Vicano: «I rifiuti da Roma, se fossi rimasto in Saf avrei continuato a prenderli»

L'ex presidente della Saf rivela: «Se fossi rimasto avrei continuato a ricevere i rifiuti da Roma. Anche contro le indicazioni dei sindaci». «Di Rollo? In Regione». Chi la candida?

«Io i rifiuti da Roma li avrei presi lo stesso».

Ma l’Assemblea dei Soci ha detto di non farlo.

«Chi governa è il Consiglio d’Amministrazione. I soci danno un indirizzo. Ma chi risponde dei risultati è il CdA ed il suo presidente»

Quindi, se non si fosse dimesso da presidente della Saf, avrebbe disatteso l’ordine dei sindaci?

«Avrei assolto le mie funzioni secondo coscienza. Per fare un esempio: i soci possono decidere che non si debba più pagare la tassa sui rifiuti ma io avrei comunque il dovere di pareggiare i conti e di mantenere perciò la tassazione»

Quindi avrebbe continuato a prendere i rifiuti da Roma…

«Si, lo avrei fatto».

 

Mauro Vicano non è più presidente della Saf da qualche ora. Sta per riprendere servizio nella Direzione della Asl di Frosinone dove guiderà il settore Igiene degli Alimenti, in attesa che si liberi un posto da Direttore di Distretto. Spera che sia per poco: spera di andare a fare il senatore della Repubblica candidandosi nella lista del partito Democratico.

L’altra sera è stato a Teleuniverso, alla trasmissione A Porte Aperte. È li che ha detto: «Se fossi rimasto alla Saf, io i rifiuti da Roma avrei continuato a prenderli anche se i sindaci avevano detto no».

 

Sono indispensabili i rifiuti di Roma?
«In questo momento si. Non è possibile tenere in piedi una struttura progettata per lavorare 1100 tonnellate di rifiuti e farla camminare solo con 400. È come se un autobus dimensionato per 50 posti lo facessimo camminare con due sole persone a bordo: la spesa per il carburante, l’autista, la manutenzione, le gomme, divisa per i due passeggeri diventerebbe insostenibile. Ed è quello che sta per accadere a Colfelice»

 

Sarà sempre così?
«Fino a quando ci sarà una parte di indifferenziato, si. Non c’è alternativa».

 

Ci sono altri impianti
«Quelli del Lazio sono tutti saturi perché lavorano le immondizie di Roma. Gli altri sono talmente lontani che smaltire una tonnellata di rifiuti ci costerebbe uno sproposito. Non c’è soluzione alla Saf».

 

I sindaci chiedono di ridisegnare il ciclo di lavorazione perché questo è degli anni Ottanta
«Ed hanno ragione. Io l’ho fatto. Ci sono già i progetti pronti. Li ho già fatti sviluppare e sono pronti a partire. Prevedono la radicale trasformazione di tutto lo stabilimento. ma per realizzare tutto questo occorrono tempo e soldi. Nel frattempo i rifiuti dove li vogliamo mandare? I soldi dove li prendiamo se non facciamo arrivare i rifiuti da Roma?»

 

Il suo successore, Lucio Migliorelli, dovrà prendere i rifiuti da Roma?
«Deciderà lui. Adesso è lui il presidente. È una persona capace e preparata»

 

C’era chi preferiva un tecnico anziché un politico alla guida della Saf
«Meglio un politico»

 

Perché?
«Perché un tecnico, appena arrivato, ha il dovere di rispedire indietro i camion con i rifiuti di quei Comuni che non pagano la Saf. Invece un politico – ed io ho amministrato in due Comuni – solleva il telefono e chiede: ‘Sindaco,  perché non paghi? Hai dovuto usare i soldi perché devi pagare il riscaldamento alla scuola? Facciamo un piano di rientro? E ora che abbiamo pianificato il rientro del passato, inizia a pagarmi il corrente? Ecco: la differenza è questa».

 

Al suo posto doveva venire Barbara Di Rollo. 
«Adesso si candiderà in Regione»

 

E chi la candida?
«I posti in quota rosa sono tre»

 

Uno è per Sara Battisti per l’area De Angelis, uno è per Maria Spilabotte in area Scalia, il terzo è per un’altra componente, a meno di non voler dare tutto a De Angelis…
«Verrà candidata in quota ad un’altra corrente»

 

E perché un’altra corrente dovrebbe farsene carico?
«Ora però stiamo facendo fanta analisi del correntismo politico»

 

I sondaggi dicono che nell’Uninominale non sarà una passeggiata per il Pd
«Non mi sono mai piaciute le cose semplici. Altrimenti non avrei mai accettato di fare il presidente della Saf».

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