La Comunità Montana di Arce (in liquidazione) fa causa alla Regione: pochi soldi stanziati

CESIDIO VANO per LA PROVINCIA QUOTIDIANO
Le Comunità Montane fanno causa alla Regione Lazio: ci dà troppo pochi soldi!
La sommossa parte dalla Ciociaria ed a guidarla è l’ente di Arce, la XV zona “Valle del Liri” guidata dall’intraprendente presidente Gianluca Quadrini, consigliere provinciale e comunale di Arpino, che già ha raccolto l’entusiasta adesione della Comunità montana di Priverno, la XIII zona “Monti Lepini – Ausoni”.

Ai due presidenti, Quadrini e Onorato Nardacci, i 7,3 milioni di euro, che la Regione ha inserito, in tutto, nei capitoli di bilancio per le spese delle 21 comunità montane del Lazio, sono apparsi davvero una miseria, soprattutto se si tiene conto che 1,3 milioni sono per la comunità d’arcipelago di Ponza e Ventotene. Restano sei milioni sei da dividersi in 21 enti: praticamente, sì è no, i soldi per pagare i dipendenti.

E proprio su questo punto i due enti montani intendono trascinare la Pisana davanti al Tar del Lazio.

Poco importa se la Regione ha motivato la stretta economica proprio con il fatto che il Consiglio sta per varare la riforma degli enti montani, per cui, entro fine anno, le Comunità saranno soppresse e trasformate, secondo quelle che saranno le disponibilità dei Comuni, in Unioni. Quindi gli uffici regionali si sono limitati a chiedere agli enti montani quanto servisse loro per pagare gli stipendi e quello hanno stanziato, di fatto imponendo tagli tra il 70 e l’80% che poco piacciono agli amministratori degli enti in prossima liquidazione.

Così, lo scorso 16 agosto, la Comunità montana di Priverno ha deliberato di dare delega a quella di Arce affinché venga nominato un avvocato di fiducia per presentare ricorso contro la delibera della Giunta Zingaretti, la n.494 del 4 agosto 2016, che impedirebbe – stando alle lagnanze – “il normale funzionamento vitale dell’ente”. Ora resta da vedere se farà prima la giustizia amministrativa ad esaminare il caso o il consiglio regionale ad abolire le comunità montane. Le scommesse sono aperte.

Le Comunità montane sono in capo alla lista degli enti inutili da qualche decennio ma, a quanto pare, non hanno alcuna intenzione di soccombere. La Regione, a dirla tutta, ha provato ad ogni nuova legislatura a mandarle in soffitta, ma non è riuscita mai a concretizzare nulla.

L’attuale Consiglio regionale, poi, ha addirittura approvato in tutte le commissioni competenti ben due proposte di legge che si sono però fermate – finora – al momento del passaggio in aula.

L’ultima riforma però – dettata direttamente dalla Giunta – è ormai in procinto di iniziare l’esame nell’emiciclo della Pisana. Ma finché c’è vita c’è speranza e così le Comunità montante provano a resistere ad oltranza.

 

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