La vendetta del sindaco sui dissidenti: «I cinesi? Portateli ad Arce»

Ernesto Baronio

Conte del Lungoliri

 

di Ernesto BARONIO
Conte del Lungoliri

 

Nell’ultima riunione di maggioranza, quattro consiglieri comunali della maggioranza di sua eccellenza il sindaco Roberto De Donatis, sotto la supervisione di Vittorione mani di forbice Di Carlo, avevano manifestato il loro disappunto e la conseguente volontà di non votare il nuovo Regolamento sulla Polizia Locale.
«Abbiamo perplessità, forti, sulla legittimità tecnico amministrativa del provvedimento. Temiamo di ritrovarci in casa la Corte dei Conti fra qualche anno» aveva ammonito il sempre più pddino Natalino Coletta che parlava anche a nome e per conto dell’altro pddino dottor Augusto Vinciguerra, a nome  e per conto di Antonio Farina (ologramma virtualmente modificato di Gianluca Quadrini), e a nome e per conto di Serena Petricca, coordinatrice cittadina di Forza Italia.

Il sindaco Roberto De Donatis aveva risposto fulminando tutti: «Chi non vota il Regolamento è fuori dalla maggioranza. E se in consiglio  non ci sono più i numeri, alla Processione del Corpus Domini parteciperà un primo cittadino dimissionario».

Di fronte alle parole del sindaco, la determinazione di Serena Petricca si è sciolta come l’ultima neve sui monti sorani al primo sole primaverile. Dicono inoltre che alla coordinatrice cittadina sia bastato vedere il numero di Mario Abbruzzese che lampeggiava sul suo cellulare per capire che doveva rimandare a tempi migliori il suo desiderio di rappresentare la Giovanna d’Arco dell’Amministrazione De Donatis.
Hanno retto il fronte, invece, gli altri tre dissidenti. Anche se lo hanno fatto non proprio con lo stesso coraggio di Rambo nella giungla birmana.
Da buon specialista in materia, Augusto Vinciguerra ha anestetizzato il suo dissenso polemico con un’astensione  dal voto degna delle migliori tesi di dottorato sulla Prima Repubblica. Ma questo, probabilmente, non basterà a placar le ire del pelide Roberto.
Coletta e Farina invece hanno optato per l’assenza sic et simpliciter dal Consiglio Comunale. Sono letteralmente spariti, rendendosi irreperibili agli esperti investigatori di Chi l’ha visto? Ed invisibili anche ai seppuer potentissimi radar in dotazione al Battaglione Cordenons di stanza proprio nella città volsca.
Ora, se le parole del pelide Roberto non son buttate al vento, i tre dissidenti si troverebbero fuori dalla maggioranza. Che, quindi, si assottiglierebbe a nove consiglieri contro gli otto dell’opposizione. E, se un figlio d’arte non decide di dare una mano al pelide Roberto, a Sora riparte la quadriglia che ha caratterizzato lo scorcio della consiliatura targata Ernesto Tersigni.
Niente pipì e niente sigaretta durante le future sedute consiliari. Ad Ernesto una leggerezza del genere costó la mancata approvazione dell’ultimo bilancio fra le ilarità di un’opposizione che in quella occasione era riuscita a fare il colpaccio in consiglio.
Intanto, in attesa di ulteriori sviluppi, il primo segnale della possibile crisi viene da questo sms, inviato in duplice copia, dall’eroico presidente dell’indomita Comunità Montana di Arce (pervicace alla liquidazione) Gianluca Quadrini. Il testo avvisa “Causa problemi tecnici, l’incontro con la Città cinese di Foshan si terrà presso la sede d la XV Comunità Montana ad Arce“. E non più, aggiungiamo noi, nella Sala Consiliare del Comune di Sora.
Farina questa volta l’ha fatta grossa. E il pelide sindaco Roberto gli ha ricordato chi è che comanda nel municipio di Sora. Sbattendo la classica porta sul nasone del consigliere Farina. Gli ha fatto sapere «Spiacente, ma il sindaco ritiene di non poter concedere l’uso della sala consiliare. Quello che intendete fare con la città cinese non è un incontro ufficiale. Tantomeno un gemellaggio».
L’ologramma (virtualmente modificato) di Quadrini ha provato a ribattere: «E’ vero che non si tratta di un gemellaggio. Ma è l’incontro propedeutico dopo del quale stipulare l’atto di gemellaggio».
La risposta fatta recapitare dal sindaco è stata lapidaria. Ha invitato lui e l’indomito a cercare un’altra location per questo incontro propedeutico alla richiesta di gemellaggio in salsa cinese.
Ad un anno, insomma, dalla sua vittoria elettorale, l’Amministrazione De Donatis si trova ad affrontare un importante e vitale giro di boa. Ed i Baratta Boys hanno la piena consapevolezza di quanto da loro dipenda il futuro di Roberto e delle sue fortune politico amministrative.
Intanto la quadriglia sorana può ripartire.

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