Un cartello per pilotare gli appalti: dieci indagati

PIERFEDERICO PERNARELLA per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI

Non solo Strangolagalli. L’inchiesta che nei giorni scorsi ha portato alla notifica degli avvisi di garanzia per i lavori di messa in sicurezza della frana di Cerreto è in realtà più ampia e riguarda anche i Comuni di Ceprano, Trivigliano e Guarcino. Ma non è escluso che a breve la lista possa allungarsi.

Al momento dieci gli indagati tra imprenditori, dirigenti comunali e amministratori. Dalle sei alle sette le ditte coinvolte. Quelle che, secondo gli accertamenti, avrebbero formato una sorta di cartello per avere il pieno controllo sugli appalti pubblici aggirando le norme che garantiscono la libera concorrenza e la correttezza delle procedure.

Le indagini, coordinate dal procuratore Giuseppe De Falco, sono delegate alla polizia giudiziaria diretta dal luogotenente Pietro Piucci. L’inchiesta pè entrata nel vivo: eseguite più di una decina di perquisizioni, ascoltati diversi dirigenti, acquisita una montagna di documenti presso le sedi delle imprese e gli uffici tecnici dei Comuni che ora è all’esame della polizia giudiziaria. L’arco temporale preso in esame parte dal 2009 ad oggi e in ballo ci sono opere pubbliche per milioni di euro.

L’inchiesta è partita dove si era conclusa quella sugli appalti gestiti dall’amministrazione guidata dall’ex sindaco Giovanni Sorge nel Comune di Ceprano. Gli stratagemmi emersi in quella circostanza per pilotare l’aggiudicazione degli appalti non erano isolati. Seguendo gli altri lavori svolti da una delle imprese coinvolte, gli investigatori hanno scoperto che tornavano sempre i nomi delle stesse ditte.

Un cartello, appunto, che si è imposto utilizzando il sistema dei preventivi falsi presentati da società complici che in cambio ricevevano lavori in sub appalto. Tutto questo, ovviamente, poteva avvenire grazie alla complicità di funzionari, dirigenti e amministratori comunali. Agli atti dell’inchiesta ci sarebbero episodi che dimostrerebbero la sudditanza o comunque la piena disponibilità di alcuni funzionari e professionisti. Nel caso di Strangolagalli è emerso che attraverso il meccanismo degli stralci in variante, sono stati sborsati dalle 200.000 alle 300.000 euro in più per opere che non sarebbero nemmeno state realizzate.

Sotto la lente sono finiti numerosi appalti, almeno cinque in ognuno dei Comuni interessati dall’indagine. Tra quelli più importanti ci sino il polo artigianale di Ceprano, la frana di Cerreto a Strangolagalli. E poi il cimitero di Trivigliano e da ultimo le attenzioni degli investigatori si sono soffermate sull’intervento per una scuola di Guarcino.

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