Acqua, il voto ai raggi X

CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI

E meno male che tutti avevano ripetuto che il voto dell’assemblea dei sindaci non doveva essere letto politicamente. Da giorni sull’acqua scivolano soltanto polemiche politiche. Al vetriolo. A dimostrazione di due cose. La prima: a decidere il piano tariffario e i conguagli sarà l’Autorità per l’energia e nessun altro. La seconda: i contraccolpi politici sull’esito della votazione sono forti e la sensazione è che siamo soltanto all’inizio.

 

Il confronto con il 29 luglio
Più di un mese fa la proposta di Nicola Ottaviani fu respinta con 32 no, 23 sì e 4 astenuti. Il 2 settembre, invece, è passata con 33 sì, 15 no e 2 astenuti. In parole semplici: 10 favorevoli in più e 15 contrari in meno, a dimostrazione che l’emendamento ha riunito l’intero centrodestra “pescando” anche nel centrosinistra. Anche se c’erano 9 presenti in meno in aula.

Sempre il 29 luglio scorso la proposta della Segreteria Tecnico Operativa non passò: 14 sì, 31 no e 8 astenuti. Qualche giorno non è andata in votazione. La mozione di Gianpio Sarracco (Pd), pur discostandosi su alcuni punti, era quella più vicina a quel tipo di impianto. Ha ottenuto 24 sì, 32 no e 4 astenuti. Un dato che potrebbe essere interpretato come un certo “recupero” (dieci favorevoli in più) da parte del Pd, soprattutto per iniziativa del presidente della Provincia Antonio Pompeo. Ma in ogni caso i Democrat sono lontani dalla maggioranza in assemblea.

 

La votazione ai raggi x
L’emendamento illustrato dal sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani è stato approvato con 33 voti favorevoli (247.703 abitanti rappresentati), 15 contrari (115.686) e 2 astenuti (31.373).

I Comuni favorevoli: Acuto, Alvito, Arnara, Arpino, Ausonia, Boville Ernica, Casalattico, Casalvieri, Cassino, Castelnuovo Parano, Castro dei Volsci, Ceccano, Collepardo, Coreno Ausonio, Fiuggi, Frosinone, Gallinaro, Monte San Giovanni Campano, Picinisco, Piedimonte, Pignataro, Pofi, Pontecorvo, Ripi, Roccasecca, San Giorgio a Liri, Settefrati, Sora, Strangolagalli, Torre Cajetani, Vallerotonda, Vicalvi, Villa Santa Lucia.

Comuni contrari: Anagni, Ceprano, Cervaro, Ferentino, Fontechiari, Guarcino, Isola del Liri, Patrica, Piglio, Posta Fibreno, San Biagio Saracinisco, Sant’Elia Fiumerapido, Serrone, Trivigliano, Veroli.

I Comuni astenuti: Alatri, Vico nel Lazio. In tutto 50 presenti e 36 assenti. L’esito della votazione da giorni viene passato al setaccio dai partiti.

 

Polemiche al vetriolo
Il confronto a distanza continua. Roberto Caligiore, sindaco di Ceccano, dice: «Se la tariffa, come afferma Costanzo, sarà quella proposta dal gestore, la responsabilità politica sarà solo di Pompeo e di quelli che non hanno fatto in modo che noi sindaci ci esprimessimo entro il 30 aprile scorso; e poi, vogliamo parlare dei 180 giorni di tempo per preparare le controdeduzioni sulla procedura di risoluzione invece dei 90 chiesti da noi?

E comunque, secondo me, è un errore inserire l’equilibrio della Provincia nella questione dell’acqua; quando il sottoscritto (Ceccano), Ottaviani (Frosinone), D’Alessandro (Cassino) e De Donatis (Sora) ci siamo incontrati per decidere il contenuto di un documento unico, non l’abbiamo fatto con la logica politica ma abbiamo pensato solo alla prospettiva dei cittadini. Aggiungo che sono rimasto sconcertato dai sindaci che hanno provato a far mancare il numero legale, mentre mi congratulo con coloro che, anche dissentendo, hanno mantenuto fede al loro mandato ed alla loro linea».

Simone Costanzo, segretario provinciale del Pd ribadisce: «La proposta del sindaco Ottaviani è figlia di una scelta demagogica e populista che non tiene conto di ragionamenti tecnici e amministrativi specifici della materia in esame. La verità è che il sindaco Ottaviani ha iniziato la campagna elettorale per cercare la riconferma a sindaco di Frosinone». Lo scontro continua.

 

Il gioco del cerino
In realtà il campo della battaglia politica sta tutto in una dichiarazione di Simone Costanzo: «Al di là della condivisione della proposta approvata, è chiaro che tutti ci auguriamo che l’Aeegsi accolga le proposte approvate dall’assemblea dei sindaci ma, nello stesso tempo, ci chiediamo chi risponderà della proposta Ottaviani se l’Autorità per l’energia dovesse recepire in toto la proposta Acea sia sulla tariffa e sia sui conguagli tariffari con un’ulteriore richiesta di 77 milioni di euro?».

Centrodestra e centrosinistra si stanno fronteggiando sul tipo di messaggio da mandare all’esterno: di chi la responsabilità di un aumento delle tariffe o dei conguagli? E il fatto che la decisione vera sarà presa dall’Autorità dà ad entrambi gli schieramenti quello che vogliono: lo spazio per le interpretazioni politiche. Resta il fatto, però, che i conguagli (75 e 53 milioni di euro già riconosciuti al gestore) vengono pagati dai cittadini. E che il piano tariffario va applicato nelle forme, nei modi e nei tempi previsti dalla legge.

Resta il fatto che il 16 settembre scade il termine per la diffida ad adempiere inoltrata al gestore. Acea ha annunciato che replicherà alle contestazioni. Poi toccherà sempre alla conferenza dei sindaci decidere se proseguire o meno lungo la strada della risoluzione della convenzione. Una decisione importante, che non può essere adottata sul piano politico. Ma la sensazione che sarà questo l’unico terreno di confronto degli amministratori è fortissima.

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