Zingaretti e Salvini allo scontro finale, Di Maio ormai tagliato fuori

Mentre i leader di Pd e Lega si preparano al rush finale per il voto in Emilia Romagna, il capo dei Cinque Stelle continua a soffermarsi sull’assetto di un Movimento già fagocitato dalle Sardine. E ormai “resistere” non basta più.

Gli stati generali del Movimento 5 Stelle serviranno per mettere finalmente in piedi una nuova carta dei valori e anche un’organizzazione più efficace perché da solo il capo politico non ce la può fare“. Così Luigi Di Maio a Lamezia Terme.

Sono fiducioso – ha aggiunto – che possiamo migliorare il movimento. In dieci anni abbiamo approvato tante leggi che erano la nostra identità. Ci sono cose nuove da fare e dobbiamo riorganizzare le nostre forze ed i nostri obiettivi”.

Luigi Di Maio © Imagoeconomica, Livio Anticoli

In queste frasi sono raccolti tutti i motivi della crisi politica ed elettorale profonda dei Cinque Stelle. Ad una settimana dal “D day”, dalle elezioni regionali in Emilia Romagna, i Cinque Stelle continuano ad essere concentrati soltanto sul loro assetto interno. Mentre Nicola Zingaretti, segretario nazionale del Pd, attacca frontalmente Matteo Salvini accusandolo di fare solo chiacchiere mentre gli altri risolvono i problemi, Di Maio sottolinea che pensa ad un comitato alla guida del Movimento. Ma non si dimette da capo politico.

Mentre Matteo Salvini dice agli emiliano romagnoli che non si tratta di un voto solo regionale, ma di una scelta tra due modi di vita, Di Maio prova a respingere gli attacchi che arrivano da Beppe Grillo spostando il discorso da un tema all’altro.

Matteo Salvini © Imagoeconomica / Sara Minelli

Ma se i sondaggi dovessero aver ragione, se i Cinque Stelle in Emilia Romagna dovessero scendere fortemente sotto il 10%, quali spazi avrebbe Luigi Di Maio per provare a rilanciare un Movimento che appare ormai prosciugato?

L’idea di restare comunque al Governo del Paese non può essere quella giusta, perché prima o poi alle urne si andrà e in questo modo la deriva dei Cinque Stelle può “contagiare” anche il Partito Democratico. Se poi in Emilia dovesse vincere Stefano Bonaccini, allora davvero i Cinque Stelle rischierebbero di essere “sostituiti”. Da chi? Dalle Sardine.

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