Il mistero delle dimissioni fantasma di Venturi e Brighindi dal Pd

Di quel documento non c’è traccia. Nessuno lo ha visto. Le dimissioni di Norberto Venturi e Francesco Brighindi dalle cariche di segretario e predente del Circolo Pd di Frosinone non si trovano.

Le hanno annunciate a mezzo stampa. Sono state anche discusse e accolte dal Direttivo del Circolo. Ma all’atto pratico, nessuno ha ancora ricevuto niente: al Segretario Provinciale Simone Costanzo nessuno le ha mandate. E così né lui né il Segretario Regionale Fabio Melilli possono procedere con la nomina di un commissario.

Quelle dimissioni sono state al centro della discussione che si è tenuta la sera del 19 giugno (leggi qui). Venturi ha aperto la riunione per l’analisi del voto, ha illustrato la situazione. Ed ha concluso dicendo «In conseguenza di questo io mi dimetto». Dopo di lui ha preso la parola Francesco Brighindi concludendo allo stesso modo: «Anche io rassegno le dimissioni». Poco prima dell’una e mezza della notte anche il direttivo si è dimesso, azzerando gli organismi dirigenti.

Ma allora il commissario dov’è? Non arriva perché nessuno ha notificato le dimissioni. La notifica non può esistere per un motivo semplice: né Francesco Brighindi Norberto Venturi hanno più formalizzato le loro dimissioni.

Cosa è accaduto. Che pochi minuti dopo la fine della riunione, nel cuore della notte, il blog Alessiporcu.it ha lanciato la notizia. Dando atto anche della riunione del direttivo provinciale avvenuta nelle ore precedenti. E nel corso della quale erano state avanzate severe critiche al Circolo di Frosinone. Gli sono stati rimproverati i nodi non risolti per anni e che alla fine sono venuti al pettine contribuendo alla sconfitta. Primo tra tutti: il dialogo non ripreso con l’ex sindaco Michele Marini. E poi i quattro mesi di chiacchiere sterili, che hanno bloccato la campagna elettorale di Fabrizio Cristofari. Che ha aspettato fino alla fine la decisione del circolo se candidarlo o meno, perdendo così tempo prezioso.

Una posizione che deve avere indispettito i due dirigenti. Che a quel punto non hanno più formalizzato il loro passo indietro.

Si è determinato così il paradosso di una dimissione in massa degli organismi dirigenti comunali, discussa ed approvata. E poi non formalizzata.

Chissà per quale motivo, a Roma nessuno si è meravigliato di quanto sta accadendo a Frosinone.

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