che, durante gli anni bui della guerra, ha ospitato il futuro presidente della Repubblica Sandro Pertini, diversi antifascisti ed oppositori e tra questi uno dei tre autori del “Manifesto per l’Europa libera ed unitaAltiero Spinelli.

Il sindaco

Il sindaco di Ventotene Gerardo Santomauro nella vita di tutti i giorni fa il notaio ed esercita la professione lontano dall’isola, a Benevento. È stato lui, insieme all’attivo assessore alla Sanità,  l’ex coordinatore del primo circolo del Pd formiano Francesco Carta, ad esercitare un’azione di pressing nei confronti dell’attuale governo giallorosso per effettuare una nomina autorevole che rilanciasse l’azione di recupero della struttura carceraria.

Una buona notizia per l’isola che concretizza – dice il sindaco – l’impegno e la continua attenzione che abbiamo posto al recupero di questo “doloroso” bene comune. Un bene dunque che la tanto attesa ristrutturazione renderà non solo fruibile ma utile a costruire conoscenze e coscienze d’Europa”.

Il ministro

Dario Franceschini

Sul progetto  di recupero dell’ex carcere era tornato Franceschini ad ottobre: “Purtroppo nell’ultimo anno il percorso si era inspiegabilmente arenato. Appena ritornato al Ministero ho cercato di capire le difficoltà, ho parlato con il sindaco Santomauro, con Nicola Zingaretti, con il Ministro Provenzano. Quindi ho proposto con una lettera del 17 ottobre al Presidente del Consiglio la nomina di un commissario per seguire e accelerare l’iter del progetto già finanziato con 70 milioni di euro”.

Nell’ottobre del 2015 era stato costituito un Tavolo tra Ministero per i beni e le attività culturali, Regione Lazio, Agenzia del demanio e comune di Ventotene. E nel gennaio del 2016, l’allora premier Renzi, il Ministro Franceschini e il Presidente della Regione Lazio Zingaretti annunciarono il piano di recupero. Nel 2017 è stato anche inaugurato l’eliporto di Santo Stefano, realizzato con circa 1 milione di euro presi da quel finanziamento di 70 milioni di euro.

In quell’occasione Franceschini dichiarò: “Credo che qui ci sia una grande sfida su tanti fronti”.

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